Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XVII
Dei contratti bancari
SEZIONE III
Dell'apertura di credito bancario

Art. 1845

Recesso dal contratto
TESTO A FRONTE

I. Salvo patto contrario, la banca non può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se non per giusta causa.

II. Il recesso sospende immediatamente l'utilizzazione del credito, ma la banca deve concedere un termine di almeno quindici giorni per la restituzione delle somme utilizzate e dei relativi accessori.

III. Se l'apertura di credito è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto, mediante preavviso nel termine stabilito dal contratto, dagli usi o, in mancanza, in quello di quindici giorni.


GIURISPRUDENZA

Contratto di prestito d’uso d’oro – Verifica usurarietà – Oscillazioni prezzo oro e cambio dollaro/euro – Irrilevanza

Contratto di prestito d’uso d’oro – Comunicazione recesso immediato – Legittimità – Condizioni

Contratti bancari – Comunicazioni periodiche modifica unilaterale condizioni contrattuali – Produzione in giudizio ad opera della banca – Mancata contestazione specifica nella prima difesa utile – Prova della ricezione – Sussiste
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Nel contratto atipico di prestito d’uso d’oro è legittima la clausola che calcola l’interesse annuo, trimestralmente dovuto, costituente il corrispettivo dell’operazione in dollari USA sul valore dell’oro in prestito al prezzo risultante dalla media dei “fixings” di Londra per il periodo di riferimento, non costituendo le oscillazioni del prezzo dell’oro e del cambio dollaro/euro un costo rilevante ai fini della verifica dell’usurarietà (il contratto in questione è un’operazione finalizzata all’approvvigionamento della materia prima per la successiva lavorazione. Anziché acquistare subito la quantità di oro necessaria, la stessa viene acquisita in prestito per un determinato periodo contro il pagamento di un interesse, con la possibilità alla scadenza di richiedere la proroga, di trasformare il contratto originario in acquisto a titolo definitivo o di restituire il metallo, nella medesima quantità e qualità) “24-5”.

Nel contratto atipico di prestito d’uso d’oro che attribuisce alla banca il diritto di recesso con preavviso di almeno un giorno è legittimo il recesso “con effetto immediato” comunicato dalla banca al cliente dopo diversi solleciti di pagamento e al quale è stata poi data esecuzione dopo diversi giorni con l’addebito sul conto corrente di appoggio della somma pari al controvalore dell’oro che non è stato restituito “2-2, 2-3”.

In giudizio, il cliente che contesti di non aver ricevuto nel corso del rapporto bancario le comunicazioni periodiche di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali a norma dell’art. 118 del T.U.B. ha l’onere di contestare specificamente nella prima difesa utile le relative produzioni della banca, dovendosi altrimenti ritenere non contestata la ricezione di tali comunicazioni  “18”. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 27 Aprile 2021.


Revoca dell’apertura di credito – Segnalazione in Centrale Rischi – Debito in contestazione – Assenza di preavviso – Danno in re ipsa – Risarcibilità.
E’ illegittimo il recesso dall’apertura di credito in conto corrente, operato dalla banca, con modalità tali da rendere il cliente edotto della chiusura del rapporto, in data successiva a quella in cui gli effetti dello stesso recesso si sono prodotti: l’abusiva revoca dell’affidamento è idonea di per sé a ledere l’affidabilità e l’immagine sociale del correntista, senza che incomba sul danneggiato l’onere di fornire la prova dell’esistenza del danno.

E’ altresì illegittima la segnalazione nella categoria di “sofferenza” presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia e in CRIF S.p.A. che sia stata eseguita in mancanza del dovuto preavviso al cliente (il quale, per risultare effettivo, deve sostanziarsi in una informativa completa, chiara e tempestiva) e in corrispondenza di un credito sottoposto a contestazione giudiziaria, avente i caratteri della serietà e della non manifesta infondatezza: ne consegue un danno non patrimoniale - sub specie di danno alla reputazione personale -  da ritenersi in re ipsa, liquidabile in via equitativa.

(Nel caso di specie, in particolare, in conseguenza dell’accertamento dell’abusiva revoca dell’affidamento e delle illegittime segnalazioni, effettuate dalla banca a danno del cliente, è stato riconosciuto un risarcimento pari, complessivamente, a € 8.000,00). (Maria Magro) (riproduzione riservata)
Tribunale Paola, 09 Marzo 2018.


Giudizio di accertamento – Rideterminazione del saldo contabile in c/c – Ripristino dell’affidamento bancario illegittimamente revocato – Abusività della segnalazione in Centrale Rischi – Risarcimento del danno.
Quando, all’esito di un giudizio di accertamento circa la nullità delle clausole contrattuali aventi ad oggetto capitalizzazione trimestrale, commissione di massimo scoperto e interessi ultralegali, venga rideterminato il rapporto di dare/avere tra le parti, con saldo nei limiti dell’affidamento bancario concesso al correntista, deve essere dichiarata illegittima la revoca della linea di credito precedentemente disposta dall’Istituto di credito e ordinato il ripristino della stessa.

In pendenza di un giudizio di accertamento su saldo di c/c bancario, la Banca è tenuta a comunicare alla Centrale rischi della Banca d’Italia che il credito è “in contestazione”: in difetto, consegue la lesione del diritto all’immagine e alla reputazione del soggetto segnalato e il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, da liquidarsi in via equitativa.

(Nel caso di specie, alla luce della rideterminazione giudiziale del saldo nel rapporto dare/avere tra le parti, pari non ad € 103.449,67 ma ad un saldo a favore del correntista di € 1.454,13, veniva disposto il ripristino dell’affidamento bancario nei limiti di € 100.000,00 e liquidato il danno da illegittima segnalazione nella misura di € 5.000,00 oltre interessi legali dal deposito della sentenza all’attualità). (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata)
Tribunale Paola, 10 Febbraio 2018.


Procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. - Illegittimità dichiarazione di recesso unilaterale della banca - Domanda di accertamento dell’inefficacia della dichiarazione di recesso - Applicabilità.
E’ possibile il ricorso al rimedio cautelare atipico ex art. 700 c.p.c. al fine di sentire dichiarare l’inefficacia di dichiarazioni di recesso unilaterale della Banca da contratti di apertura di credito in conto corrente e/o di dichiarazioni unilaterali della Banca di risoluzione di contratti di mutuo ipotecario, purché tali dichiarazioni unilaterali siano illegittime e pertanto in contrasto con la legge, con il regolamento contrattuale inter partes e con il contegno in precedenza tenuto dalla stessa Banca. (Paolo Cevasco) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Dicembre 2016.


Contratto di affidamento bancario – Recesso da parte della banca – Prova dell’arbitrarietà.
Il debitore il quale agisca per far dichiarare arbitrario l’atto di recesso di una banca dal rapporto di affidamento del credito ha l’onere di allegare che le giustificazioni date dalla banca non risultano ragionevoli, dimostrando la sufficienza della propria garanzia patrimoniale.
Non basta un qualsiasi atto di disposizione del patrimonio perché il creditore bancario possa dirsi, a giusto titolo, allarmato dal comportamento del suo debitore, anche se il carattere non allarmante dell’atto di disposizione patrimoniale compiuto deve essere dimostrato da parte di quest’ultimo, laddove agisca per far dichiarare come arbitrario l’atto di recesso della banca.
[Nella fattispecie, la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata rinviandola alla Corte d’Appello, la quale, nel dubbio sulla valutazione del patrimonio residuo del debitore, e in mancanza di ulteriori allegazioni di allarme sulla sua solvibilità, avrebbe dovuto quantomeno disporre una CTU estimativa.] (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 24 Agosto 2016, n. 17291.


Contratti bancari - Apertura di credito bancario - Recesso - Apertura di credito in conto corrente assistita da garanzia - Revoca della banca a seguito del fallimento del cliente - Successivo pagamento effettuato dalla banca quale fideiussore del cliente - Addebito del pagamento sul conto - Insinuazione in sede concorsuale del credito di regresso della banca - Esclusione.
La banca, la quale revochi un'apertura di credito in conto corrente, assistita da garanzia, a seguito del fallimento del cliente, e poi effettui un pagamento in veste di fideiussore del cliente medesimo, non può, addebitando tale pagamento sul conto, insinuare il proprio credito di regresso in sede concorsuale ed invocare suddetta garanzia, non essendo questa utilizzabile all'infuori dell'affidamento per il quale è stata prestata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Marzo 1991, n. 2996.