LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XXII
Della fideiussione
SEZIONE V
Dell'estinzione della fideiussione

Art. 1957

Scadenza dell'obbligazione principale
TESTO A FRONTE

I. Il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell'obbligazione principale, purché il creditore entro sei mesi abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate.

II. La disposizione si applica anche al caso in cui il fideiussore ha espressamente limitato la sua fideiussione allo stesso termine dell'obbligazione principale.

III. In questo caso però l'istanza contro il debitore deve essere proposta entro due mesi.

IV. L'istanza proposta contro il debitore interrompe la prescrizione anche nei confronti del fideiussore.


GIURISPRUDENZA

Concorrenza – Normativa antitrust – Art. 2 legge 287 del 1990: divieto di intese restrittive della concorrenza – Schema del contratto di fideiussione “a garanzia delle operazioni bancarie” (c.d. fideiussione omnibus) predisposto dall’ABI – Applicazione uniforme delle clausole di “reviviscenza”, “sopravvivenza” e deroga all’art. 1957 c.c. contenute nello schema – Liceità dei contratti di fideiussione omnibus che contengono tali clausole – Rigetto eccezione di nullità derivata – Rigetto eccezione di nullità per illiceità della causa – Esclusione nullità ex art. 1418, co. 1, c.c..
La nullità delle fideiussioni stipulate in conformità allo schema di contratto predisposto dall’ABI nel 2003, secondo un modello che la Banca d’Italia, con provvedimento n. 55 del 02.05.2005, ritenne contrastante con il divieto di intese anticoncorrenziali di cui all’art. 2, comma 2, lett. a, della L. 287/1990, non può essere predicata né in termini di nullità derivata, né per illiceità della causa, né ex art. 1418 co. 1 c.c.

Quanto alla prima prospettazione, l’affermazione per cui l’invalidità di un rapporto giuridico possa propagarsi, con effetti invalidanti, ad un altro rapporto presuppone il previo riscontro, tra i due, di un vincolo di dipendenza funzionale o, quantomeno, di un collegamento negoziale oggettivamente apprezzabile, legami questi che non sembrano invece riscontrarsi con riguardo alla normale dinamica della contrattazione individuale in cui, al contrario, le intese mostrano di non costituire un tutt’uno con i contratti a valle, di non essere a questi collegati né per legge né per volontà delle parti e di non rappresentarne in alcun modo un presupposto di esistenza, validità od efficacia.

Con riguardo, invece, all’illiceità endogena del contratto “a valle” per illiceità della causa è dirimente il rilievo che, anche ad ammettere che l’imprenditore persegua, con la contrattazione individuale, il fine ultimo, anticoncorrenziale, di alterare a suo favore il mercato o di ottenere un extraprofitto, l’altro contraente stipula il contratto per soddisfare un proprio interesse che si ricollega ed esaurisce nel fine tipico dell’operazione posta in essere.

Né, infine, pare possibile ipotizzare la nullità del contratto a valle ai sensi dell’art. 1418, co. 1, c.c., dal momento che l’art. 2 della legge 287/1990 vieta le intese ma nulla dispone circa le sorti dei rapporti commerciali con altri contraenti. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 30 Luglio 2018.


Concorrenza – Normativa antitrust – Art. 2 legge 287 del 1990: divieto di intese restrittive della concorrenza – Schema del contratto di fideiussione “a garanzia delle operazioni bancarie” (c.d. fideiussione omnibus) predisposto dall’ABI – Applicazione uniforme delle clausole di “reviviscenza”, “sopravvivenza” e rinuncia ai termini di cui all’art. 1957 c.c. contenute nello schema – Contrasto con l’art. 2 legge 287 del 1990 – Accertamento da parte dell’Autorità Garante (Banca d’Italia) – Contratti di fideiussioni omnibus che contengono tali clausole – Nullità – Esclusione.
Le intese anticoncorrenziali non costituiscono negozi funzionalmente collegati con le garanzie fidejussorie, le quali sono valide, ove rispettino i requisiti previsti previsti dagli artt. 1325 e ss. del codice civile.

Né le fidejussioni contenenti le clausole definite anticoncorrenziali sono nulle per illiceità della causa, considerato che il contraente c.d. debole conclude il negozio per soddisfare un proprio interesse che si esaurisce e ricollega al fine tipico dell’operazione conclusa.

La tutela tipica della parte che abbia concluso un negozio fidejussorio contenente le clausole in contrasto con la normativa antitrust è quella risarcitoria precista dall’azione collettiva ex art. 140 bis d. lgs. 206/2005. (Simone Voltarel) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 26 Luglio 2018.


Fallimento - Ammissione al passivo - Domanda - Effetti - Prescrizione - Interruzione - Efficacia - Nei confronti del fideiussore del fallito - Operatività.
La presentazione dell'istanza di insinuazione al passivo fallimentare, equiparabile alla domanda giudiziale, determina, ai sensi dell'art. 2945, comma 2, c.c., l'interruzione della prescrizione del credito, con effetti permanenti fino alla chiusura della procedura concorsuale, anche nei confronti del fideiussore del fallito, ex art. 1310, comma 1, c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2018, n. 9638.


Contratti bancari – Garanzie – Fideiussione – Deroga alle azioni del creditore verso il debitore principale entro sei mesi – Validità.
E’ valida ed efficace, perché rientrante nella disponibilità delle parti, la clausola contenuta in una fideiussione secondo la quale “i diritti derivanti all’azienda di credito dalla fideiussione restano integri fino s totale estinzione di ogni altro suo credito verso il debitore, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i termini previsti dall’art. 1957 c.c., che si intende derogato”. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 19 Dicembre 2017.


Contratti di garanzia - Fideiussione e contratto autonomo di garanzia - Distinzione - Effetti ai fini della revocatoria fallimentare - Incidenza per la massa dei creditori.
Il fatto che fideiussione e contratto autonomo diano luogo a figure di garanzia tra loro diverse non comporta che le stesse siano regolate, o debbano venire regolate, in modo diverso sotto ogni profilo di disciplina; ai fini della revocatoria, infatti, nel rapporto tra debitore principale e creditore beneficiario, il pagamento fatto dal garante autonomo produce effetti identici - sotto il profilo dell'attribuzione patrimoniale - a quello posto in essere dal fideiussore: in entrambi i casi si tratta di un pagamento del terzo che trova titolo nell'assunzione negoziale di un obbligo di garanzia e che risulta dunque revocabile ex art. 67, comma 2, l.fall. al ricorrere di identici presupposti, sia oggettivi (pagamento e regresso) che soggettivi.

A ben vedere, anzi, nel porre a confronto fideiussione e contratto autonomo rispetto all'angolo visuale del fallimento (o liquidazione coatta) del debitore principale, è proprio questa seconda figura a risultare di maggiore peso e incidenza per la massa dei creditori insinuati, in quanto il contratto autonomo assicura al garante che ha pagato un regresso assai più agevole di quello del fideiussore, perchè in sè svincolato dalle vicende inerenti al rapporto garantito (salvo il caso ricorrano gli estremi dell'exceptio doli generalis). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 02 Novembre 2017, n. 26062.


Fallimento del debitore principale – Debito garantito da fideiussione non ancora scaduto – Decorrenza del termine per proporre le istanze contro il debitore

Fideiussione con beneficio di escussione – Fallimento del debitore principale – Decadenza dalla fideiussione prevista dall'art. 1957 c.c. – Istanza di insinuazione al passivo fallimentare nel termine semestrale
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In caso di fallimento del debitore principale, il debito garantito da fideiussione che non sia ancora scaduto deve intendersi tale, ai sensi dell'art. 55 l.fall., comma 2, alla data di dichiarazione del fallimento, con la conseguenza che da questa data decorre il termine entro cui il creditore deve proporre le sue istanze contro il debitore, ai sensi dell'art. 1957 c.c., comma 1, per fare salvi i suoi diritti nei confronti del fideiussore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

In caso di fideiussione con pattuizione del beneficio di escussione (art. 1944 c.c., comma 2), se il debitore principale fallisce, il creditore garantito, per evitare la decadenza dalla fideiussione prevista dall'art. 1957 c.c., comma 1, non potendo più assumere iniziative individuali, deve proporre istanza di insinuazione al passivo fallimentare nel termine semestrale previsto dallo stesso art. 1957 c.c., decorrente dalla data di apertura della procedura concorsuale. Viceversa, in ipotesi di fideiussione senza beneficio di escussione (c.d. fideiussione solidale - art. 1944 c.c., comma 1), il creditore, esercitando la facoltà di scelta che è propria delle obbligazioni solidali, potrà promuovere le sue "istanze" indifferentemente nei confronti del debitore principale fallito (mediante domanda di ammissione al passivo del fallimento) ovvero nei confronti del garante (nelle forme ordinarie). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 16 Ottobre 2017, n. 24296.


Fallimento del debitore principale – Debito garantito da fideiussione non ancora scaduto – Decorrenza del termine per proporre le istanze contro il debitore.
In caso di fallimento del debitore principale, il debito garantito da fideiussione che non sia ancora scaduto deve intendersi tale, ai sensi dell'art. 55 l.fall., comma 2, alla data di dichiarazione del fallimento, con la conseguenza che da questa data decorre il termine entro cui il creditore deve proporre le sue istanze contro il debitore, ai sensi dell'art. 1957 c.c., comma 1, per fare salvi i suoi diritti nei confronti del fideiussore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 16 Ottobre 2017.


Fideiussione – Clausole a semplice richiesta – Effetti – Contratto autonomo di garanzia.
Nel caso in cui il fideiussore si impegni a provvedere al pagamento di quanto dovuto dal debitore principale «a semplice richiesta scritta, anche in caso di opposizione del debitore», così rinunciando alla facoltà di opporre eventuali eccezioni spettanti al debitore medesimo, l’esplicita deroga al regime normativo tipico della fideiussione riconduce la polizza che la contiene alla categoria del contratto autonomo di garanzia, che ammette la sola «exceptio doli». (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Maggio 2016.


Crediti fondiari – Esecuzione immobiliare – Opposizione all’esecuzione – Garanzia personale – Contratto autonomo di garanzia – Fidejussione.
Quando la garanzia personale assunta dall’ente risulta priva di qualsiasi accessorietà rispetto al rapporto principale, essa deve essere qualificata come contratto autonomo di garanzia e non come fidejussione. Ne consegue che tale negozio avrà valenza anche in caso di invalidità del contratto di finanziamento. (Ivan Salvadori) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 11 Febbraio 2016.


Fideiussione – Natura autonoma della garanzia – Exceptio doli – Tardività – Periculum.
La garanzia rilasciata dall'istituto di credito nei confronti di un terzo va qualificata come autonoma quando il garante (la banca) si è impegnata a pagare dietro semplice richiesta scritta e senza necessità alcuna di prova o motivazione.

L'accertamento della tardività dell'escussione attiene alla validità della garanzia e non richiede alcun esame del merito della controversia, pertanto non è precluso dalla natura autonoma della garanzia.

Lo stato patrimoniale di una società che indica perdite di esercizio negli ultimi tre anni e che registra un importante debito verso i soci ed ha una cassa negativa, presenta un concreto pericolo per la prosecuzione della società tale configurare il requisito del periculum. (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 04 Febbraio 2016.


Procedimento per ingiunzione nei confronti di società ammessa a procedura di concordato preventivo - Ammissibilità.
E’ ammissibile la procedura per ingiunzione proposta nei confronti di soggetto ammesso alla procedura di concordato preventivo, atteso che tale procedura preclude le azioni esecutive, ma non le azioni di accertamento e condanna che restano proponibili. (Concetta Grillo) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 08 Ottobre 2015.


Conto corrente – Opposizione a decreto ingiuntivo – Fideiussione – Contratto autonomo di garanzia – Natura e contenuto – Clausola di pagamento a semplice richiesta – Rilevanza

Opposizione a decreto ingiuntivo – Fideiussore – Domanda riconvenzionale di ripetizione d'indebito – Eccezione di compensazione – Difetto di legittimazione – Sussistenza
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L'inserzione nel contratto di clausole che prevedano il pagamento a semplice richiesta scritta del creditore, evidentemente incompatibile con la proponibilità da parte del garante di eccezioni relative al rapporto tra creditore e debitore, determina l'impossibilità di qualificare il rapporto come fideiussione ordinaria, se non in presenza di altre clausole contrattuali dalle quali emerga in maniera evidente una diversa volontà delle parti. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)

E' da escludersi che il fideiussore, in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, possa formulare domanda riconvenzionale per ottenere la condanna della banca opposta alla restituzione delle somme indebitamente corrisposte dal correntista, come anche che possa eccepire la compensazione tra il credito restitutorio da ripetizione d'indebito che sarebbe sorto - in tesi - in capo al correntista e quanto preteso dal creditore, poiché trattasi di diritti estranei alla sfera giuridica propria del garante. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
Tribunale Cagliari, 16 Giugno 2015.


Dichiarazione di fallimento - Prescrizione del credito dell'istante - Accertamento - Questione di legittimazione - Necessità

Obbligazione di garanzia - Richiesta di pagamento nei confronti della società di persone - Prescrizione - Interruzione nei confronti del legale rappresentante che abbia prestato garanzia - Esclusione
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L'accertamento della fondatezza della eccezione di prescrizione del credito posto dal creditore a base della richiesta di dichiarazione di fallimento riveste un indubbio rilievo ai fini del pregiudiziale accertamento della legittimazione alla richiesta di fallimento ex articolo 6 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il decreto monitorio notificato a società di persone in persona del suo legale rappresentante non produce l'effetto di interrompere la prescrizione dell'obbligazione di garanzia assunta dal medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Venezia, 19 Febbraio 2015.


Fideiussione - Decadenza di cui all'articolo 1957 c.c. - Esclusione pattizia - Ammissibilità..
La decadenza di cui all'articolo 1957 c.c., nella quale incorre il garante che non faccia valere il proprio diritto nei confronti del debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell'obbligazione, può essere fatta dalle parti oggetto di rinunzia preventiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Gennaio 2013.


Fideiussione - Decadenza di cui all'articolo 1957 c.c. - Ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo..
La decadenza di cui all'articolo 1957 c.c., nella quale incorre il garante che non faccia valere il proprio diritto nei confronti del debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell'obbligazione, può coincidere con l'ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Gennaio 2013.


Fideiussione - Durata - Correlazione all'integrale adempimento dell'obbligazione principale - Termine di prescrizione dell'azione del creditore nei confronti del fideiussore..
Nell’ipotesi in cui la durata di una fideiussione sia correlata non alla scadenza dell’obbligazione principale, ma al suo integrale adempimento, l’azione del creditore nei confronti del fideiussore non è soggetta al termine di decadenza previsto dall’articolo 1957 c.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 18 Ottobre 2012.


Garanzie - Fideiussione - Deroga alla norma dell’art. 1957 - Clausola. .
La clausole per cui «i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore» principale importa deroga alla tutela del fideiussore, come disposta dall’art. 1957 c.c.. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 12 Ottobre 2012.