Codice Civile


LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO III
Del lavoro autonomo
CAPO II
Delle professioni intellettuali

Art. 2237

Recesso
TESTO A FRONTE

I. Il cliente può recedere dal contratto, rimborsando al prestatore d'opera le spese sostenute e pagando il compenso per l'opera svolta.

II. Il prestatore d'opera può recedere dal contratto per giusta causa. In tal caso egli ha diritto al rimborso delle spese fatte e al compenso per l'opera svolta, da determinarsi con riguardo al risultato utile che ne sia derivato al cliente.

III. Il recesso del prestatore d'opera deve essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente.


GIURISPRUDENZA

Professioni intellettuali - Recesso - Del cliente - Previsione negoziale di un compenso forfettario - Recesso del cliente - Diritto al compenso per le prestazioni eseguite - Sussistenza - Determinazione - In misura proporzionale all'intero compenso.
In materia di prestazioni professionali, il recesso del cliente, giustificato o meno, non incide sulla determinazione della misura del compenso, se non nel senso che esso è dovuto non per tutta l'opera commessa, ma solo per l'opera svolta. Sicché, in caso di pattuizione forfettaria del corrispettivo, correttamente la parte di esso spettante per le prestazioni rese alla data del recesso viene determinata in misura proporzionale rispetto all'intero compenso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Dicembre 2020, n. 29745.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Facoltà di scioglimento da contratto d'opera professionale ex art. 72 (nel testo anteriore alla modifica di cui al d.lgs. n. 5 del 2006) e 201 l.fall. - Configurabilità - Fondamento.
Il commissario liquidatore di una società in liquidazione coatta amministrativa può sciogliersi da un contratto d'opera professionale, avvalendosi del combinato disposto degli artt. 72 (nel testo anteriore alla modifica di cui al d.lgs. n. 5 del 2006) e 201 l.fall., atteso che la facoltà prevista dal citato art. 72 per la vendita è espressione di un principio di carattere generale, se non derogato da norme specifiche, che può risultare anche per fatti concludenti, costituendo la dichiarazione espressa prevista dal comma 2 della norma solo la condotta legale tipica, nella sua forma ordinaria ma non tassativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Maggio 2016, n. 10526.