Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO II
Delle prove
CAPO VI
Del giuramento

Art. 2736

Specie
TESTO A FRONTE

I. Il giuramento è di due specie:

1) è decisorio quello che una parte deferisce all'altra per farne dipendere la decisione totale o parziale della causa;

2) è suppletorio quello che è deferito d'ufficio dal giudice a una delle parti al fine di decidere la causa quando la domanda o le eccezioni non sono pienamente provate, ma non sono del tutto sfornite di prova, ovvero quello che è deferito al fine di stabilire il valore della cosa domandata, se non si può accertarlo altrimenti.


GIURISPRUDENZA

Cassette di sicurezza – Risarcimento del danno – Mezzi di prova – Giuramento suppletorio.
Ai fini del deferimento del giuramento suppletorio di cui alla norma dell’art. 2736 cod. civ., va assegnata peculiare rilevanza, nell’ambito del giudizio proposto nei confronti della banca depositaria per il risarcimento dei danni subito per effetto di furto del contenuto di una  cassetta di sicurezza, alla circostanza che costituisce primaria connotazione funzionale del servizio imprenditoriale delle cassette di sicurezza l’assicurare al cliente una compiuta segretezza (nei confronti di ogni altro soggetti, banca predisponente il servizio compresa) circa i beni che, tempo per tempo, ritenga di immettere, ovvero ritirare, dalla materialità della cassetta che gli è stata assegnata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 05 Novembre 2020, n. 24647.


Cassette di sicurezza – Connotazione funzionale del servizio – Segretezza – Furto – Risarcimento danni – Deferimento del giuramento suppletorio.
Ai fini del deferimento del giuramento suppletorio di cui alla norma dell’art. 2736 cod. civ., va assegnata peculiare rilevanza, nell’ambito del giudizio proposto nei confronti della banca depositaria per il risarcimento dei danni subiti per effetto di furto del contenuto di una  cassetta di sicurezza, alla circostanza che costituisce primaria connotazione funzionale del servizio imprenditoriale delle cassette di sicurezza l’assicurare al cliente una compiuta segretezza (nei confronti di ogni altro soggetto, banca predisponente il servizio compresa) circa i beni che, tempo per tempo, ritenga di immettere, ovvero ritirare, dalla materialità della cassetta che gli è stata assegnata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 05 Novembre 2020, n. 24647.


Processo civile – Giuramento decisorio – Mancanza del requisito della decisorietà – Inammissibilità – Sussiste – Deferito in sede di gravame su fatto nuovo – Inammissibilità – Sussiste – Avente ad oggetto fatti illeciti – Inammissibilità – Sussiste.
La formula del giuramento decisorio – attese le finalità di questo speciale mezzo di prova – deve essere tale che, a seguito della prestazione del giuramento stesso, altro non resta al giudice che verificare l’ “an iuratum sit”, onde accogliere o respingere la domanda sul punto che ne ha formato oggetto. È pertanto inammissibile il giuramento decisorio che difetta del requisito della decisorietà.

È altresì inammissibile l giuramento decisorio deferito in sede di gravame allorché verta su una circostanza non dedotta in primo grado, in quanto l’introduzione di un “quid novum” nella fase di appello verrebbe a modificare il principio devolutivo e quello della disponibilità delle prove nei limiti delle regole processuali.

Il divieto di deferire il giuramento su fatti illeciti, trovando il suo fondamento nell’opportunità di non obbligare il giurante a confessarsi autore di un atto per lui potenzialmente produttivo anche di responsabilità civile, si riferisce sia al giuramento decisorio che al quello suppletorio, e si estende a qualunque ipotesi di illiceità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Appello Bologna, 07 Agosto 2018.


Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Interrogatorio formale o giuramento del fallito - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie relativa al cd. regime intermedio.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo (nel regime cd. intermedio di cui al d.lgs. n. 5 del 2006), il fallito, per quanto destinatario della notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza, non assume la qualità di parte del giudizio e non può, quindi, rendere interrogatorio formale sui fatti oggetto della domanda, né gli è deferibile il giuramento suppletorio o decisorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Luglio 2015, n. 15570.