Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO V
Della prescrizione e della decadenza
CAPO I
Della prescrizione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 2938

Non rilevabilità d'ufficio
TESTO A FRONTE

I. Il giudice non può rilevare d'ufficio la prescrizione non opposta.


GIURISPRUDENZA

Contratti bancari - Contratto di conto corrente assistito da apertura di credito - Azione di ripetizione dell’indebito del correntista - Eccezione di prescrizione estintiva della banca - Contenuto - Indicazione delle specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte - Necessità - Esclusione.
In tema di prescrizione estintiva, l’onere di allegazione gravante sulla banca che voglia opporre l’eccezione di prescrizione al correntista, che abbia esperito l’azione di ripetizione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto di conto corrente assistito da apertura di credito, è soddisfatto con l’affermazione dell’inerzia del titolare del diritto, unita alla dichiarazione di volerne profittare, senza che sia necessaria  l’indicazione delle specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte.

Pertanto, allorché l’intento della banca di avvalersi della prescrizione sia stato manifestato mediante l’apposita eccezione, la genericità e persino l’eventuale errore relativamente al periodo di tempo che dovrebbe intendersi coperto dalla stessa non incide sul potere-dovere del giudice di esaminare l’eccezione e di stabilire in concreto ed autonomamente – in base agli elementi di fatto ritualmente acquisiti al giudizio – se essa sia fondata in tutto o in parte, determinando il periodo colpito dalla prescrizione e la decorrenza di esso in termini eventualmente diversi da quelli prospettati dalla parte medesima. (Costanza Radice) (riproduzione riservata)
Appello Torino, 15 Febbraio 2021.


Contratti bancari – Conto corrente assistito da apertura di credito – Azione di ripetizione dell’indebito da parte del correntista – Eccezione di prescrizione estintiva della banca – Natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse – Prova – Onere a carico del correntista.
Nell’azione di ripetizione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto di conto corrente assistito da apertura di credito intentata dal correntista, un volta eccepita dalla banca la prescrizione del diritto alla ripetizione dell’indebito per decorso del termine decennale dal pagamento, è onere del correntista provare l’esistenza di un contratto di apertura di credito, che qualifichi il versamento come mero ripristino della disponibilità accordata e che sposti per quel versamento l’inizio del decorso della prescrizione al momento della chiusura del conto. (massima ufficiale) Appello Torino, 15 Febbraio 2021.


Eccezione di prescrizione sollevata da un coobbligato solidale - Effetto estintivo nei confronti dell’altro coobbligato - Condizioni - Fattispecie.
In tema di obbligazioni solidali, l'eccezione in senso stretto - quale è quella di prescrizione - sollevata da uno dei coobbligati non giova anche agli altri, ancorché chiamati nel medesimo processo, a meno che le cause riguardanti gli obblighi solidali, intentate unitariamente nei confronti dei coobbligati, siano tra loro ulteriormente connesse, come accade nell'ipotesi di riproposizione in sede di impugnazione di temi comuni ai predetti coobbligati o quando siano state instaurate azioni di regresso o manleva tra i convenuti, nel qual caso nella fase di impugnazione sussiste un litisconsorzio necessario cd. processuale e sorge la necessità di un'unitaria pronuncia nei confronti di tutte le parti in causa. (Nella specie, il dipendente di una università distaccato presso un'azienda ospedaliera aveva convenuto nello stesso giudizio entrambi gli enti, chiedendone la condanna solidale al pagamento dell'indennità perequativa prevista dall'art. 31 del d.P.R. n. 761 del 1979; la S.C. ha negato che la domanda di manleva dell'università fosse stata ritualmente proposta e ha dunque escluso che la università stessa potesse beneficiare degli effetti dell'eccezione di prescrizione sollevata dall'azienda). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 21 Ottobre 2020, n. 22984.


Lavoro e previdenza - Eccezione di prescrizione tardivamente sollevata dal convenuto - Preclusione ex art. 416 c.p.c. - Sussistenza - Rilevabilità d'ufficio da parte del giudice - Configurabilità - Mancato rilievo - Conseguenze - Denuncia del vizio in sede di gravame dalla parte interessata - Necessità - Omissione - Formazione del giudicato interno.
Nel rito del lavoro, l'eccezione di prescrizione, in quanto eccezione in senso stretto, è soggetta alla preclusione di cui all'art. 416 c.p.c. sicché la tardività della relativa deduzione può essere rilevata dal giudice anche d'ufficio. Tuttavia, ove manchi tale rilievo officioso, la parte interessata è tenuta - in forza di quanto si evince dall'art. 161 c.p.c., per cui tutti i motivi di nullità della sentenza si convertono in motivi di impugnazione, tranne l'omessa sottoscrizione della sentenza da parte del giudice - a denunciare il vizio in sede di gravame, pena il formarsi del giudicato interno sul punto e la preclusione sia della sua rilevabilità d'ufficio da parte del giudice d'appello, sia della sua deducibilità nei successivi gradi di giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 25 Agosto 2020, n. 17643.


Contratto di conto corrente assistito da apertura di credito – Azione di ripetizione dell’indebito del correntista – Eccezione di prescrizione estintiva della banca – Contenuto – Necessità di indicare le specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte – Esclusione.
In tema di prescrizione estintiva, l'onere di allegazione gravante sull'istituto di credito che, convenuto in giudizio, voglia opporre l'eccezione di prescrizione al correntista che abbia esperito l'azione di ripetizione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto di conto corrente assistito da apertura di credito, è soddisfatto con l'affermazione dell'inerzia del titolare del diritto, unita alla dichiarazione di volerne profittare, senza che sia necessaria l'indicazione delle specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Giugno 2019, n. 15895.


Procedimento per la liquidazione dei crediti professionali dell’avvocato difensore di soggetto ammesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato – Diniego di liquidazione per intervenuta prescrizione presuntiva – Intervento del P.M. nel procedimento di liquidazione – Illegittimità.
E’ inapplicabile la prescrizione presuntiva triennale ex art. 2956, comma 2, del c.c. ai crediti professionali d’avvocato da liquidarsi in caso di patrocinio a spese dello Stato, sia per la natura del credito che per la legge speciale regolatrice della materia, contenuta nel Testo unico sulle spese di giustizia. La prescrizione presuntiva, infatti, prevede che sia opposta da soggetto che dichiari e provi di aver pagato, almeno in parte, il credito richiesto, e pertanto non è rilevabile d’ufficio. Inoltre, nel procedimento di liquidazione dei compensi da parte del Giudice, così come previsto nel TUSG, in nessuna fase ed in nessun modo è previsto l’intervento del Pubblico Ministero, potendo questi intervenire successivamente per le eventuali impugnazioni del provvedimento di liquidazione. (Paola De Filippo) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 18 Luglio 2018.