LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO X
Della tutela e dell'emancipazione
CAPO I
Della tutela dei minori
SEZIONE III
Dell'esercizio della tutela

Art. 375

Autorizzazione del tribunale
TESTO A FRONTE

I. Il tutore non può senza l'autorizzazione del tribunale:

1) alienare beni, eccettuati i frutti e i mobili soggetti a facile deterioramento;

2) costituire pegni o ipoteche;

3) procedere a divisioni o promuovere i relativi giudizi;

4) fare compromessi e transazioni o accettare concordati.

II. L'autorizzazione è data su parere del giudice tutelare.


GIURISPRUDENZA

Amministrazione di Sostegno – Autorizzazione alla vendita di bene immobile ereditato – Eredità accettata con beneficio di inventario – Giudice Tutelare – Competenza.
Va dichiarata la competenza del Giudice Tutelare, ai sensi degli artt. 374, 375 e 411 del codice civile, con riferimento ai beni che, pur provenienti da una successione ereditaria, possono considerarsi definitivamente acquisiti al patrimonio del beneficiario, essendo ormai trascorso un lasso di tempo significativo dopo la formazione dell’inventario concluso nell’ambito della procedura di accettazione con beneficio e non essendo nel frattempo emersi soggetti interessati alla liquidazione dell’eredità (cfr. Cass. n. 10637 del 29.10.1997; Cass. n. 2994 del 7.7.1997). (Fattispecie in cui un Amministratore di Sostegno di soggetto disabile chiedeva al Giudice Tutelare, e non al Giudice delle Successioni, l’autorizzazione ad alienare un bene immobile di provenienza ereditaria nell’ambito di eredità accettata con beneficio d’inventario, essendo decorsi oltre cinque anni dall’apertura della successione). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 Febbraio 2015.


Tutela – Poteri del tutore – Autorizzazione a promuovere giudizi di divisione – Competenza – Tribunale – Sussiste – Giudice Tutelare – Esclusione – Provvedimenti pronunciato dal G.T. – Reclamo – Poteri del Collegio adito in sede di impugnazione.
A norma dell’art. 375 n. 3 c.c., l’autorizzazione al tutore a promuovere giudizi di divisione va concessa dal Tribunale su parere del Giudice Tutelare secondo il meccanismo di cui all’art. 732 c.p.c.; laddove il Giudice Tutelare provveda direttamente ad emettere tale autorizzazione, si configura un vizio di costituzione del giudice, motivo di nullità non sanabile del provvedimento adottato e rilevabile d’ufficio ai sensi dell’art. 158 c.p.c. In sede di reclamo, dichiarato nullo il provvedimento del giudice tutelare, non può il Collegio provvedere a delibare l’istanza che era stata presentata al giudice della prima fase ma deve limitarsi alla declaratoria in rito. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 18 Novembre 2014.


Patto di famiglia - Tutela dell'incapace - Autorizzazione alla partecipazione dell'incapace al patto di famiglia - Competenza del tribunale - Alienazione della porzione di legittima..
Competente a decidere sull’istanza di autorizzazione dell’incapace a partecipare ad un patto di famiglia è il Tribunale, ex art. 375 c.c. e con parere del Giudice Tutelare: infatti, benché la partecipazione al patto di famiglia non comporti immediati effetti traslativi sul patrimonio del legittimario incapace, di fatto questi aliena all’assegnatario la porzione di legittima, a lui altrimenti spettante, sull’azienda di famiglia. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 19 Luglio 2012.


Tutela – Partecipazione dell’interdetto alla stipulazione di un patto di famiglia – Artt. 768 e ss c.c. – Autorizzazione del Tribunale – Art. 375 comma I c.c. – Applicazione analogica – Sussiste..
In materia di patti di famiglia, ottenendo la liquidazione della propria quota, il legittimario perde l’azione di riduzione sul bene trasferito (art. 768 quater, ul.co., c.c.), con la conseguenza che, benché la partecipazione al patto di famiglia non comporti immediati effetti traslativi sul patrimonio del legittimario incapace, di fatto questi aliena all’assegnatario la porzione di legittima, a lui altrimenti spettante, sull’azienda di famiglia. Nel caso di partecipazione dell’interdetto al patto di famiglia, sussistono dunque i presupposti per l’applicazione analogica dell’art. dell’art. 375, co. 1, c.c., con conseguente necessità di autorizzazione da parte del Tribunale su parere del G.T.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 19 Luglio 2012.