LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO XIII
Degli alimenti

Art. 433

Persone obbligate
TESTO A FRONTE

I. All'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine:

1) il coniuge;

2) i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi (2);

3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti; (3)

4) i generi e le nuore;

5) il suocero e la suocera;

6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.



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(1) L'art. 1 della legge 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto, con effetto dal 1 gennaio 2013, che nel codice civile, le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli».
(2) L'art. 64, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, ha sostituito, con effetto dal 7 febbraio 2014, il numero. Il numero sostituito recitava: «2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;».
(3) L'art. 64, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, ha sostituito, con effetto dal 7 febbraio 2014, il numero. Il numero sostitutito recitava: «3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;».

GIURISPRUDENZA

Matrimonio - Diritti e doveri dei coniugi - Educazione, istruzione e mantenimento della prole - Obbligo al mantenimento ex art. 148 c.c., ovvero agli alimenti ex art. 433 c.c. in capo agli ascendenti - Sussistenza - Condizioni.
L'obbligo di mantenimento dei figli minori ex art. 148 c.c. spetta primariamente e integralmente ai loro genitori sicché, se uno dei due non possa o non voglia adempiere al proprio dovere, l'altro, nel preminente interesse dei figli, deve far fronte per intero alle loro esigenze con tutte le sue sostanze patrimoniali e sfruttando tutta la propria capacità di lavoro, salva la possibilità di convenire in giudizio l'inadempiente per ottenere un contributo proporzionale alle condizioni economiche globali di costui. Pertanto, l'obbligo degli ascendenti di fornire ai genitori i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli - che investe contemporaneamente tutti gli ascendenti di pari grado di entrambi i genitori - va inteso non solo nel senso che l'obbligazione degli ascendenti è subordinata e, quindi, sussidiaria rispetto a quella, primaria, dei genitori, ma anche nel senso che agli ascendenti non ci si possa rivolgere per un aiuto economico per il solo fatto che uno dei due genitori non dia il proprio contributo al mantenimento dei figli, se l'altro genitore è in grado di mantenerli; così come il diritto agli alimenti ex art. 433 c.c., legato alla prova dello stato di bisogno e dell'impossibilità di reperire attività lavorativa, sorge solo qualora i genitori non siano in grado di adempiere al loro diretto e personale obbligo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 02 Maggio 2018, n. 10419.


Famiglia – Obbligo di mantenimento dei figli – Genitore inadempiente – Sufficienti risorse dell’altro genitore – Obbligo dell’ascendente del genitore inadempiente – Non sussiste.
L’obbligo degli ascendenti di fornire ai genitori i mezzi necessari affinché possano adempiere ai loro doveri nei confronti dei figli va inteso non solo nel senso che l’obbligazione degli ascendenti è subordinata, e quindi sussidiaria, rispetto a quella, primaria, dei genitori, ma anche nel senso che agli ascendenti non ci si possa rivolgere per un aiuto economico per il solo fatto che uno dei due genitori non dia il proprio contributo al mantenimento dei figli, se l’altro genitore è in grado di mantenerli; il diritto agli alimenti ex art.433 c.c. sorge solo qualora i genitori non siano in grado di adempiere al loro diretto e personale obbligo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 02 Maggio 2018, n. 10419.


Separazione dei coniugi – Assegno di mantenimento – Riduzione a seguito di versamento di assegno alimentare da parte di terzi obbligati – Esclusione.
È vero che in linea di principio l’assegno di mantenimento gravante sul coniuge ex art.147 c.c. comprende una quota a titolo di alimenti, nel senso che il primo ha un contenuto più ampio rispetto al secondo, dovendo garantire non solo i bisogni primari ma, pur se entro certi limiti, lo stesso tenore di vita proprio del periodo di convivenza famigliare prima della separazione.
Tuttavia, se la limitata entità dell’assegno di mantenimento è tale che nonostante il suo pagamento l’avente diritto non cessa di versare in stato di bisogno, posto che l’art.441, II co,, c.c., prevede espressamente che sia ipotizzabile un cumulo di assegni alimentari a carico di più obbligati, è da ritenere inammissibile l’eccezione di parziale estinzione del debito da mantenimento per l’avvenuto pagamento di assegni alimentari da parte dei nonni ex art.433 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 22 Febbraio 2017.


Alimenti – Erogazione degli alimenti in via d’urgenza – Art. 700 c.p.c. – Applicazione – Esclusione – Art. 446 c.c...
In materia di prestazioni alimentari ex art. 433 e ss. c.c., non è pertinente il richiamo all’art. 700 c.p.c., in quanto trova elettiva applicazione il disposto normativo di cui all’art. 446 c.c., trattandosi di disposizione speciale che in quanto tale inibisce il ricorso alla fattispecie di carattere generale e, così, residuale. Infatti, il provvedimento presidenziale ex art. 446 c.c. concreta una misura tipica e speciale, che impedisce il ricorso all’art. 700 c.p.c. e ne esclude qualsivoglia possibilità di assimilazione, sia sul piano dei presupposti sostanziali sia su quello della regolamentazione processuale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Aprile 2013.