Codice Civile


LIBRO SECONDO
Delle successioni
TITOLO I
Disposizioni generali sulle successioni
CAPO V
Dell'accettazione dell'eredità
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 474

Modi di accettazione
TESTO A FRONTE

I. L'accettazione può essere espressa o tacita.


GIURISPRUDENZA

Cessione di partecipazioni sociali mediante scrittura privata autenticata – Titolo esecutivo – Termine a favore del debitore – Dichiarazione di decadenza dal beneficio del termine contenuta nel precetto – Legittimità – Eventuale opposizione all’esecuzione.
In caso di cessione di partecipazioni sociali con pagamento del prezzo sottoposto a un termine, anche in presenza di clausola arbitrale il venditore può far apporre la formula esecutiva al contratto stipulato in forma di scrittura privata autenticata, senza domanda di arbitrato e facendo decadere il debitore dal beneficio del termine con dichiarazione inserita nell’atto di precetto. La dichiarazione del creditore di pretendere immediatamente l'adempimento, ai sensi dell’art. 1186 c.c., è un atto unilaterale recettizio che non richiede un accertamento preventivo dell’insolvenza del debitore da parte del giudice. Tale iniziativa non collide con il principio di autosufficienza/letteralità del titolo esecutivo, che peraltro non esclude il ricorso a mezzi di tutela dell’interesse del creditore previsti in via generale dalla legge, tra cui la facoltà di cui all’art. 1186 c.c.
A fronte della dichiarazione ex art. 1186 c.c. è il debitore a poter contestare la sussistenza del proprio stato di insolvenza mediante opposizione a precetto ex art. 615 c.p.c. e istanza di sospensione dell’esecuzione ex art. 624 c.p.c.
L’incapienza del pignoramento nel frattempo eseguito può assurgere a prova dello stato di insolvenza, che non coincide necessariamente con uno stato di decozione idoneo ad avviare una procedura concorsuale, bensì richiede la semplice carenza prospettica di mezzi per far fronte al pagamento nel termine concordato. (Angelo Bonetta) (Alberto Mager) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 17 Aprile 2020.


Successioni a causa di morte – Erede beneficiario di amministrazione di sostegno – Accettazione tacita dell’eredità – Legittimità – Sussiste – Presupposti.
Non vi sono ragioni per escludere, in capo ai beneficiari di amministrazione di sostegno, la capacità, in linea generale, di procedere all’accettazione tacita dell’eredità; con la precisazione che, laddove al beneficiario sia imposto di accettare l’eredità solo previa autorizzazione del Giudice tutelare (art. 374, comma 1, nr. 3, c.c.), dovrà essere sottoposto al predetto vaglio giudiziale proprio l’atto il cui compimento importerà accettazione ereditaria, con completa illustrazione della circostanza che quest’ultima sarà foriera di conseguenze positive per il soggetto beneficiario, o quantomeno scevre da controindicazioni. (Carlo Bianconi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 03 Marzo 2017.


Misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia – Interdizione e amministrazione di sostegno – Criterio discretivo – Maggior grado di protezione assicurato dall’interdizione – Esclusione – Maggiore adeguatezza dell’amministrazione di sostegno nella generalità delle situazioni di bisogno – Sussiste.
Non può essere condivisa l’opinione secondo la quale, in certi casi, la misura dell’interdizione sarebbe maggiormente tutelante rispetto a quella dell’amministrazione di sostegno, in relazione a ragioni anagrafiche o riconducibili alla natura vasta e composita del patrimonio del soggetto privo di autonomia, criteri discretivi che non è possibile rinvenire nel panorama normativo. Al contrario, la misura di amministrazione di sostegno, con gli opportuni correttivi, è sempre maggiormente protettiva del soggetto bisognoso, sulla scorta di una rigorosa analisi degli istituti di diritto positivo del nostro Ordinamento (tra i quali: l’identità dei requisiti per la nomina ad amministratore di sostegno e dei relativi obblighi, rispetto alla tutela; la maggiore protezione, nell’amministrazione di sostegno, in esito al compimento di atti non autorizzati; i vantaggi processuali ed economici per il beneficiario; la possibile minore limitazione della capacità di agire del beneficiario; la possibile l’estensione, in favore del beneficiario – oltre che delle limitazioni e delle decadenze – anche degli “effetti” benefici, dell’interdizione o dell’inabilitazione). Può dunque affermarsi la maggiore adeguatezza dell’amministrazione di sostegno, rispetto alla tutela, con riferimento alla totalità delle situazioni di bisogno. (Carlo Bianconi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 28 Dicembre 2016.