Codice di Procedura Civile


LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE II
Della trattazione della causa

Art. 181

Mancata comparizione delle parti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se nessuna delle parti compare alla prima udienza, il giudice fissa un'udienza successiva, di cui il cancelliere dà comunicazione alle parti costituite. Se nessuna delle parti compare alla nuova udienza, il giudice ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo (1).

II. Se l'attore costituito non comparisce alla prima udienza, e il convenuto non chiede che si proceda in assenza di lui, il giudice fissa una nuova udienza, della quale il cancelliere dà comunicazione all'attore. Se questi non comparisce alla nuova udienza, il giudice, se il convenuto non chiede che si proceda in assenza di lui, ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo.



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(1) Comma sostituito dal d.l. 25 giugno 2008, n. 112, conv., con modif. dalla l. 6 agosto 2008, n. 133. Modifica in vigore dal 25 giugno 2008 ed applicabile ai giudizi instaurati successivamente.

GIURISPRUDENZA

Covid-19 – Mancato deposito di note per la prima udienza – Fissazione di nuova udienza scritta – Termini.
In caso di mancato deposito di note in vista della prima udienza a trattazione scritta ai sensi dell’art. 221, comma 4, D.L. 34/220, deve essere fissata altra udienza ex art. 181 c.p.c., anch’essa con trattazione scritta, senza necessità di rispettare la rigida scansione temporale prevista in linea generale dall’art. 221 citato, in quanto le parti non devono predisporre nuove difese ma solo manifestare o meno il loro interesse alla prosecuzione del giudizio (cfr. Tribunale Bologna, 29 Dicembre 2020). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 09 Luglio 2021.


Covid-19 – Processo civile – Opposizione a decreto ingiuntivo – Verifica dell’esito del tentativo di mediazione – Fissazione di nuova udienza con trattazione scritta.
  Tribunale Bologna, 23 Luglio 2020.


Covid-19 – Processo civile – Prima udienza di trattazione scritta – Convenuto non costituito – Nullità della citazione.
  Tribunale Bologna, 07 Luglio 2020.


Covid-19 – Processo civile – Opposizione a decreto ingiuntivo – Notifica della citazione in prossimità del periodo di sospensione – Disposizioni per la trattazione scritta della prima udienza di comparizione – Assegnazione di termini scaglionati per memorie – Convenuto non ancora costituito.
  Tribunale Bologna, 16 Giugno 2020.


Covid-19 – Processo civile – Giudizio ordinario di cognizione – Notifica della citazione nel periodo di sospensione – Disposizioni per la trattazione scritta della prima udienza di comparizione – Assegnazione di termine per memoria – Deposito della nota scritta da parte del convenuto non ancora costituito.
  Tribunale Bologna, 16 Giugno 2020.


Covid-19 – Processo civile – Opposizione a decreto ingiuntivo – Concessione della provvisoria esecuzione del decreto opposto – Mediazione delegata – Onere a carico dell’opponente – Fissazione di nuova udienza con trattazione scritta.
  Tribunale Bologna, 12 Giugno 2020.


Giudice dell'esecuzione - Fase sommaria - Notificazione del decreto di fissazione dell'udienza nel termine perentorio assegnato - Obbligo della cancelleria - Esclusione - Omessa notificazione - Conseguenze - Rimessione in termini - Esclusione - Distinzione dalla mancata comparizione delle parti - Inammissibilità della domanda - Esclusione - Fondamento.
In tema di opposizione all'esecuzione e agli atti esecutivi, il decreto con il quale il giudice dell'esecuzione fissa davanti a sé l'udienza per la fase sommaria, assegnando un termine perentorio per la notificazione del ricorso e dello stesso decreto all'opposto, non è soggetto a comunicazione, a cura della cancelleria, al ricorrente, sicché ove quest'ultimo lasci scadere il termine perentorio fissato, incorre nella declaratoria di inammissibilità dell'opposizione, senza potere beneficiare della rimessione in termini. Invece, se il ricorso è stato regolarmente notificato, la mancata comparizione delle parti non incide sull'ammissibilità della domanda e non preclude la possibilità di pervenire ad una pronuncia nel merito, in quanto la regolare instaurazione del contraddittorio pone le condizioni minime per l'attivazione dei poteri officiosi del giudice dell'esecuzione in ordine alla verifica dei presupposti di procedibilità dell'azione espropriativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Giugno 2020, n. 11291.


Covid-19 – Processo civile – Opposizione a decreto ingiuntivo – Fase 2 – Fissazione dell’udienza di precisazione delle conclusioni con trattazione scritta.
  Tribunale Bologna, 09 Giugno 2020.


Covid-19 – Processo civile – Rinvio per trattazione scritta – Mancato deposito delle note – Equivalenza alla mancata comparizione – Rinvio ex art. 309 c.p.c. – mancata comparizione – Estinzione del giudizio.
  Tribunale Bologna, 29 Maggio 2020.


Covid-19 – Processo civile – Pendenza dei termini per il deposito delle memorie istruttorie ex art. 183, comma 6, c.p.c. – Udienza di discussione sulle richieste istruttorie già fissata in data successiva al periodo di sospensione – Differimento che consenta il pieno maturare dei termini assegnati e tenga conto della sospensione dei termini sino all’11 maggio 2020 – Assegnazione di termine per il deposito di note per la trattazione scritta ai sensi della lettera h) dell’art. 83, 7° co., d.l. 17 marzo 2020, n. 18.
  Tribunale Bologna, 11 Maggio 2020.


Reclamo ex art. 183 l.fall. - Mancata comparizione delle parti in udienza - Assenza di prova della notificazione del ricorso e del decreto ai reclamati - Rinnovazione degli adempimenti notificatori - Inammissibilità - Fondamento - Fattispecie.
Nel procedimento di reclamo avverso il decreto del Tribunale di omologazione del concordato preventivo, di cui all'art. 183 l.fall., qualora il ricorrente non depositi le notificazioni del ricorso e del decreto di fissazione ai reclamati, da effettuarsi nel termine di trenta giorni ex art. 18 l.fall. - applicabile in assenza di contrarie disposizioni -, la Corte d'appello, rilevata la mancata comparizione delle parti in udienza e impossibilitata a controllare l'avvenuta corretta instaurazione del contraddittorio, deve definire in rito il procedimento, che ha natura camerale, non potendo accordarsi un nuovo termine per la notificazione, da momento che non è consentito rinnovare un atto mai compiuto o giuridicamente inesistente. (Nella specie, la Corte d'appello aveva erroneamente disposto rinvio ex art. 348, comma 2, c.p.c. affermando che, in difetto di espressa previsione di improcedibilità, occorreva fare riferimento alle norme generali sull'appello). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Ottobre 2019, n. 24797.


Opposizione allo stato passivo - Credito fondato su decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo opposto - Cancellazione dal ruolo della causa di opposizione per inattività delle parti - Mancata riassunzione - Giudizio iniziato prima del 25 giugno 2008 - Operatività dell'estinzione d'ufficio - Esclusione - Non definitività del decreto ingiuntivo - Conseguente inopponibilità al fallimento.
Nell'opposizione allo stato passivo, il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ex art. 642 c.p.c. che sia stato opposto con giudizio cancellato dal ruolo per inattività delle parti e non riassunto, non è opponibile alla massa fallimentare, laddove il giudizio di opposizione sia iniziato prima dell'entrata in vigore, il 25 giugno 2008, ex art. 50 del d.l. n. 118 del 2008, convertito nella l. n. 133 del 2008, del nuovo testo dell'art. 181, primo comma c.p.c. alla luce del quale l'estinzione del giudizio in caso di inattività delle parti può essere pronunciata d'ufficio. Ne consegue che, in difetto di una esplicita pronuncia di estinzione divenuta inoppugnabile, richiesta secondo la formulazione della norma applicabile ratione temporis, il decreto ingiuntivo non munito, prima della dichiarazione di fallimento, del decreto di esecutorietà ex art.647 c.p.c. non può considerarsi passato in cosa giudicata formale e sostanziale e pertanto non è opponibile al fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2019, n. 5657.


Opposizione allo stato passivo - Credito fondato su decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo opposto - Cancellazione dal ruolo della causa di opposizione per inattività delle parti - Mancata riassunzione - Giudizio iniziato prima del 25 giugno 2008 - Operatività dell'estinzione d'ufficio - Esclusione - Non definitività del decreto ingiuntivo - Conseguente inopponibilità al fallimento.
Nell'opposizione allo stato passivo, il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ex art. 642 c.p.c. che sia stato opposto con giudizio cancellato dal ruolo per inattività delle parti e non riassunto, non è opponibile alla massa fallimentare, laddove il giudizio di opposizione sia iniziato prima dell'entrata in vigore, il 25 giugno 2008, ex art. 50 del d.l. n. 118 del 2008, convertito nella l. n. 133 del 2008, del nuovo testo dell'art. 181, primo comma c.p.c. alla luce del quale l'estinzione del giudizio in caso di inattività delle parti può essere pronunciata d'ufficio. Ne consegue che, in difetto di una esplicita pronuncia di estinzione divenuta inoppugnabile, richiesta secondo la formulazione della norma applicabile ratione temporis, il decreto ingiuntivo non munito, prima della dichiarazione di fallimento, del decreto di esecutorietà ex art.647 c.p.c. non può considerarsi passato in cosa giudicata formale e sostanziale e pertanto non è opponibile al fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2019, n. 5657.


Compenso difensore della parte ammessa a gratuito patrocinio - Giudizio di opposizione - Mancata comparizione delle parti - Applicazione artt. 181 e 309 c.p.c. - Fondamento - Fattispecie.
In tema di giudizio di opposizione al decreto di liquidazione dei compensi spettanti al difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, la disciplina generale della mancata comparizione delle parti di cui agli artt. 181 e 309 c.p.c. non è in contrasto con le ragioni che hanno condotto alla sottoposizione del procedimento di cui all'art. 170 del d.P.R. n. 115 del 2002 al rito sommario speciale, ai sensi dell'art. 15 del d.lgs. n. 150 del 2011, atteso che il mero deposito del ricorso è idoneo ad attivare il giudizio e ad investire il giudice del potere-dovere di decidere, senza necessità di ulteriori atti di impulso processuale, e poiché le predette norme sono compatibili con la disciplina dei procedimenti ispirati a regole di particolare concentrazione delle attività processuali. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la decisione del giudice di merito nella parte in cui aveva ritenuto che le ragioni di speditezza che caratterizzerebbero il giudizio di opposizione al decreto di liquidazione escludessero, per ragioni di incompatibilità, l'applicazione degli artt. 181 e 309 c.p.c. e aveva dichiarato, per l'effetto, l'estinzione del procedimento a causa della mancata comparizione delle parti ad un'udienza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Ottobre 2018, n. 27915.


Processo civile – Tribunale monocratico – Dichiarazione di estinzione del giudizio per mancata comparizione delle parti – Forma del provvedimento – Sentenza.
Nei procedimenti in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, il provvedimento di estinzione del giudizio ai sensi del combinato disposto degli artt.181 e 309 c.p.c. va adottato con le forme della sentenza, trattandosi dell’unica forma idonea al raggiungimento dello scopo del provvedimento, giacché esso definisce il processo con una decisione in rito, che deve essere suscettibile di impugnazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Termini Imerese, 05 Febbraio 2018.


Estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo prima del fallimento – Apposizione del visto ex artt. 653 e 654 c.p.c. successivamente all’apertura della procedura – Opponibilità del decreto ingiuntivo al fallimento – Esclusione..
In caso di estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo,  il provvedimento monitorio può essere dichiarato definitivo solo a seguito del passaggio in giudicato del provvedimento dichiarativo dell’estinzione medesima. Tale presupposto dev’essere positivamente verificato dal Giudice che ha emesso il decreto, con apposizione del visto ex artt. 653 e 654 c.p.c. che conferisce al provvedimento monitorio efficacia di giudicato, analogamente al provvedimento ex art. 647 c.p.c. Dev’essere, pertanto, dichiarato inopponibile al fallimento ex art. 45 L.F. il decreto ingiuntivo dichiarato definitivo ex artt. 653 e 654 c.p.c. successivamente all’apertura della procedura concorsuale, pur se l’estinzione del giudizio di opposizione sia intervenuta in data anteriore. (Raffaella Santello) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 22 Maggio 2013.


Rito sommario - Mancata comparizione delle parti - Applicazione degli articoli 181 309 c.p.c. - Esclusione - Immediata estensione del procedimento - Rilevanza del comportamento processuale delle parti rivelatore della sopravvenuta carenza di interesse..
La disciplina di cui agli articoli 181 e 309 c.p.c. è incompatibile con il rito sommario, le cui caratteristiche di speditezza suggeriscono che in caso di mancata comparizione delle parti si faccia luogo alla immediata estinzione del procedimento. A tal fine potrà parlarsi di rinuncia tacita alla domanda e di implicita accettazione della resistente evincibili dal comportamento processuale delle parti rivelatore della sopravvenuta carenza di interesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 11 Gennaio 2012.


Processo civile – Giudice unico – Rinuncia agli atti – Estinzione del giudizio – Provvedimento di natura decisoria – Pronuncia con sentenza – Necessità..
Davanti al giudice unico del tribunale l’estinzione del giudizio - anche a seguito di rinuncia delle parti agli atti del giudizio - deve essere dichiarata con sentenza e non con ordinanza, trattandosi di provvedimento di natura decisoria; nel caso di erronea scelta della forma dell’ordinanza, il provvedimento ha natura sostanziale di sentenza impugnabile con gli ordinari mezzi di impugnazione e non è ammissibile contro di esso reclamo al collegio ex art. 309 c.p.c., essendo tale norma applicabile solo ai giudizi di competenza collegiale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 30 Novembre 2007.