LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO VII
Della sospensione, interruzione ed estinzione del processo
SEZIONE II
Dell'interruzione del processo

Art. 305

Mancata prosecuzione o riassunzione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il processo deve essere proseguito o riassunto entro il termine perentorio di tre mesi (1) dall'interruzione, altrimenti si estingue.



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(1) Le parole “tre mesi » hanno sostituito le parole «sei mesi» in base all’art. 46, comma 13, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Interruzione del processo – Riassunzione del giudizio – Decorrenza del termine per la riassunzione.
In caso di messa in liquidazione coatta amministrativa di una delle parti, il termine per la riassunzione del processo decorre dalla data della conoscenza legale derivante dalla dichiarazione dell’evento interruttivo in udienza. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 25 Gennaio 2018.


Fallimento – Termine per riassumere – Disciplina generale articolo 300 c.p.c. – Natura derogatoria articolo 43 L.F. – Automatica interruzione del processo – Decorrenza termine per riassumere da conoscenza legale – Non coincidenza con sentenza di fallimento o dichiarazione di interruzione – Necessità per curatela di conoscenza legale del singolo processo su cui interruzione opera – Conoscenza legale a seguito dichiarazione processuale resa dal difensore della parte – Sussiste.
L’articolo 43, comma 3, l.fall., con specifico riferimento al fallimento, detta una disciplina derogatoria rispetto a quella generale posta dall’articolo 300 c.p.c. per tutti gli altri eventi interruttivi, prevedendo l’interruzione automatica del processo a seguito del verificarsi dell’evento.

Il dies a quo per riassumere il processo decorre dalla conoscenza legale dell’evento, acquisita non in via di mero fatto, ma per il tramite di una dichiarazione, notificazione o certificazione rappresentativa dell’evento che determina l’interruzione del processo, assistita da fede privilegiata; e tale conoscenza legale può quindi essere successiva alla sentenza di fallimento e precedente alla pronuncia dichiarativa di interruzione da parte del giudice.

Per la curatela fallimentare, la conoscenza legale deve essere riferita non già all’esistenza del fallimento, ma allo specifico processo sul quale l’evento interruttivo è in concreto destinato ad operare; ed atto idoneo a determinare il decorso del termine per la riassunzione è la dichiarazione resa nel processo dal difensore della parte, stante l’obbligo gravante sul procuratore della parte poi dichiarata fallita, quale mandatario, di rendere nota la circostanza alla curatela, obbligo scaturente dalla disciplina sostanziale in tema di mandato ed in particolare dal combinato disposto dagli articoli 1728 e 1710 c.c. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 14 Settembre 2017.


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L'art. 43 della legge fallimentare ha natura innovativa e non si applica alle dichiarazioni di fallimento intervenute prima della sua entrata in vigore (16/7/2006 ). Ne consegue che ai fini della tempestività della riassunzione si applica l'art. 300 cod. proc, civ, ed il termine decorre dalla dichiarazione in udienza del procuratore costituito. (Antonio Tanza) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Febbraio 2017.


Fallimento - Interruzione del processo - Decorrenza del termine per la riassunzione - Conoscenza legale - Necessità.
La conoscenza legale dalla quale decorre il termine per la riassunzione del giudizio interrotto ai sensi dell'art. 43 legge fall. deve essere riferibile a una dichiarazione, notificazione o certificazione, non essendo sufficiente, al fine di garantire una piena tutela del diritto di difesa, una mera acquisizione aliunde della notizia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 18 Maggio 2015.


Fallimento - Interruzione del processo - Riassunzione del giudizio - Eccezione di tardività - Onere della prova.
Al fine di dimostrare la tardività della riassunzione del giudizio interrotto ai sensi dell'art. 43 legge fall., l'onere della prova della legale conoscenza dell'evento interruttivo incombe sulla parte che eccepisce la tardività, non potendosi far carico all'altra parte di dare una prova negativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 18 Maggio 2015.


Fallimento - Interruzione del processo - Riassunzione del giudizio - Decorrenza del termine per la riassunzione - Dichiarazione di interruzione da parte del giudice.
Il dies a quo per la riassunzione del giudizio interrotto ai sensi dell'art. 43 legge fall. può essere individuato, in mancanza di altre indicazioni, nella dichiarazione di interruzione da parte del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 18 Maggio 2015.


Processo civile - Dichiarazione di fallimento - Interruzione - Decorrenza dalla conoscenza legale dell'evento introduttivo.
All’esito di una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 305 cod. proc. civ. anche per il curatore di un fallimento il dies a quo del termine di tre mesi per la riassunzione del processo decorre non dalla data di apertura del fallimento bensì dalla data di interruzione del processo in assenza di prova legale della conoscenza da parte del curatore dell’esistenza del giudizio medesimo in data antecedente alla dichiarazione di interruzione. (Vincenzo D'Ambra) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 16 Aprile 2015.


Processo civile - Dichiarazione di fallimento - Interruzione automatica - Decorrenza del termine per la riassunzione - Data della legale conoscenza dell'evento interruttivo..
Il termine per la riassunzione del processo interrotto a causa dell'apertura del fallimento di una delle parti ai sensi dell’art. 43, comma 3, L. Fall. decorre, secondo l'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 305 cod. proc. civ., dalla data della conoscenza effettiva e legale che dell'evento interruttivo ha avuto la parte interessata alla prosecuzione, con la conseguenza che per il curatore del soggetto il cui fallimento ha determinato l’interruzione del processo il termine per la riassunzione decorre dalla data, necessariamente successiva a quella della pubblicazione della sentenza dichiarativa del fallimento, in cui il curatore medesimo ha avuto la conoscenza legale della pendenza dello specifico processo in osservanza dei principi sanciti da Cass., 7 marzo 2013, n. 5650. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Aprile 2014.


Processo civile - Dichiarazione di fallimento - Interruzione - Decorrenza dalla conoscenza legale dell'evento introduttivo.

Dichiarazione di fallimento - Interruzione del processo - Decorrenza del termine per la riassunzione - Comunicazione della controparte.
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Il termine per la riassunzione del processo interrotto - per declaratoria di fallimento di una parte - decorre dalla data della legale conoscenza che dell'evento interruttivo ha avuto la parte interessata alla prosecuzione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La conoscenza legale della declaratoria di fallimento da cui far decorrere il termine per la riassunzione deve intendersi in senso processualcivilistico con riferimento (non alla data di iscrizione della sentenza di fallimento nel registro delle imprese ma) alla data nella quale l'intervenuto fallimento sia stato portato a conoscenza della parte ad opera della controparte a mezzo di dichiarazione in udienza ovvero di atto notificato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 27 Marzo 2014.


Procedimento civile - domanda di risarcimento del danno chiamata in causa del proprio assicuratore della responsabilita' civile da parte del convenuto - intempestiva riassunzione della domanda di garanzia - estensione dell'effetto estintivo anche alla domanda principale.
Nel processo con pluralità di parti cui dà luogo la chiamata in causa dell’assicuratore prevista dall’art. 1917, quarto comma, cod. civ., l’evento interruttivo che in primo grado colpisca l’assicuratore determina la sola interruzione del giudizio relativo alla domanda di indennità, ancorché il processo debba essere mantenuto in stato di rinvio sino alla scadenza del termine per la prosecuzione da parte dei successori del chiamato o della riassunzione da parte del chiamante; conseguentemente, l’onere della riassunzione grava sul convenuto che ha eseguito la chiamata in causa e, mancata ad opera di alcuna delle parti attività processuale utile alla prosecuzione del relativo giudizio, il processo di estingue solo per la parte che riguarda la domanda proposta con la chiamata in causa. Cassazione Sez. Un. Civili, 22 Aprile 2013, n. 9686.


Processo civile - Dichiarazione di fallimento - Interruzione automatica - Decorrenza del termine della riassunzione - Data della legale conoscenza dell'evento interruttivo - Facoltà di prova dell'evento..
In riferimento all'effetto interruttivo automatico conseguente all'apertura del fallimento ai sensi della L. Fall., art. 43, comma 3, come novellato a dal D.Lgs. n. 5 del 2006, art. 41, il termine per la riassunzione del processo decorre, secondo l'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 305 cod. proc. civ., dalla data della legale conoscenza che dell'evento interruttivo ha avuto la parte interessata alla prosecuzione; la parte che eccepisce l'estinzione per tardiva riassunzione, può comunque dimostrare che la conoscenza in forma legale dell'evento (la quale per la curatela fallimentare si estende anche alla conoscenza della pendenza del processo) si è verificata antecedentemente alla dichiarazione in giudizio dell'evento medesimo. Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 07 Marzo 2013, n. 5650.


Procedimento civile - Dichiarazione di fallimento - Interruzione del processo - Termine per la riassunzione - Decorso dalla effettiva conoscenza dell'evento interruttivo..
Qualora la causa venga dichiarata interrotta per l'intervenuto fallimento di una delle parti, il termine per la riassunzione per la parte diversa da quella dichiarata fallita o, comunque, diversa dai soggetti che hanno partecipato al procedimento per la dichiarazione di fallimento, decorre dalla data di effettiva conoscenza dell'evento interruttivo e non dal suo verificarsi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 06 Febbraio 2013.


Procedimento civile - Interruzione automatica del processo per fallimento di parte costituita - Decorrenza del termine per la riassunzione del processo, ad opera della curatela fallimentare, dalla data di pubblicazione della sentenza dichiarativa del fallimento, anziché dalla data di effettiva conoscenza della pendenza del giudizio o della sua dichiarata interruzione - Interruzione del processo - Effetti - Termine per la riassunzione - Decorrenza dalla conoscenza legale dell'evento interruttivo..
Il termine perentorio per la riassunzione del processo ai sensi dell’art. 305 c.p.c. decorre – nei confronti della curatela – dalla data di pubblicazione della sentenza dichiarativa di fallimento, giacché da tale momento la parte fallita ha conoscenza legale dell’evento interruttivo. (Alberto Anelli) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Marzo 2011.


Procedimento civile – Interruzione automatica del processo per fallimento di parte costituita – Decorrenza del termine per la riassunzione del processo, ad opera di parte diversa da quella dichiarata fallita, dalla data dell'interruzione per intervenuta dichiarazione di apertura di fallimento, anziché dalla data di effettiva conoscenza dell'evento interruttivo – Asserita disparità di trattamento nonché violazione del diritto di difesa e del principio di parità delle parti processuali – Esclusione. (07/06/2010) .
Non è fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 305 cod. proc. civ., impugnato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111, comma secondo, Cost., nella parte in cui fa decorrere dalla data dell'interruzione del processo per intervenuta dichiarazione di apertura di fallimento ex art. 43, comma terzo, della legge fallimentare, e non dalla data di effettiva conoscenza dell'evento interruttivo, il termine per la riassunzione del processo ad opera di parte diversa da quella dichiarata fallita. Posto che nessuna norma può essere ritenuta costituzionalmente illegittima ove possa essere interpretata in senso conforme alla Costituzione, nell’ipotesi in questione, si deve ritenere che il termine per la riassunzione o per la prosecuzione del processo civile interrotto debba decorrere dalla data di effettiva conoscenza dell'evento interruttivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 21 Gennaio 2010, n. 71.


Procedimento civile – Fallimento – Interruzione del processo – Riassunzione – Decorrenza del termine – Effettiva conoscenza – Illegittimità costituzionale – Rilevanza. .
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 305 c.p.c. con riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., nella parte in cui fa decorrere dalla data dell’interruzione del processo per intervenuta dichiarazione di apertura di fallimento ex art. 43 comma 3 l.f. (comma introdotto dall’art. 41 d.l.vo 5/06) - e non dalla data dell’effettiva conoscenza dell’evento interruttivo - il termine per la riassunzione del processo ad opera di parte diversa da quella dichiarata fallita o comunque diversa dai soggetti che hanno partecipato al procedimento per la dichiarazione di fallimento. (er)(riproduzione riservata) Tribunale Biella, 05 Marzo 2009.


Fallimento – Processo civile – Interruzione – Effetto dell’evento interruttivo – Riassunzione – Decorrenza. .
L’art. 43 legge fallimentare, nella nuova formulazione ad opera dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, che disciplina l’interruzione del processo per effetto della dichiarazione di fallimento, deve essere interpretato nel senso che l’interruzione opera di diritto dal momento dell’apertura del fallimento e non da quello della dichiarazione che in udienza ne faccia il procuratore. Questione diversa dal fatto interruttivo è però la decorrenza del termine per la riassunzione del processo, termine che, anche in tale fattispecie, si deve ritenere debba decorrere dal momento in cui la parte interessata alla riassunzione venga a conoscenza dell’evento interruttivo. (Nel caso di specie, Il Tribunale ha ritenuto che il termine per la riassunzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo interrotto a seguito del fallimento di una delle parti decorra dalla conoscenza legale dell’evento interruttivo ossia dal momento in cui il procuratore dell’imprenditore avvisa il curatore o in occasione della prima udienza utile per iniziativa del procuratore nei cui confronti l’evento si è verificato). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Febbraio 2009.


Procedimento Civile – Interruzione del processo – Morte o perdita della capacità processuale della parte costituita – Dichiarazione del suo procuratore in udienza o notificazione dell'evento alle altre parti – Effetto – Conseguente interruzione automatica del processo – Termine semestrale per la riassunzione – Decorrenza dal momento della sopravvenuta dichiarazione in udienza o dalla notificazione dell'evento da parte del suddetto procuratore alle altre parti – Sussistenza – Provvedimento giudiziale dichiarativo della intervenuta interruzione – Incidenza sullo spostamento della decorrenza del termine per la riassunzione – Esclusione. .
L'evento della morte o della perdita della capacità processuale della parte costituita che sia dichiarato in udienza o notificato alle altre parti dal procuratore della stessa parte colpita da uno di detti eventi produce, ai sensi dell'art. 300, comma secondo, cod. proc. civ., l'effetto automatico dell'interruzione del processo dal momento di tale dichiarazione o notificazione e il conseguente termine per la riassunzione, in tale ipotesi, come previsto in generale dall'art. 305 cod. proc. civ., decorre dal momento in cui interviene la dichiarazione del procuratore o la notificazione dell'evento, ad opera dello stesso, nei confronti delle altre parti, senza che abbia alcuna efficacia, a tal fine, il momento nel quale venga adottato e conosciuto il provvedimento giudiziale dichiarativo dell'intervenuta interruzione (avente natura meramente ricognitiva) pronunziato successivamente e senza che tale disciplina incida negativamente sul diritto di difesa delle parti. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Marzo 2008, n. 7443.


Procedimento civile - Interruzione del processo - Perdita della capacità processuale di una delle parti - Costituzione in giudizio del fallimento - Chiusura della procedura concorsuale dopo la sentenza di primo grado - Notificazione dell'atto d'appello al procuratore costituito del fallimento - Validità - Interruzione del processo - Momento determinante.
Nel procedimento in cui sia parte il fallimento, in persona del curatore, la sopravvenuta chiusura della procedura concorsuale, implicando la cessazione dalla carica del curatore medesimo ed il conseguente venir meno della sua capacità processuale, configura evento interruttivo regolato dal disposto dell'art. 300 cod. proc. civ.. pertanto, quando il fallimento si sia costituito in primo grado per mezzo di procuratore, il verificarsi di detto evento, dopo la sentenza del primo giudice, non osta a che il processo d'appello venga validamente instaurato con atto notificato a quel procuratore e prosegua ritualmente nei confronti del fallimento, fino al momento in cui, secondo le Disposizioni del citato art. 300 cod. proc. civ., l'evento medesimo non sia certificato dall'ufficiale giudiziario, ovvero dichiarato o notificato dal procuratore (il quale resta a tal fine legittimato anche quando il fallimento rimanga contumace in Sede di gravame), tenendo conto che solo nel suddetto momento si determina l'interruzione del processo e l'inizio del decorso del termine per la sua riassunzione o prosecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Giugno 1984, n. 3360.