Codice di Procedura Civile


LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO VII
Della sospensione, interruzione ed estinzione del processo
SEZIONE III
Dell'estinzione del processo

Art. 309

Mancata comparizione all'udienza
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se nel corso del processo nessuna delle parti si presenta all'udienza, il giudice provvede a norma del primo comma dell'articolo 181.


GIURISPRUDENZA

Covid-19 – Processo civile – Udienza per la verifica dell’esito delle trattative – Trasformazione in udienza con trattazione scritta – Brevi deduzioni sull’oggetto del processo e sull’esito delle trattative – Conclusioni e le istanze ai fini del prosieguo del processo – In caso di sopravvenuto accordo tra le parti reciproche dichiarazioni di rinuncia agli atti e accettazione – Valutazione ai fini dell’applicazione dell’art. 309 c.p.c. del mancato deposito della nota scritta.
  Tribunale Bologna, 15 Novembre 2020.


Covid-19 – Processo civile – Procedimento cautelare ante causam – Trattazione scritta – Assegnazione di termini sfalsati anteriori all’udienza per deduzioni e repliche – Valutazione ai fini dell’applicazione dell’art. 309 c.p.c. del mancato deposito della nota scritta.
  Tribunale Bologna, 11 Novembre 2020.


Processo civile – Trattazione scritta – Udienza di verifica dell’avvenuta formalizzazione di accordo – Mancato deposito della nota scritta – Effetti – Valutazione ai fini dell’applicazione dell’art. 309 c.p.c. – Mancato deposito della nota scritta – Effetti – Applicazione dell’art. 309 c.p.c. – Comunicazione del verbale della nuova udienza in assenza dei difensori – Esclusione.
L’udienza di verifica dell’avvenuta formalizzazione di un accordo ben si presta ad uno svolgimento secondo il modello della trattazione scritta ( come ora regolata dal già citato art. 221, commi 2° e 4°, d.l. n. 34/2020, conv. in l. n. 77/2020, e dal novellato art. 1, 3° co., d.l. 30 luglio 2020, n. 83, conv. in l. 25 settembre 2020, n. 124, e dal relativo Allegato 1, n. 33-bis).

A tal fine, nel termine anteriore all’udienza, i difensori depositeranno in via telematica una nota scritta contenente esclusivamente le informazioni circa l’esito delle trattative e le istanze ai fini del prosieguo del processo, oppure, in caso di sopravvenuta formalizzazione dell’accordo tra le parti, le reciproche dichiarazioni di rinuncia agli atti e accettazione.

Il mancato deposito della nota scritta sarà valutato ai fini dell’applicazione dell’art. 309 c.p.c..

Il verbale della nuova udienza in assenza dei difensori non sarà soggetto ad autonoma comunicazione, essendo consultabile ad opera delle parti mediante gli strumenti del P.C.T.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 13 Ottobre 2020.


Giudice dell'esecuzione - Fase sommaria - Notificazione del decreto di fissazione dell'udienza nel termine perentorio assegnato - Obbligo della cancelleria - Esclusione - Omessa notificazione - Conseguenze - Rimessione in termini - Esclusione - Distinzione dalla mancata comparizione delle parti - Inammissibilità della domanda - Esclusione - Fondamento.
In tema di opposizione all'esecuzione e agli atti esecutivi, il decreto con il quale il giudice dell'esecuzione fissa davanti a sé l'udienza per la fase sommaria, assegnando un termine perentorio per la notificazione del ricorso e dello stesso decreto all'opposto, non è soggetto a comunicazione, a cura della cancelleria, al ricorrente, sicché ove quest'ultimo lasci scadere il termine perentorio fissato, incorre nella declaratoria di inammissibilità dell'opposizione, senza potere beneficiare della rimessione in termini. Invece, se il ricorso è stato regolarmente notificato, la mancata comparizione delle parti non incide sull'ammissibilità della domanda e non preclude la possibilità di pervenire ad una pronuncia nel merito, in quanto la regolare instaurazione del contraddittorio pone le condizioni minime per l'attivazione dei poteri officiosi del giudice dell'esecuzione in ordine alla verifica dei presupposti di procedibilità dell'azione espropriativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Giugno 2020, n. 11291.


Covid-19 – Processo civile – Rinvio per trattazione scritta – Mancato deposito delle note – Equivalenza alla mancata comparizione – Rinvio ex art. 309 c.p.c. – mancata comparizione – Estinzione del giudizio.
  Tribunale Bologna, 29 Maggio 2020.


Covid-19 – Processo civile – Pendenza dei termini per il deposito delle memorie istruttorie ex art. 183, comma 6, c.p.c. – Udienza di discussione sulle richieste istruttorie già fissata in data successiva al periodo di sospensione – Differimento che consenta il pieno maturare dei termini assegnati e tenga conto della sospensione dei termini sino all’11 maggio 2020 – Assegnazione di termine per il deposito di note per la trattazione scritta ai sensi della lettera h) dell’art. 83, 7° co., d.l. 17 marzo 2020, n. 18.
  Tribunale Bologna, 11 Maggio 2020.


Compenso difensore della parte ammessa a gratuito patrocinio - Giudizio di opposizione - Mancata comparizione delle parti - Applicazione artt. 181 e 309 c.p.c. - Fondamento - Fattispecie.
In tema di giudizio di opposizione al decreto di liquidazione dei compensi spettanti al difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, la disciplina generale della mancata comparizione delle parti di cui agli artt. 181 e 309 c.p.c. non è in contrasto con le ragioni che hanno condotto alla sottoposizione del procedimento di cui all'art. 170 del d.P.R. n. 115 del 2002 al rito sommario speciale, ai sensi dell'art. 15 del d.lgs. n. 150 del 2011, atteso che il mero deposito del ricorso è idoneo ad attivare il giudizio e ad investire il giudice del potere-dovere di decidere, senza necessità di ulteriori atti di impulso processuale, e poiché le predette norme sono compatibili con la disciplina dei procedimenti ispirati a regole di particolare concentrazione delle attività processuali. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la decisione del giudice di merito nella parte in cui aveva ritenuto che le ragioni di speditezza che caratterizzerebbero il giudizio di opposizione al decreto di liquidazione escludessero, per ragioni di incompatibilità, l'applicazione degli artt. 181 e 309 c.p.c. e aveva dichiarato, per l'effetto, l'estinzione del procedimento a causa della mancata comparizione delle parti ad un'udienza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Ottobre 2018, n. 27915.


Processo civile – Tribunale monocratico – Dichiarazione di estinzione del giudizio per mancata comparizione delle parti – Forma del provvedimento – Sentenza.
Nei procedimenti in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, il provvedimento di estinzione del giudizio ai sensi del combinato disposto degli artt.181 e 309 c.p.c. va adottato con le forme della sentenza, trattandosi dell’unica forma idonea al raggiungimento dello scopo del provvedimento, giacché esso definisce il processo con una decisione in rito, che deve essere suscettibile di impugnazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Termini Imerese, 05 Febbraio 2018.


Giudizio avanti al tribunale - Giudice unico - Dichiarazione di estinzione del giudizio - Sentenza

Opposizione a decreto ingiuntivo - Rinuncia dell'opponente - Condanna alle spese di lite
.
Davanti al giudice unico del tribunale l’estinzione del giudizio deve essere dichiarata con sentenza e non con ordinanza, trattandosi di provvedimento di natura decisoria; nel caso di erronea scelta della forma dell’ordinanza, il provvedimento ha natura sostanziale di sentenza impugnabile con gli ordinari mezzi di impugnazione e non è ammissibile contro di esso reclamo al collegio ex art. 309 c.p.c., essendo tale norma applicabile solo ai giudizi di competenza collegiale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Nell'opposizione a decreto ingiuntivo, ove parte opponente dovesse rinunciare al giudizio, la stessa dovrà essere condannata a rimborsare alla convenuta opposta le spese di lite, in ossequio a quanto disposto dall’art. 306, ultimo comma, c.p.c., la quale, infatti, prevede che “il rinunciante deve rimborsare le spese alle altre parti, salvo diverso accordo tra loro”. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 29 Ottobre 2013.


Estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo prima del fallimento – Apposizione del visto ex artt. 653 e 654 c.p.c. successivamente all’apertura della procedura – Opponibilità del decreto ingiuntivo al fallimento – Esclusione..
In caso di estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo,  il provvedimento monitorio può essere dichiarato definitivo solo a seguito del passaggio in giudicato del provvedimento dichiarativo dell’estinzione medesima. Tale presupposto dev’essere positivamente verificato dal Giudice che ha emesso il decreto, con apposizione del visto ex artt. 653 e 654 c.p.c. che conferisce al provvedimento monitorio efficacia di giudicato, analogamente al provvedimento ex art. 647 c.p.c. Dev’essere, pertanto, dichiarato inopponibile al fallimento ex art. 45 L.F. il decreto ingiuntivo dichiarato definitivo ex artt. 653 e 654 c.p.c. successivamente all’apertura della procedura concorsuale, pur se l’estinzione del giudizio di opposizione sia intervenuta in data anteriore. (Raffaella Santello) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 22 Maggio 2013.


Mediazione delle controversie civili e commerciali, d.lgs. 28/2010 – Rinvio del procedimento per mediazione su invito del giudice cui hanno aderito le parti – Udienza di rinvio – Mancata comparizione delle parti – Applicazione dell’art. 309 c.p.c. – Sussiste..
Non è imposto alle parti, in caso di esito favorevole della mediazione, di darne atto nel processo ben potendo semplicemente non comparire per provocare l’estinzione del giudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 06 Luglio 2012.


Rito sommario - Mancata comparizione delle parti - Applicazione degli articoli 181 309 c.p.c. - Esclusione - Immediata estensione del procedimento - Rilevanza del comportamento processuale delle parti rivelatore della sopravvenuta carenza di interesse..
La disciplina di cui agli articoli 181 e 309 c.p.c. è incompatibile con il rito sommario, le cui caratteristiche di speditezza suggeriscono che in caso di mancata comparizione delle parti si faccia luogo alla immediata estinzione del procedimento. A tal fine potrà parlarsi di rinuncia tacita alla domanda e di implicita accettazione della resistente evincibili dal comportamento processuale delle parti rivelatore della sopravvenuta carenza di interesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 11 Gennaio 2012.