Codice di Procedura Civile


LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO III
Delle impugnazioni
CAPO II
Dell'appello

Art. 340

Riserva facoltativa d'appello contro sentenze non definitive
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Contro le sentenze previste dall'articolo 278 e dal numero 4 del secondo comma dell'articolo 279, l'appello può essere differito, qualora la parte soccombente ne faccia riserva, a pena di decadenza, entro il termine per appellare e, in ogni caso, non oltre la prima udienza dinanzi al giudice istruttore successiva alla comunicazione della sentenza stessa.

II. Quando sia stata fatta la riserva di cui al precedente comma, l'appello deve essere proposto unitamente a quello contro la sentenza che definisce il giudizio o con quello che venga proposto, dalla stessa o da altra parte, contro altra sentenza successiva che non definisca il giudizio.

III. La riserva non può più farsi, e se già fatta rimane priva di effetto, quando contro la stessa sentenza da alcuna delle altre parti sia proposto immediatamente appello.


GIURISPRUDENZA

Cumulo di domande fra gli stessi soggetti – Pronuncia su una (o più) di esse – Natura di sentenza non definitiva – Criterio formale di distinzione – Applicabilità – Contrasto tra gli indici di carattere formale – Conseguenze.
Ai fini dell'individuazione della natura definitiva o non definitiva di una sentenza che abbia deciso su una delle domande cumulativamente proposte dalle parti stesse, deve aversi riguardo agli indici di carattere formale desumibili dal contenuto intrinseco della stessa sentenza, quali la separazione della causa e la liquidazione delle spese di lite in relazione alla causa decisa. Qualora il giudice, con la pronuncia intervenuta su una delle domande cumulativamente proposte, abbia liquidato le spese e disposto per il prosieguo del giudizio in relazione alle altre domande, al contempo qualificando come non definitiva la sentenza emessa, in ragione dell'ambiguità derivante dall'irriducibile contrasto tra indici di carattere formale che siffatta qualificazione determina e al fine di non comprimere il pieno esercizio del diritto di impugnazione, deve ritenersi ammissibile l'appello in concreto proposto mediante riserva. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 19 Aprile 2021, n. 10242.


Riserva di impugnazione differita della sentenza non definitiva - Notificazione di tale sentenza - Applicazione del termine breve ex art. 325 c.p.c. - Esclusione.
Il principio secondo il quale il termine per la proposizione di una impugnazione decorre dalla notificazione della sentenza, senza che abbia rilievo il fine processuale per cui la notificazione è stata eseguita, deve essere coordinato col regime delle sentenze non definitive, nel senso che, se una sentenza siffatta sia stata oggetto di valida riserva di impugnazione differita, non è la sua notificazione a far decorrere il termine acceleratorio di impugnazione stabilito dall'art. 325 c.p.c., bensì quella della sentenza che definisce il giudizio o, comunque, di altra successiva, salvo l'onere per l'interessato di proporre la suddetta impugnazione, in via principale, congiuntamente a quella proposta in relazione all'altra sentenza, ancorché non definitiva, oppure in via incidentale, qualora tale altra sentenza venga impugnata dall'altra parte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 24 Marzo 2021, n. 8271.


Provvedimento emesso su questione di integrazione del contraddittorio - Carattere decisorio - Esclusione - Carattere ordinatorio - Sussistenza - Conseguenze - Fattispecie.
Le pronunce emesse in materia di integrità del contraddittorio hanno, in ogni caso, contenuto e natura meramente ordinatori, giammai decisori, e, conseguentemente, non possono costituire sentenza non definitiva suscettibile di separata impugnazione o riserva di appello e, in difetto, di passaggio in giudicato. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha condiviso la decisione della corte d'appello secondo cui, poiché i convenuti in primo grado, essendo comproprietari degli immobili a vantaggio dei quali esisteva la contestata servitù di acquedotto, erano litisconsorti necessari ex art. 102 c.p.c., la sentenza non definitiva del tribunale che aveva dichiarato il loro difetto di legittimazione passiva non poteva acquisire efficacia di giudicato, nonostante non avesse formato oggetto di riserva di appello). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 06 Luglio 2018, n. 17898.


Sentenza parziale definitiva – Sentenza non definitiva – Differenze – Conseguenze – Riserva di appello – Facoltà della impugnazione differita – Verso la sentenza parziale definitiva – Ammissibilità – Esclusione..
La facoltà di impugnazione differita è consentita dal codice di rito avverso le sentenze di condanna generica e avverso le sentenze non definitive, intendendosi per tali le pronunce che, oltre a decidere questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito ovvero domande di merito proposte dalle parti, non definiscano per intero il giudizio, impartendo provvedimenti per l’ulteriore istruzione della causa (art. 279, n. 4, c.p.c., come richiamato dall’art. 340 c.p.c. in materia di riserva facoltativa di appello), senza alcuna statuizione sulle spese e competenze di lite, rimesse alla sentenza definitiva (Cass. 27 febbraio 2007, n. 4618). Si è, invece, in presenza di una sentenza parziale definitiva (come tale suscettibile solo di impugnazione immediata) ove il giudice si pronunci su una (o più) delle domande o su capi autonomi della domanda, statuendo sulle spese ovvero disponendo in ordine alla separazione dei giudizi (Cass. 15 aprile 2002, n. 5443). La distinzione, quindi, deve operata sulla base dell’elemento formale della pronuncia sulle spese o in ordine alla separazione dei giudizi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 11 Dicembre 2012.