Codice di Procedura Civile


LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE VI-bis

Art. 50-quater

Inosservanza delle disposizioni sulla composizione collegiale o monocratica del tribunale
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Le disposizioni di cui agli articoli 50-bis e 50-ter non si considerano attinenti alla costituzione del giudice. Alla nullità derivante dalla loro inosservanza si applica l'articolo 161, primo comma.


GIURISPRUDENZA

Competenze giudiziali di avvocato – Procedimento ordinario di cognizione davanti al Giudice di pace, anziché davanti al Tribunale in composizione collegiale – Nullità della sentenza – Conversione della nullità in motivo di gravame.
La controversia che ha ad oggetto la liquidazione delle spettanze dell’attività dell’avvocato svolta in un giudizio civile o per l’espletamento di prestazioni in stretto rapporto di dipendenza con il mandato di rappresentanza giudiziale deve necessariamente essere introdotta con ricorso ai sensi dell'art. 702 bis c.p.c., il quale dà luogo ad un procedimento sommario speciale disciplinato dagli artt. 3, 4 e 14 del D.Lgs. 150/2011, oppure ai sensi degli artt. 633 segg. c.p.c., rimanendo invece esclusa la possibilità di introdurre l'azione sia con il rito ordinario di cognizione sia con quello del procedimento sommario ordinario, ancorché involga l'esistenza del rapporto professionale o l'an debeatur.

La domanda avente ad oggetto la pretesa creditoria derivante dal mancato pagamento del corrispettivo dovuto per la redazione dell'atto di citazione, in quanto attività prodromica all'instaurazione del giudizio, non potendo essere considerata attività stragiudiziale, rientra tra quelle che vanno proposte con il rito sommario speciale di cui agli artt. 702 bis cpc e 14, D.Lgs. 150/11.

Va pronunciata la nullità della sentenza resa dal giudice di pace di condanna al pagamento delle spettanze giudiziali di avvocato per violazione del combinato disposto di cui agli artt. 50 bis e quater c.p.c., perché pronunciata dal giudice in composizione monocratica anziché collegiale; il vizio di nullità si converte in motivo di impugnazione senza possibilità di rimessione degli atti al primo giudice ai sensi dell'art 354, comma 1, c.p.c., ove quello dell'impugnazione sia anche giudice del merito, così che la controversia deve essere decisa da questi.

L'avvocato che agisce per ottenere il soddisfacimento del proprio credito deve offrire la prova dell’attività prestata, non essendo sufficiente a tal riguardo il deposito del contratto d’opera professionale, né della parcella inviata al cliente, che nulla dimostrano circa l'effettivo svolgimento dell'incarico.

Non sono dovuti all'avvocato gli oneri fiscali e previdenziali se egli non prova di aver emesso regolare fattura. (Tonino Giordan) (riproduzione riservata)
Tribunale Rovigo, 19 Gennaio 2021.


Sezione specializzata in materia di impresa – Sezione ordinaria – Rapporto tra le due sezioni – Competenza – Esclusione – Mera ripartizione degli affari interni dell'ufficio giudiziario – Inammissibilità del regolamento di competenza.
Il rapporto tra sezione ordinaria e sezione specializzata in materia di impresa, nello specifico caso in cui entrambe le sezioni facciano parte del medesimo ufficio giudiziario, non attiene alla competenza, ma rientra nella mera ripartizione degli affari interni dell'ufficio giudiziario, da cui l'inammissibilità del regolamento di competenza, richiesto d'ufficio ex art. 45 c.p.c.; deve di contro ritenersi che rientri nell'ambito della competenza in senso proprio la relazione tra la sezione specializzata in materia di impresa e l'ufficio giudiziario, diverso da quello ove la prima sia istituita. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Luglio 2019, n. 19882.


Avvocato - Onorari - Liquidazione - Onorari e spese dovuti dal cliente al proprio difensore per prestazioni giudiziali civili - Provvedimento che ne contiene la liquidazione - Regime di impugnazione - Individuazione - Criteri - Fattispecie.
Anche in seguito all'entrata in vigore dell'art. 14 del d.lgs. n. 150 del 2011, al fine di stabilire il regime di impugnazione del provvedimento con cui si liquidano gli onorari e le altre spettanze dovuti dal cliente al proprio difensore per prestazioni giudiziali civili, assume rilevanza la forma adottata dal giudice in base alla qualificazione che egli abbia dato, implicitamente o esplicitamente, all'azione esercitata dalla parte. (Nella specie la Corte, ritenendo che il Tribunale avesse consapevolmente pronunciato ordinanza monocratica in applicazione delle norme sul procedimento sommario di cognizione di cui agli artt. 702 bis e ss. c.p.c., ha dichiarato inammissibile il ricorso). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 01 Marzo 2018, n. 4904.