Codice di Procedura Civile


LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO III
Dell'espropriazione presso terzi
SEZIONE II
Dell'assegnazione e della vendita

Art. 552

Assegnazione e vendita di cose dovute dal terzo
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se il terzo si dichiara o è dichiarato possessore di cose appartenenti al debitore, il giudice dell'esecuzione, sentite le parti, provvede per l'assegnazione o la vendita delle cose mobili a norma degli articoli 529 e seguenti, o per l'assegnazione dei crediti a norma dell'articolo seguente.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata - Assegnazione -  Cose appartenenti al debitore - Titoli obbligazionari costituiti in pegno a garanzia di credito del terzo pignorato - Vendita ex art. 552 c.p.c. - Necessità.
Se l'oggetto del pignoramento è costituito da cose appartenenti al debitore che si trovano nella disponibilità di un terzo (nella specie, titoli obbligazionari costituiti in pegno a garanzia di un credito di quest'ultimo), il giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 552 c.p.c., è tenuto a disporne la vendita ex artt. 529 e ss. c.p.c., a prescindere dalla loro agevole liquidabilità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 Maggio 2020, n. 9872.


Liquidazione delle spese di esecuzione - Comprensione delle spese di registrazione nell’ordinanza di assegnazione - Omessa registrazione dell’ordinanza al momento della richiesta di pagamento rivolta al terzo, “debitor debitoris” - Irrilevanza - Richiesta successiva di rimborso delle spese di registrazione, eventualmente in sede esecutiva - Ammissibilità.
In tema di esecuzione forzata mediante l'espropriazione di crediti presso terzi, qualora l'ordinanza di assegnazione ponga espressamente a carico del debitore esecutato le spese di registrazione, il relativo ammontare deve ritenersi compreso nelle spese di esecuzione liquidate in favore del creditore ex art. 95 c.p.c.; ne consegue il difetto di interesse del procedente ad ottenere un ulteriore titolo esecutivo autonomo, in ordine a dette spese, nei confronti del suo originario debitore, avendo egli già conseguito piena soddisfazione direttamente in sede esecutiva. In simili circostanze, risulta irrilevante che, al momento della richiesta di pagamento rivolta al terzo "debitor debitoris", le spese di registrazione non fossero state pretese o riscosse poiché, non essendo stata ancora registrata l'ordinanza, la somma non era stata neppure anticipata dal creditore procedente; infatti, trattandosi di importo rientrante in quello oggetto di assegnazione ai sensi dell'art. 553 c.p.c., la pretesa può essere avanzata dal creditore anche successivamente, in sede esecutiva e direttamente verso il terzo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 17 Gennaio 2020, n. 1004.


L'espropriazione presso terzi - Crediti non ancora esigibili, futuri, condizionati o eventuali - Stanziamenti pubblici andati in perenzione amministrativa - Ammissibilità - Fondamento.
L'espropriazione presso terzi può riguardare anche crediti non ancora esigibili, futuri, condizionati o anche eventuali, inclusi gli stanziamenti del bilancio della pubblica amministrazione per il finanziamento di un'opera pubblica andati in perenzione amministrativa per decorso del termine di efficacia (nella specie, per mancanza di richiesta del creditore con titolo di spesa idoneamente rendicontato), in quanto la perenzione a fini amministrativi consiste nell'eliminazione dalla contabilità finanziaria dei residui passivi non smaltiti, ma non produce alcun effetto sul diritto di credito fino alla decorrenza dei termini per la prescrizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 08 Ottobre 2019, n. 25042.


Somma di danaro dovuta dal terzo al debitore esecutato - Assegnazione al creditore esecutante - Sostituzione del creditore esecutante all'originario creditore - Ritardo nel pagamento del terzo pignorato - Applicabilità dell’art. 1224 c.c. - Condizioni.
A seguito dell'assegnazione al creditore procedente della somma di danaro dovuta dal terzo al debitore esecutato, si verifica la sostituzione del primo all'originario creditore/debitore pignorato, sicché, da quel momento, il terzo è tenuto ad adempiere, nei limiti della somma assegnata, al creditore procedente; ne deriva che, in caso di ritardo nel pagamento, gli interessi saranno dovuti al tasso legale (e non a quello, in ipotesi superiore, eventualmente pattuito con l'originario creditore), salvo l'ulteriore risarcimento a norma dell'art. 1224, comma 2, c.c., ove il creditore procedente dimostri di aver subito un danno ulteriore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 11 Marzo 2019, n. 6957.