LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO VIII
Scioglimento e liquidazione delle società di capitali

Art. 2491

Poteri e doveri particolari dei liquidatori
TESTO A FRONTE

I. Se i fondi disponibili risultano insufficienti per il pagamento dei debiti sociali, i liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora dovuti.
II. I liquidatori non possono ripartire tra i soci acconti sul risultato della liquidazione, salvo che dai bilanci risulti che la ripartizione non incide sulla disponibilità di somme idonee alla integrale e tempestiva soddisfazione dei creditori sociali; i liquidatori possono condizionare la ripartizione alla prestazione da parte del socio di idonee garanzie.
III. I liquidatori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni cagionati ai creditori sociali con la violazione delle disposizioni del comma precedente.

GIURISPRUDENZA

Fallimento – Dichiarazione – Impugnazione – Società estinta – Capacità ed interesse ad impugnare – Esclusione.
Siccome estinta, la persona giuridica che proponga reclamo avverso la sua dichiarazione di fallimento ha perso la capacità giuridica, con la conseguenza che essa non ha alcuna capacità processuale né interesse ad impugnare (art. 100 c.p.c.) la sua dichiarazione di fallimento, che avrebbe potuto viceversa essere contestata, nella qualità di soggetti interessati ex art. 18, comma 4, l.fall., da coloro che in essa avevano ricoperto ruoli gestori o che ne avevano avuto la rappresentanza (quindi ex amministratori e liquidatori) o che ne erano stati soci.

Ove sia domandato il fallimento di una società estinta, non è necessario instaurare il contraddittorio nei confronti dei soci (sempre che la loro posizione venga in rilievo come meri successori della società estinta, il che non accade quando, trattandosi di società di persone, la responsabilità degli ex soci abbia carattere personale ed illimitato, dovendosi in quest’ipotesi assicurare il loro personale diritto di difesa avverso l’iniziativa fallimentare che ne può determinare il fallimento ex art. 147 l.fall.), né nei confronti dei cessati organi rappresentativi, con la cancellazione essendosene irreversibilmente risolto il legame con questa.

Né è ipotizzabile che il procedimento notificatorio possa essere eseguito nelle speciali forme previste dall’art. 15 l.fall, poiché queste presuppongono l’esistenza della società, non potendosi configurare alcun obbligo nei confronti di una società estinta di mantenere attive ed operanti, all’esito della liquidazione dei rapporti attivi e passivi e della conseguente cancellazione dal registro delle imprese, la casella di posta elettronica certificata e la sede legale, ovvero anche solo una di esse; la loro conservazione si porrebbe, infatti, in contrasto con l’obbligo, posto a carico del liquidatore dagli artt. 2487 e segg. c.c., di liquidare il patrimonio sociale (art. 2487 lett. c, art. 2489 c.c.) allo scopo di estinguere i debiti sociali (art. 2491 c.c.) e di distribuire l’eventuale residuo attivo tra i soci (art. 2492 c.c.), obbligo cui nessuna norma della legge fallimentare deroga. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Appello Napoli, 02 Febbraio 2018.


Estinzione della società - Cancellazione dal registro delle imprese - Sopravvivenza di rapporti giuridici - Ultrattività del principio di responsabilità - Sopravvivenza dell'ente all'estinzione - Rimozione della cancellazione quando risulti provata la prosecuzione dell'attività - Cancellazione fraudolenta..
Qualora all’estinzione della società, conseguente alla sua cancellazione dal Registro delle Imprese, non corrisponda il venir meno di tutti i rapporti giuridici facenti capo alla società estinta non si è di fronte alla continuità nella titolarità delle situazioni soggettive passive, tipiche di una vicenda successoria, ma ad una “ultrattività” del principio di responsabilità, capace di giustificare una sua sopravvivenza all’estinzione dell’ente, per la normale destinazione del patrimonio sociale alla soddisfazione dei creditori della società. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)

E’ possibile rimuovere l’iscrizione della cancellazione di una società quando risulti provata la prosecuzione dell’esercizio dell’attività. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)

La cancellazione fraudolenta di una società dal Registro delle Imprese non può costituire da sola la ragione della rimozione della iscrizione della cancellazione stessa, in quanto a norma dell’art. 2491 c.c., il liquidatore di una società cancellata dal Registro delle Imprese può essere chiamato a rispondere nei confronti dei creditori insoddisfatti laddove gli stessi dimostrino l’esistenza di una massa attiva illegittimamente distribuita ai soci ovvero che la mancanza di ogni possibile risorsa per la loro soddisfazione sia imputabile a sua negligenza o a inottemperanza ai doveri imposti dalla natura e dalle finalità del procedimento di liquidazione. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 28 Aprile 2014.


Registro imprese - Società in liquidazione - Mancata presentazione del bilancio per un triennio - Cancellazione d'ufficio - Competenza del giudice delegato - Esclusione - Competenza del conservatore del registro delle imprese - Sussiste..
Il soggetto legittimato a  disporre la cancellazione d’ufficio delle società per le quali non è stato depositato il bilancio in fase di liquidazione, ai sensi dell’art. 2490, comma 6, c.c., è il Conservatore del Registro delle imprese e non il Giudice del registro. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 23 Novembre 2010.


Società di capitali – Causa di scioglimento – Alienazione di beni e asset aziendali – Omesso pagamento dei creditori – Nullità..
Sono affetti da nullità gli atti con i quali una società di capitali, in presenza di una causa di scioglimento, provveda ad alienare gli asset aziendali ai soci o a terzi senza aver prima provveduto al pagamento dei creditori sociali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 27 Novembre 2009.