Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 20502 - pubb. 20/09/2018

Assegno con firma apocrifa, diligenza della banca e acquisto in buona fede del titolo

Tribunale Napoli, 11 Settembre 2018. Est. Peluso.


Contratti bancari – Contratto di conto corrente – Dovere di verifica della firma di traenza – Responsabilità banca per firma di traenza apocrifa – Inadempimento contrattuale nell’esecuzione del contratto – Sussistenza

Contratti bancari – Contratto di conto corrente – Assegno con firma di traenza apocrifa – Autonomia nella circolazione del diritto – Sussistenza



Nel caso in cui la banca abbia addebitato sul conto corrente del proprio cliente il pagamento di un assegno senza la dovuta diligenza nella verifica della corrispondenza tra la firma di traenza e lo “specimen”, è responsabile contrattualmente nei confronti del proprio cliente quando l’alterazione del titolo sia rilevabile ictu oculi.

La banca trattaria non incorre, invece, in alcuna responsabilità solo quando l’alterazione del titolo non sia rilevabile con la normale diligenza inerente all’attività bancaria, che coincide con la diligenza media; in detta ipotesi, il correntista deve solo allegare l’altrui inadempimento, la banca deve provare l’esatto adempimento della propria obbligazione. (Lucia Vitiello) (riproduzione riservata)

Chi acquista in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità delle norme che ne disciplinano la circolazione, non è soggetto a rivendicazione.

La banca trattaria che ha pagato un assegno con firma di traenza apocrifa ha il diritto di ottenere la ripetizione nei confronti del terzo solo quando l’assegno è posto in pagamento dal soggetto che ha falsificato la firma del traente oppure quando l’assegno è posto in pagamento dal soggetto che sia a conoscenza dell’avvenuta falsificazione. (Lucia Vitiello) (riproduzione riservata)


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