Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 2143 - pubb. 27/04/2010

Assunzione di responsabilità del professionista attestatore, ed utilizzo dei controlli di società di revisione

Tribunale Milano, 25 Marzo 2010. Est. Vitiello.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Procedimento – Intervento del pubblico ministero – Ammissibilità – Fondamento.
 
Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Attestazione del professionista – Veridicità dei dati aziendali – Assunzione di responsabilità del professionista – Natura.

Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Controllo del tribunale – Presenza di opposizioni – Controllo di legittimità – Profilo della logicità del piano e valutazione della relazione del professionista – Presenza di opposizioni – Distinzione – Controllo di merito sui profili oggetto di contestazione.

Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Sottoscrizione da parte di soggetto terzo – Valutazione del rispetto della garanzia patrimoniale nei confronti dei creditori del terzo – Irrilevanza.

Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Autenticazione della sottoscrizione – Necessità – Sanatoria – Ammissibilità.

Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Relazione del professionista attestatore – Veridicità dei dati – Assunzione diretta di responsabilità – Necessità – Rimando a controlli di società di revisione – Esclusione.

Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Regolare pagamento dei creditori non aderenti – Riferimento agli accordi negoziali – Rispetto dei modi e dei tempi pattuiti – Necessità. (27/04/2010)



La facoltà del pubblico ministero di intervenire nel procedimento di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, opponendosi alla omologazione degli accordi di ristrutturazione, trova fondamento  sia nell’art. 70, ultimo comma, codice procedura civile, secondo il quale il pubblico ministero può intervenire in ogni procedimento civile nel quale ravvisi l’esistenza di un pubblico interesse, sia nello stesso art. 182 bis, quarto comma, secondo il quale sono legittimati all’opposizione i creditori ma anche ogni altro interessato, posto che il pubblico ministero, quale organo cui l’ordinamento giuridico affida la tutela dell’interesse pubblico, è titolare di un interesse giuridicamente apprezzabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il professionista attestatore del piano di un accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, è tenuto ad attestare soprattutto la veridicità dei dati aziendali con conseguente assunzione di responsabilità di natura contrattuale nei confronti del proponente-committente e di natura extracontrattuale nei confronti dei creditori e dei terzi interessati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nell’ambito del procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, la natura del controllo del tribunale è diversa a seconda che vi siano o meno opposizioni. Nella prima ipotesi, il controllo è di mera legittimità ed il profilo della attuabilità/fattibilità del piano deve essere valutato sotto il profilo della logicità del piano stesso e della coerenza e persuasività della relazione redatta dal professionista attestatore. Qualora vi siano invece opposizioni, il thema decidendum del giudizio di omologazione subisce una inevitabile estensione cognitoria, potendo il tribunale investigare gli specifici aspetti di fattibilità del piano nei limiti delle contestazioni mosse dagli opponenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il fatto che l’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, sia sottoscritto per l’assunzione di determinati impegni anche da un soggetto diverso dal proponente non implica che debba anche essere valutata la eventuale violazione della garanzia patrimoniale cui il terzo è tenuto nei confronti dei propri creditori; diversamente opinando si finirebbe, infatti, per escludere la legittimità di qualunque intervento di sostegno proveniente da un soggetto diverso da quello in crisi per il solo fatto che tale intervento rischierebbe di compromettere la garanzia patrimoniale dei creditori del terzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Gli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, ancorchè pubblicati nel Registro delle imprese devono essere depositati presso la cancelleria del tribunale e, a pena di ammissibilità, muniti di firma autenticata delle parti dell’accordo, con possibilità per il tribunale di concedere un termine per la sanatoria di tali irregolarità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’assunzione di diretta responsabilità da parte del professionista attestatore in ordine alla veridicità dei dati sui quali si fonda il piano di un accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, costituisce un elemento ineludibile ai fini dell’omologazione, non potendo la relazione di detto professionista limitarsi a rimandare, quanto all’elemento in questione, alle risultanze dei controlli effettuati da una società di revisione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il piano di un accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, deve prevedere il regolare pagamento dei creditori non aderenti, il cui soddisfacimento deve avvenire secondo il regolamento negoziale con riferimento non solo alla entità dei crediti ma anche ai tempi pattuiti che non possono, pertanto, essere rimodulati senza l’adesione degli interessati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


Segnalazione del Prof. Avv. Stefano Ambrosini



Il testo integrale