Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 22268 - pubb. 05/09/2019

Carte di credito e responsabilità per indebiti pagamenti

Appello Milano, 23 Maggio 2019. Est. Silvia Giani.


Carte di pagamento – Indebiti prelievi – Prova liberatoria a carico dell’emittente – Prova di aver pagato a soggetti non autorizzati a causa di una condotta dolosa o gravemente colposa dell’utilizzatore – Ritardo nella denuncia del furto della carta – Interpretazione della locuzione “senza indugio” – Fattispecie



L’emittente la carta di credito, per liberarsi dalla responsabilità derivante dall’uso indebito della carta, deve allegare e provare di aver pagato a soggetti non autorizzati a causa di una condotta dolosa o gravemente colposa dell’utilizzatore.

Non è ascrivibile ad una condotta gravemente colposa dell’utilizzatore l’aver denunciato il furto della carta di credito dopo aver appreso degli indebiti prelievi sulla scorta dell’estratto conto, quando gli avvisi ad essi relativi non erano stati inviati al telefono cellulare dell’utilizzatore perché l’emittente la carta aveva modificato il numero cui gli avvisi erano destinati sulla base di una telefonata di una persona che aveva riferito di essere il titolare della carta, senza effettuare alcuna comunicazione sull’utenza telefonica della reale titolare.

Il dovere del titolare della carta di pagamento di comunicare il furto all’emittente “senza indugio” deve essere valutato con riferimento al momento in cui l’utilizzatore scopre di aver subito il furto e non con riguardo a quello antecedente in cui il furto viene perpetrato, poiché, diversamente opinando, si attribuirebbe all’obbligo di comunicazione un connotato di responsabilità sostanzialmente oggettiva, che mal si concilia con il parametro del dolo o della colpa grave che caratterizza l’addossamento in capo all’utilizzatore delle perdite derivanti dall’impiego non autorizzato della carta.

Non è ascrivibile ad una condotta gravemente colposa dell’utilizzatore, tenuto alla diligente custodia della carta di credito, l’aver lasciato la medesima nella borsa collocata sotto il sedile del proprio automezzo, chiuso a chiave e parcheggiato, unitamente ad altri automezzi, in un’area recintata di un circolo ippico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


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