Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 22825 - pubb. 05/12/2019

L'istanza volta a sollecitare la Corte di cassazione ad emendare d'ufficio gli errori materiali non equivale al deposito di un ricorso

Cassazione civile, sez. VI, 25 Novembre 2019, n. 30651. Pres. Lombardo. Est. Criscuolo.


Procedimenti di cassazione - Emendabilità "ex officio" di errori materiali - Istanza sollecitatoria di una parte - Conseguenze - Fissazione dell'udienza camerale - Controricorso della controparte - Inammissibilità



La presentazione di un'istanza volta a sollecitare il potere della Corte di cassazione di emendare, d'ufficio, gli errori materiali, ex art. 391-bis c.p.c., non equivale al deposito di un ricorso; sicché, per effetto del rinvio all'art. 380-bis, commi 1 e 2, c.p.c., contenuto nell’art. 391-bis cit., nonché della disciplina generale della correzione dell'errore materiale ex art. 288 c.p.c., a fronte della fissazione dell'udienza camerale, le parti hanno la possibilità di depositare memorie e non anche di proporre controricorso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)


 


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Motivi in fatto ed in diritto della decisione

Con istanza del 22 giugno 2018, la ricorrente, premette che con ordinanza di questa Corte n. 14714/2018 del 6 giugno 2018, era stato dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall'odierno intimato avverso la sentenza della Corte d'Appello di Firenze n. 201/2016, disponendosi altresì la condanna del ricorrente al rimborso delle spese di lite.

Evidenzia tuttavia che alla condanna de qua non sia stata accompagnata anche la distrazione delle spese in favore del procuratore dell'allora controricorrente, sebbene l'istanza di distrazione fosse stata tempestivamente avanzata dagli avv. Pietro Varano e Giammaria Camici, quali difensori della resistente.

La richiesta è meritevole di accoglimento.

In primo luogo si rileva che non risulta presentato un autonomo ricorso per correzione di errore materiale, ma è stata avanzata un'istanza volta a sollecitare alla Corte il potere di emendare anche d'ufficio gli errori materiali, come appunto previsto dalla novellata previsione di cui all'art. 391 bis c.p.c.. Il rinvio che tale norma fa alle disposizioni di cui all'art. 380 bis c.p.c., commi 1 e 2, giustifica quindi, come appunto anche ricavabile dalla generale disciplina della correzione dell'errore materiale di cui all'art. 288 c.p.c., la fissazione dell'udienza camerale con notifica alle parti, le quali hanno appunto la possibilità di depositare memorie (e non anche di proporre controricorso come fatto dalla difesa dello Z.).

Deve pertanto essere disattesa l'eccezione di improcedibilità del ricorso sollevata dalla difesa dello Z. e motivata per la asserita mancata notifica del ricorso e del suo deposito nel termine di cui all'art. 369 c.p.c..

Passando al merito, si deve a tal fine far richiamo a quanto ha statuito la più recente giurisprudenza di legittimità, la quale, a partire da Cass. S.U. n. 16037/2010, ha chiarito che l'omessa distrazione è emendabile mediante la procedura di correzione di errore materiale, escludendo quindi l'assoggettamento agli ordinari rimedi impugnatori (conf. da ultimo Cass. n. 12437/2017).

Per l'effetto va disposta la correzione della denunziata omissione, disponendosi, la distrazione delle spese di lite, come liquidate in dispositivo, in favore degli avv. Varano e Camici.

Nulla a disporre quanto alle spese, trattandosi di procedimento di correzione di errore materiale (cfr. da ultimo Cass. n. 14/2016).

 

P.Q.M.

Accoglie il ricorso e dispone la correzione dell'ordinanza di questa Corte n. 14714/2018, prevedendo che le spese di lite, come liquidate in dispositivo, siano distratte in favore degli avv. A.V. e G.B., dichiaratisene anticipatari.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio il 19 giugno 2019.

Depositato in Cancelleria il 25 novembre 2019.