Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 9648 - pubb. 04/11/2013

La continuazione dell'attività è l'elemento distintivo tra il concordato liquidatorio e quello con continuità aziendale

Tribunale Cuneo, 29 Ottobre 2013. Est. Macagno.


Concordato con continuità aziendale - Affitto finalizzato al trasferimento dell'azienda e non alla mera liquidazione - Requisiti di cui all'art. 186 bis L.F. - Sussistenza.

Concordato preventivo liquidatorio e con continuità aziendale - Distinzione - Requisito oggettivo dell'esercizio dell'attività al momento dell'ammissione al concordato ed a quello del trasferimento dell'azienda.

Concordato con riserva - Prospettazione nel piano della prosecuzione dell'attività di impresa - Disciplina di cui all'articolo 186 bis L.F. - Applicabilità.



Nel concordato preventivo la previsione dell’affitto come elemento del piano concordatario, purché finalizzato al trasferimento dell’azienda e non destinato alla mera conservazione del valore dei beni aziendali al fine di una loro più fruttuosa liquidazione, deve ritenersi riconducibile all’ambito disciplinato dall’art. 186-bis l.fall.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Lo spartiacque tra concordato liquidatorio e con continuità aziendale, secondo il nuovo disegno introdotto dal “decreto sviluppo” (d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in l. 7 agosto 2012, n. 134, in vigore dall’11 settembre 2012) è di tipo oggettivo e non soggettivo, rilevando in principalità che l’azienda sia in esercizio tanto al momento dell’ammissione al concordato, quanto all’atto del suo successivo trasferimento. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La disciplina di cui all’art. 186-bis l.fall. trova applicazione anche in presenza di una domanda di concordato con riserva se vi è stata da parte dell'imprenditore ostensione del piano che contempli la prosecuzione dell’attività di impresa. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)


Segnalazione della Dott.ssa Laura De Simone


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