Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 116 ∙ (Rendiconto del curatore)




Giudizio di approvazione del rendiconto
Oggetto del giudizio di approvazione del rendiconto
Tutte le MassimeCassazione
Procedimento
Natura del procedimento di rendiconto
Costituzione della parteDestinatari della comunicazione prevista dall'art. 116, co. 3, l.f.Omessa comunicazione del rendicontoCreditore sconosciutoLegittimazione passiva alla contestazione del rendicontoRendiconto e decisione con sentenza in esito a procedimento ordinario di cognizioneReclamo al collegio avverso il decreto di approvazione del conto della gestioneRicorso per cassazione

Contestazioni al rendiconto
Contestazione del rendiconto della gestione
Interesse alla contestazione del conto della gestioneSpecificità delle contestazioni al conto della gestioneContestazione del debitoreContestazioni del creditore non ammesso al passivoContestazioni dell'amministratore della società fallitaContestazione del conto della gestione presentato dal curatore cessatoContestazioni del curatore subentrato

Giudizio di approvazione del rendiconto
Oggetto del giudizio di approvazione del rendiconto
Funzione del giudice delegatoIndicazione nel rendiconto dei crediti di massa soddisfatti e degli accantonamenti

Altri casi
Revoca del fallimento e rendiconto della gestione
Revoca del fallimento e compenso del curatoreLiquidazione del compenso al curatoreResponsabilità del curatoreMala gestio del curatoreMala gestio del curatore, prospettazione e prova del danno cagionatoMancato rapporto al PM per illeciti commessi dal curatoreSostituzione o revoca del curatoreEsdebitazione e approvazione del rendicontoConcordato preventivo e rendiconto della gestioneConcordato preventivo, acconto richiesto dal commissario giudizialeLiquidazione coatta amministrativa, approvazione del rendiconto e opposizione al piano di riparto Curatore dell'eredità giacente e procedimento di approvazione del rendiconto




Giudizio di approvazione del rendiconto
Oggetto del giudizio di approvazione del rendiconto

Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Giudizio di approvazione - Oggetto - Verifica contabile e controllo di gestione - Contestazioni - Requisiti - Concretezza e specificità - Condizioni
Il giudizio di approvazione del rendiconto del curatore ha ad oggetto, ai sensi dell'art. 116 l.fall., la correttezza e la corrispondenza dell'operato di quest'ultimo ai precetti legali ed ai canoni della diligenza professionale richiesta per l'esercizio della carica, nonché gli esiti conseguiti, la cui contestazione esige la deduzione e la prova di un pregiudizio almeno potenziale recato al patrimonio del fallito o alle ragioni dei creditori, difettando altrimenti un interesse all'impugnazione del conto, mentre non occorre in tale giudizio anche la dimostrazione del danno in concreto derivato dalla dedotta "mala gestio "; le contestazioni rivolte al conto debbono, altresì, essere concrete e specifiche, non potendo consistere in astratte enunciazioni, ma dovendo puntualizzare le vicende ed i comportamenti imputati al curatore, nonchè le conseguenze, anche solo potenzialmente dannose, che ne siano derivate, così da individuare la materia del contendere e consentirgli un'efficace esplicazione del suo diritto di difesa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Aprile 2016, n. 7320.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Rendiconto del curatore - Giudizio di approvazione - Oggetto - Verifica contabile e controllo di gestione - Contestazioni - Requisiti - Concretezza e specificità - Condizioni.
Il giudizio di approvazione del rendiconto presentato dal curatore ha ad oggetto, ai sensi dell'art. 116 legge fall., la verifica contabile e l'effettivo controllo di gestione, cioè la valutazione della correttezza dell'operato del curatore, della sua corrispondenza a precetti legali e ai canoni di diligenza professionale richiesta per l'esercizio della carica e degli esiti che ne sono conseguiti, la cui contestazione esige la deduzione e la dimostrazione dell'esistenza di pregiudizio almeno potenziale recato al patrimonio del fallito o agli interessi dei creditori, difettando altrimenti un interesse idoneo a giustificare l'impugnazione del conto stesso, mentre non occorre che già in tale giudizio sia fornita la prova del danno effettivamente concretizzatosi a seguito della dedotta "mala gestio"; le contestazioni rivolte a tale conto debbono a loro volta essere dotate di concretezza e specificità, non potendo consistere in un'enunciazione astratta delle attività cui il curatore si sarebbe dovuto attenere, ma piuttosto indicare puntualmente le vicende ed i comportamenti in relazione ai quali il soggetto legittimato imputa al curatore di essere venuto meno ai propri doveri, nonchè le conseguenze, anche solo potenzialmente dannose, che ne siano derivate, così da consentire la corretta individuazione della materia del contendere e l'efficace esplicazione del diritto di difesa del curatore cui gli addebiti siano rivolti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Ottobre 2010, n. 21653.


Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Finalità - Assicurazione della continuità contabile e controllo di gestione - Condizioni - Pregiudizio per la massa e per i singoli creditori - Prova - Necessità - Limiti
Il giudizio di approvazione del rendiconto presentato dal curatore ha ad oggetto , oltre alla verifica contabile (per assicurare la necessaria continuità, nei casi in cui la gestione è destinata a proseguire, come nella specie, essendo stato il curatore revocato dalla carica), anche l'effettivo controllo di gestione, cioè la valutazione della correttezza dell'operato del curatore, della sua corrispondenza a precetti legali e ai canoni di diligenza professionale richiesta per l'esercizio della carica e degli esiti che ne sono conseguiti, la cui contestazione esige la deduzione e la dimostrazione dell'esistenza di pregiudizio almeno potenziale recato al patrimonio del fallito o agli interessi dei creditori, difettando altrimenti un interesse idoneo a giustificare l'impugnazione del conto stesso, mentre non occorre che già in tale giudizio sia fornita la prova del danno effettivamente concretizzatosi a seguito della "mala gestio " del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Giugno 2008, n. 16019.


Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - Provvedimenti in materia fallimentare - Atto di gestione del curatore assunto come pregiudizievole alla massa dei creditori - Domanda di accertamento della personale responsabilità del curatore - Provvedimento di rigetto del giudice delegato in sede di reclamo "ex" art. 36 legge fall. - Ricorso al Tribunale - Decreto di rigetto - Ricorribilità in cassazione "ex" art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento
Il provvedimento del Tribunale fallimentare confermativo, in sede di ricorso ai sensi dell'art. 36 legge fall., del decreto con il quale il giudice delegato abbia rigettato l'istanza di accertamento della personale responsabilità del curatore per un comportamento di carattere processuale dedotto come pregiudizievole per la massa dei creditori, non è impugnabile con il ricorso straordinario per cassazione di cui all'art. 111 Cost., essendo privo del carattere della definitività, stante la riproponibilità della questione in sede di approvazione del rendiconto del curatore "ex" art. 116 legge fall., atteso che il giudizio che si instaura ai sensi di quest'ultima disposizione in caso di mancata approvazione del conto del curatore può avere per oggetto anche l'accertamento delle personali responsabilità del curatore stesso per il compimento di atti che abbiano arrecato pregiudizio alla massa o ai diritti dei singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Dicembre 2002.


Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Mancata approvazione - Conseguenze - Domanda di responsabilità proposta dal nuovo curatore all'esito della revoca del precedente e della mancata approvazione del rendiconto - Notifica al curatore revocato - Necessità
Il giudizio che si instaura, ai sensi dell'art. 116 della legge fallimentare, in caso di mancata approvazione del rendiconto di gestione del curatore può avere legittimamente ad oggetto non soltanto gli errori materiali, le omissioni ed i criteri di conteggio adottati, ma anche l'accertamento delle responsabilità del curatore medesimo, ai sensi dell'art. 38, secondo comma, stessa legge, ma l'esercizio di tale azione non costituisce un effetto normale ed automatico della mancata approvazione del conto, ne’ implica deroghe alle regole sul procedimento stabilite per il giudizio di cognizione ordinario . Ne consegue che, all'esito della revoca del precedente curatore, e per effetto della mancata approvazione del conto da questi presentato al giudice delegato, ben può il nuovo curatore instare, in seno al procedimento ex art. 116 legge citata, per l'azione di responsabilità ex art. 38, ma ha l'onere di notificare tale domanda al precedente curatore ove questi non abbia provveduto a costituirsi ritualmente, una volta apertasi la fase contenziosa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Ottobre 2000, n. 13274.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Rendiconto del curatore - Mancata approvazione - Giudizio conseguente - Ambito - Controllo della gestione ed accertamento della responsabilità del curatore - Inclusione
Il giudizio che s'instaura, ai sensi dell'art. 116 legge fall., in caso di mancata approvazione del rendiconto della gestione del curatore può avere ad oggetto non solo gli errori materiali, le omissioni ed i criteri di conteggio, ma anche il controllo della gestione del curatore stesso e l'accertamento delle sue personali responsabilità per il compimento di atti che abbiano arrecato pregiudizio alla massa o ai diritti dei singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2000, n. 547.


Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Mancata approvazione - Giudizio conseguente - Ambito - Controllo della gestione ed accertamento della responsabilità del curatore - Inclusione
Il giudizio che si instaura, ai sensi dell'art. 116 della legge fallimentare, in caso di mancata approvazione del rendiconto della gestione del curatore, può avere per oggetto non solo gli errori materiali, le omissioni ed i criteri di conteggio, ma anche il controllo della gestione del curatore stesso e l'accertamento delle sue personali responsabilità per il compimento di atti che abbiano arrecato pregiudizio alla massa o ai diritti dei singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Ottobre 1997, n. 10028.


Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Mancata Approvazione - Giudizio relativo - Oggetto - Diligenza nell'espletamento dell'incarico - Inclusione - Responsabilità risarcitoria - Limiti


Il giudizio che si instaura, ai sensi dell'art. 116 ultimo comma della legge fallimentare, in caso di mancata approvazione del rendiconto del curatore, può investire non soltanto i criteri di contabilità, in relazione ad eventuali errori od omissioni, ma anche il controllo sulla gestione del curatore medesimo e sulla sua adempienza ai doveri dell'ufficio con la diligenza del buon padre di famiglia (artt. 38 della legge fallimentare e 1176 cod. civ.), fermo restando il principio secondo il quale la violazione di tali doveri può implicare responsabilità risarcitoria, e quindi costituire ragione ostativa alla suddetta approvazione, solo quando abbia in concreto determinato un pregiudizio alla massa od ai singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Gennaio 1985, n. 277.


Fallimento - Ripartizione dell’attivo - Rendiconto del curatore - Mancata Approvazione - Conseguente giudizio - Ambito - Controllo della gestione - Accertamento della responsabilità del curatore - Inclusione


Il giudizio che si instaura, ai sensi dell'art 116 legge fallimentare in caso di mancata approvazione del conto della gestione del curatore può avere per oggetto non solo gli errori materiali, le omissioni e i criteri di conteggio, ma anche il controllo della gestione del curatore stesso e l'accertamento delle sue personali responsabilità per il compimento di Atti che abbiano arrecato pregiudizio alla massa o ai diritti dei singoli creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Maggio 1974, n. 1339.