LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO III
Dell'inadempimento delle obbligazioni

Art. 1229

Clausole di esonero da responsabilità
TESTO A FRONTE

I. È nullo qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o per colpa grave.

II. È nullo altresì qualsiasi patto preventivo di esonero o di limitazione di responsabilità per i casi in cui il fatto del debitore o dei suoi ausiliari costituisca violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico.


GIURISPRUDENZA

Credito - Istituti o enti di credito - Altre aziende di credito - Vigilanza e controllo - Intermediazione finanziaria - Ordinanza ingiunzione ex art. 145 del d.lgs. n. 385 del 1993, emessa nei confronti della società o dell'ente - Azione di regresso dell'ente pagatore verso la persona fisica autrice della violazione - Difese esperibili, in detto giudizio, dal coobligato - Contestazioni sul merito della responsabilità - Condizioni.
In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ex art. 145 del d.lgs. n. 385 del 1993, la persona fisica autrice materiale della violazione che sia convenuta in regresso, quale coobbligata solidale, dalla società o dall'ente che, destinatari dell'ingiunzione, abbiano provveduto al relativo pagamento senza proporre opposizione avverso la delibera irrogativa della stessa, può, in tale sede, sollevare contestazioni sulla sua responsabilità, all'uopo spiegando tutte le opportune difese, anche sul merito della sanzione medesima. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 06 Aprile 2017, n. 8919.


Trasporto ferroviario di persone – Responsabilità civile del vettore – Diritto del viaggiatore al risarcimento del danno derivatogli dal ritardo del treno – Limitazione al solo rimborso del costo del biglietto – Questione di legittimità costituzionale – Inammissibilità – Possibilità di una interpretazione conforme a Costituzione .
In materia di trasporto ferroviario, se, per un verso, il codice civile mostra di “recepire” il quadro normativo previgente di stampo pubblicistico, sotto altro e più rilevante profilo, esso introduce, con l’art. 1229, una previsione generale di nullità – relativa, dunque, anche al vettore – di qualsiasi limitazione pattizia della responsabilità per dolo o colpa grave. Questo parametro è di ausilio per “interpretare” le disposizioni limitative della responsabilità risarcitoria dell’ente ferroviario, in caso di ritardo, come riferite ai soli casi di culpa levis e per mantenere l’obbligo risarcitorio ordinario ai casi, invece, di dolo o colpa grave. Deve poi essere considerata la disciplina introdotta dal regolamento CE 23 ottobre 2007, n. 1371/2007 (Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario), espressamente richiamato dalle vigenti condizioni generali di trasporto: alla luce delle disposizioni dettate da tale regolamento (in particolare, agli artt. 15, 16, 17 e 18), emerge che, fatte salve le previsioni nazionali che assicurino un risarcimento anche per «danni diversi» (Allegato I, art. 32, comma 3), non vengono riconosciuti al trasportato, in caso di ritardo, diritti nella sostanza diversi o poziori rispetto a quelli previsti dalle condizioni generali di cui si è detto, con la conseguenza che il vettore nazionale non può ritenersi “comunitariamente” obbligato a prestazioni risarcitorie diverse da quelle previste (La Corte dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 11 del regio decreto-legge 11 ottobre 1934, n. 1948 - Nuovo testo delle condizioni e tariffe per il trasporto delle persone sulle ferrovie dello Stato -, convertito dalla legge 4 aprile 1935, n. 911, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Napoli). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 09 Luglio 2014, n. 194.


Omesso inserimento nell’elenco telefonico – Risarcimento – Limiti..
Nel caso di omesso inserimento di nominativo nell’elenco telefonico degli abbonati la società telefonica, in virtù della disposizione contenuta nell’art. 28, comma 2, delle condizioni generali di abbonamento, è tenuta unicamente alla corresponsione di una somma pari a quattro mensilità del canone di abbonamento corrisposto dal cliente, dovendosi escludere che tale omissione rientri nell’ambito di previsione di cui all’art. 1229 codice civile. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 23 Aprile 2008.