Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XXII
Della fideiussione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1937

Manifestazione della volontà
TESTO A FRONTE

I. La volontà di prestare fideiussione deve essere espressa.


GIURISPRUDENZA

Credito al consumo e contratto di finanziamento – Sottoscrizione del contratto in qualità di ‘coobbligato’ con l’obbligato principale – Inefficacia della relativa obbligazione in quanto non riferibile al soggetto finanziato – Nullità per difetto di causa – Inidoneità della dichiarazione di ‘coobbligazione’ a generare un’obbligazione fideiussoria.
La sottoscrizione in qualità di coobbligato di un contratto avente ad oggetto il finanziamento richiesto da un altro soggetto (obbligato principale e beneficiario) non produce alcun effetto. Il ‘coobbligato’ come tale non è in alcun modo vincolato verso il creditore, perché il contratto di finanziamento è nullo per difetto di causa nella parte che lo riguarda.

L’apparente impegno contrattuale del coobbligato non vale in sé neppure quale obbligazione fideiussoria, perché la volontà di costituirsi fideiussori dev’essere inequivocabile e non può fondarsi su una dichiarazione a contenuto generico. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 17 Dicembre 2020.


Titoli di credito - Cambiale (o pagherò) agraria - Riferimento allo scopo del prestito - Necessità - Conseguenze - Integrale recezione del negozio sottostante - Esclusione - Avallanti - Sottoposizione agli stessi obblighi derivanti all'obbligato principale del rapporto causale sottostante - Esclusione - Prescrizione dell'obbligazione cambiaria nel termine triennale ex art. 94, I comma, R.D. n. 1669/1933. - Avallo - Firma dell'avallante - Effetti - Operatività, nel rapporto tra avallante e avallato, dell'art. 1988 cod. civ. - Esclusione.
La cambiale agraria è equiparata ad ogni effetto di legge alla cambiale ordinaria (art. 43, 4 comma, T.U.B.), e l’azione cambiaria  si prescrive per il decorso di tre anni dalla scadenza del titolo (art. 94, 1 comma, R.D. n. 1669/1933, applicabile anche all’avallante ai sensi dell’art. 37, 1 comma, stesso testo, secondo il quale l’avallante è obbligato nello stesso modo di colui per il quale l’avallo è stato dato); sicché la banca opposta non può agire nei confronti dell’opponente avallante con l’azione causale, esperibile solo nei confronti del debitore principale.

Nella cambiale agraria, come in quella ordinaria, il debito dell’avallante accede a quello cambiario garantito, non a quello causale sottostante, sicché è da escludere che l’avallante sia tenuto agli stessi obblighi cui è soggetto il debitore principale in base al contratto garantito dal titolo (cfr. Cass. n. 22546 del 20/10/06; Cass. n. 4349 del 16/05/97; Cass. n. 4925 del 28/05/1996), in quanto la promessa di pagamento insita nella sottoscrizione della cambiale sussiste esclusivamente nei rapporti tra emittente e prenditore o fra girante ed il suo immediato giratario, onde solo nell’ambito di tali rapporti opera l'inversione dell’onere della prova di cui all'art. 1988 cod.civ., non già tra avallante e avallato (cfr. Cass. n. 22186 del 20/10/2014);

Nei rapporti tra avallante e avallato, ove quest’ultimo agisca sulla base del solo rapporto causale sottostante, va dimostrato che l’avallante si è obbligato anche in qualità di fideiussore a mezzo di un’esplicita dichiarazione di volontà ai sensi dell’art. 1937 cod.civ. (in tal senso Cass. n. 8971 del 11/09/97). (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 30 Novembre 2020.


Fideiussione – Forma – Difetto sottoscrizione creditore – Irrilevanza

Fideiussione – Schema ABI – Nullità parziale – Condizioni
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Il contratto di fideiussione non richiede l’accettazione espressa del creditore atteso che l'obbligazione fideiussoria sorge per effetto della proposta del fideiussore non rifiutata dall’oblato-creditore. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

L’inserimento nel contratto di fideiussione stipulato in favore di una banca, in conformità allo schema di contratto predisposto dall’ABI nel 2003, secondo un modello che la Banca d’Italia, con provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005, aveva ritenuto essere contrastante con il divieto di intese anticoncorrenziali, in un’ottica di conservazione del contratto può determinare unicamente la nullità parziale della fideiussione limitatamente alle relative clausole (articoli 2-6-8 dello schema contrattuale predisposto dall’ABI), sempre che il fideiussore abbia  dato la prova che dette intese siano confluite nel contratto in questione e della lesione della sua liberta contrattuale. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 03 Maggio 2019.


Fideiussione - Indicazione dell’importo massimo garantito - Applicazione alle sole fideiussioni rilasciate a favore di banche o società finanziarie - Esclusione

Fideiussione - Indicazione dell’importo massimo garantito - Applicazione del principio di cui all’articolo 1938 c.c. alla lettera di patronage - Revoca di provvedimento di ingiunzione emessa da giudice olandese
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La circostanza che la previsione della nullità delle fideiussioni omnibus sia stata introdotta nel codice civile da una legge intitolata "Norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari" non é di per sé sufficiente a ritenere che l'art. 1938 c.c. si applichi solo alle fideiussioni rilasciate a favore di banche o società finanziarie, in quanto né la lettera della legge, né la sua ratio, consentono di limitare a tali fattispecie l’applicazione della norma citata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Alla lettera di patronage è applicabile il principio dettato dall'articolo 1938 c.c., cosi come modificato dalla legge n. 154 del 1992, che prevede la necessaria indicazione nel documento del limite massimo garantito per le obbligazioni future. La Suprema Corte al riguardo ha, infatti, precisato che la disposizione dell'art. 1938 c.c. nel testo novellato (dalla legge 1992 n. 154), pur essendo inserita nella disciplina tipica dell'istituto della fideiussione, introduce un principio generale di garanzia di ordine pubblico economico suscettibile di valenza generale anche per le garanzie personali atipiche nelle quali vanno ricomprese quelle di patronage. (Nel caso di specie, la Corte ha revocato la già concessa esecutività in Italia di un provvedimento sommario - “kort geding”, pronunciato da un giudice olandese - di condanna di una società italiana al pagamento di una somma di denaro a una società olandese poi fallita, in virtù di una garanzia per debiti futuri di una società controllante, non recante l’ammontare massimo garantito. La Corte ha ritenuto che il riconoscimento in Italia dell’esecutività di detto provvedimento è inammissibile, in ragione della contrarietà delle statuizioni in esso contenute all’ordine pubblico, ai sensi degli artt. 34, co. 1, n. 1 e 45, Reg. n. 44/01, in relazione al principio desumibile dall’art. 1938 cod. civ., le cui disposizioni sono, appunto, espressione di un principio di ordine pubblico economico, valevole per tutte le garanzie personali). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Bari, 06 Ottobre 2014.