Art. 316-bis

Concorso nel mantenimento (1).
TESTO A FRONTE

I. I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.

II. In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l'inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell'obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all'altro genitore o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l'istruzione e l'educazione della prole.

III. Il decreto, notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica.

IV. L'opposizione è regolata dalle norme relative all'opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili.

V. Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento.



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(1) Articolo inserito dall'art. 40, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, con effetto dal 7 febbraio 2014.

GIURISPRUDENZA

Famiglia - Matrimonio - Diritti e doveri dei coniugi - Assistenza morale e materiale e collaborazione Separazione personale - Spese sostenute dai coniugi per i bisogni della famiglia nel corso del matrimonio - Diritto al rimborso - Esclusione - Fattispecie.
Poichè durante il matrimonio ciascun coniuge è tenuto a contribuire alle esigenze della famiglia in misura proporzionale alle proprie sostanze, secondo quanto previsto dagli artt. 143 e 316 bis, primo comma, c.c., a seguito della separazione non sussiste il diritto al rimborso di un coniuge nei confronti dell'altro per le spese sostenute in modo indifferenziato per i bisogni della famiglia durante il matrimonio. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di merito che aveva dichiarato la compensazione tra quanto versato dall'attore per la Tarsu relativa all'immobile assegnato alla moglie in sede di separazione, con il credito vantato da quest'ultima a titolo di rimborso delle spese per le utenze domestiche sostenute durante il matrimonio). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Maggio 2018, n. 10927.


Separazione dei coniugi – Diritto al rimborso delle spese domestiche sostenute dal coniuge ante separazione – Non sussiste.
Nel periodo di convivenza matrimoniale, entrambi i coniugi contribuiscono alle esigenze della famiglia in una misura che verosimilmente corrisponde alle possibilità di ciascuno. Con riguardo alle spese per le utenze domestiche nella fase precedente alla separazione, non sussiste il diritto al rimborso delle spese sostenute da un coniuge nei confronti dell’altro coniuge, in quanto effettuate per i bisogni della famiglia e riconducibili alla logica della solidarietà coniugale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07 Maggio 2018, n. 10927.


Ingiunzione di pagamento ex art. 316-bis c.c. – Impugnabilità – Sussiste – Con reclamo cautelare – Esclusione.
La nuova previsione normativa, contenuta nell’art. 316 bis cod. civ. – dove è confluito il precedente art. 148 cod. civ. – prevede avverso il decreto del Presidente del Tribunale possa essere psoposto ricorso in forma di opposizione e non di reclamo e prevede anche cge “l’opposizione è regolata dalle norme relative all’opposizione al decreto di ingiunzione” con la sola differenza, rispetto alla procedura monitoria, che il termine per proporre opposizione non è di 40 giorni ma di 20 giorni. Tale normativa ha introdotto uno speciale rimedio avverso il provvedimento presidenziale in punto mantenimento, speciale rimedio che esclude pertanto l’applicabilità degli artt. 669 bis e ss. c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 23 Luglio 2014.


Responsabilità genitoriale - Illecito endofamiliare - Abbandono del figlio - Danno patrimoniale da perdita di occasioni di vita migliore - Mancata corresponsione del contributo di mantenimento.
La mancata corresponsione del contributo di mantenimento del figlio alla madre, in assenza di postulati e comprovati pregiudizi economici ulteriori rispetto alla sola omissione, non consente al figlio di attivare la tutela risarcitoria atipica prevista dall’art. 2043 c.c. Nella prima fase di vita e sino alla maggiore età del figlio, l’unico soggetto legittimato ad agire giudizialmente per ottenere il pagamento del contributo è la madre tramite lo strumento tipico del sistema penale e civile. (Irene Crea) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05 Giugno 2014.


Mantenimento dei figli – Concorso degli ascendenti – Sussidiarietà – Sussiste – Mantenimento del genitore – Omissione volontaria – Concorso degli ascendenti – Sussiste .
Ai sensi dell’art. 316-bis c.c., l’obbligo di concorso degli ascendenti, nel mantenimento dei nipoti, deve ritenersi sussistente non solo nei casi di impossibilità oggettiva di provvedere al mantenimento della prole da parte dei genitori, ma anche in quello di omissione volontaria da parte di entrambi o di uno solo di essi, laddove l’altro non sia in grado di provvedervi da solo, posto che lo scopo della norma è quello di salvaguardare con la necessaria celerità e in modo assoluto i minori. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 13 Maggio 2014.