LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO I
Del procedimento d'ingiunzione

Art. 642

Esecuzione provvisoria
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa, o su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato, il giudice, su istanza del ricorrente, ingiunge al debitore di pagare o consegnare senza dilazione, autorizzando in mancanza l'esecuzione provvisoria del decreto e fissando il termine ai soli effetti dell'opposizione.

II. L'esecuzione provvisoria può essere concessa anche se vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo, ovvero se il ricorrente produce documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere; (1) il giudice può imporre al ricorrente una cauzione.

III. In tali casi il giudice può anche autorizzare l'esecuzione senza l'osservanza del termine di cui all'articolo 482.



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(1) Le parole da «ovvero» a «valere;» sono state inserite e la parola «ma» che figurava prima delle parole «il giudice», è stata soppressa dalla l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal 1 marzo 2006.

GIURISPRUDENZA

Nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust - Competenza - Sezione specializzata in materia di impresa.
La competenza a decidere in ordine alla eccezione di nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust (cfr. provv. Banca d’Italia n. 55 del 2 maggio 2005; Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2017, n. 29810. Est. Genovese) appartiene alla sezione specializzata in materia di impresa.

[Nel caso in esame, l’eccezione di nullità della fideiussione è stata sollevata nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ove, il giudice dell’opposizione ha rigettato l’istanza di sospensione della provvisoria esecuzione ex art. 642 c.p.c.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Brescia, 02 Ottobre 2018.


Sospensione decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo – Ricorrenza di gravi motivi attinenti al periculum ovvero alla presumibile fondatezza dell’opposizione

Fideiussione – Clausole nulle per violazione della normativa sulla libera concorrenza – Gravi motivi per la sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo – Sussistenza
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Il presupposto per l’emanazione del provvedimento di sospensione dell’esecuzione del decreto ingiuntivo opposto è costituito dalla ricorrenza di gravi motivi attinenti al periculum, ove si ritenga che l’esecuzione forzata possa danneggiare in modo grave il debitore senza garanzia di risarcimento in caso di accoglimento dell’opposizione, o alla presumibile fondatezza dell’opposizione sia per la legittimità dell’ingiunzione, avuto riguardo alle regole di rito per la fase monitoria, sia per l’incidenza modificativa-estintiva sulla pretesa di circostanze sopravvenute alla concessione della provvisoria esecuzione.

La sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo non può basarsi unicamente sull’insussistenza dei presupposti previsti dall’art. 642 c.p.c. per la concessione del beneficio dovendo i gravi motivi richiesti ex art. 649 c.p.c. essere connessi all’ipotizzabile caducazione del titolo al quale si è conferita esecutorietà provvisoria.

La questione della nullità della fideiussione alla luce della pronuncia della Corte di Cassazione n. 29810/2017 in tema di violazione della normativa antitrust - considerato che nella giurisprudenza di merito si registra orientamento che ritiene nulla la fideiussione omnibus e non già le singole clausole - si profila meritevole di approfondito esame e valutazione ed integra i gravi motivi di cui all’art. 649 c.p.c. per la sospensione della provvisoria esecuzione. (Marta Sbaffo) (riproduzione riservata)
Tribunale Fermo, 24 Settembre 2018.


Opposizione allo stato passivo - Decreto ingiuntivo non munito di esecutorietà ex art. 647 c.p.c. prima del fallimento - Opponibilità alla procedura - Esclusione - Violazione dell'art. 1, protocollo n. 1, CEDU - Esclusione - Ragioni - Fattispecie.
Non è opponibile alla procedura fallimentare il decreto ingiuntivo non munito, prima della dichiarazione di fallimento, di esecutorietà ex art. 647 c.p.c., poiché, secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, solo in virtù della dichiarazione giudiziale di esecutorietà il decreto passa in giudicato, non rilevando l'avvenuta concessione della provvisoria esecutorietà ex art. 642 c.p.c. o la mancata tempestiva opposizione alla data della dichiarazione di fallimento; né ciò viola l'art. 1, protocollo n. 1, della CEDU (che tutela sia i "beni" che i valori patrimoniali, compresi i crediti) poiché l'aspettativa dell'ingiungente di tutela del diritto di credito in via privilegiata non ha base legale di diritto interno alla luce della suddetta consolidata giurisprudenza. (Nella specie, l'ingiungente aveva proposto opposizione all'ammissione del proprio credito in chirografo allegando l'aspettativa di tutela indotta dall'opponibilità al debitore del decreto ingiuntivo e dal riconoscimento della prelazione ipotecaria). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Settembre 2018, n. 21583.


Fallimento – Passività fallimentari – Formazione dello stato passivo – Opposizione a decreto ingiuntivo – Opposizione dal debitore poi fallito – Condizioni per l’opponibilità alla massa fallimentare.
Il decreto ingiuntivo che sia stato opposto dal debitore poi fallito è opponibile alla massa fallimentare, a condizione che sia stata pronunciata sentenza di rigetto dell'opposizione ovvero ordinanza di estinzione, divenute non più impugnabili - per decorso del relativo termine - prima della dichiarazione di fallimento, restando irrilevante che con i detti provvedimenti sia stata dichiarata l'esecutorietà del decreto monitorio, ex art. 653 c.p.c., ovvero sia stato pronunciato, prima dell'apertura del concorso tra i creditori, il decreto di esecutività di cui all'art. 654 c.p.c. (Cassa con rinvio, TRIBUNALE TREVISO, 22/05/2013). (Antonella Lillo) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Aprile 2018, n. 9933.


Fallimento - Stato passivo - Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo - Dichiarazione di fallimento dell'ingiunto in pendenza del giudizio di opposizione - Opponibilità alla curatela del decreto - Esclusione - Fondamento.
Nel caso in cui la dichiarazione di fallimento del debitore sopravvenga nelle more dell'opposizione da lui proposta contro il decreto ingiuntivo, il curatore non è tenuto a riassumere il giudizio, poiché il provvedimento monitorio, quand'anche provvisoriamente esecutivo, non è equiparabile ad una sentenza non ancora passata in giudicato, che viene emessa nel contraddittorio delle parti, ed è, come tale, totalmente privo di efficacia nei confronti del fallimento. Cassazione civile, sez. VI, 10 Ottobre 2017, n. 23679.


Fallimento - Accertamento del passivo - Formazione dello stato passivo - Decreto ingiuntivo non ancora definitivo al momento del fallimento dell'ingiunto - Inopponibilità nei confronti della procedura - Pagamento eseguito dal debitore poi fallito in forza del decreto provvisoriamente esecutivo prima del fallimento - Ripetibilità a titolo di indebito oggettivo - Esclusione - Azione revocatoria - Ammissibilità.
Ancorché la dichiarazione di fallimento (o del provvedimento di messa in l.c.a.), intervenuta nelle more del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo emesso a carico del debitore fallito, determini l'inopponibilità alla massa dell'ingiunzione e l'improcedibilità del giudizio di opposizione, il curatore fallimentare (o il commissario della l.c.a.) non ha diritto di ripetere dal creditore la somma da questo incassata a seguito del pagamento eseguito dal debitore ingiunto, prima del fallimento, per effetto del titolo giudiziale provvisoriamente esecutivo, potendo solo, eventualmente, proporre azione revocatoria dell'atto solutorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Aprile 2016, n. 6918.


Eccezione di improcedibilità della domanda palesemente infondata – Carattere dilatorio della stessa – Sua rilevanza ai fini dell’art. 642, comma 2, c.p.c come richiamato dall’art. 186 ter c.p.c. – Sussistenza.
La palese infondatezza della eccezione di improcedibilità della domanda, per mancato espletamento del procedura di negoziazione assistita, rivela un intento dilatorio della parte che l’ha sollevata ed è quindi sufficientemente indicativa della sussistenza del presupposto del grave pregiudizio nel ritardo di cui all’art. 642, comma 2, c.p.c. come richiamato dall’art. 186 ter, secondo comma, c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 26 Novembre 2015.


Fallimento - Accertamento del passivo - Decreto ingiuntivo opposto provvisoriamente esecutivo - Efficacia nei confronti del fallimento - Esclusione.
Nel caso in cui la dichiarazione di fallimento del debitore sopravvenga nelle more dell'opposizione da lui proposta contro il decreto ingiuntivo, il curatore non è tenuto a riassumere il giudizio, poiché il provvedimento monitorio, quand'anche provvisoriamente esecutivo, non è equiparabile ad una sentenza non ancora passata in giudicato, che viene emessa del contraddittorio delle parti, che, come tale, è, pertanto, totalmente priva di efficacia nei confronti del fallimento, al pari dell'ipoteca giudiziale iscritta in ragione della sua provvisoria esecutività. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Luglio 2015.


Conto corrente – Mutuo – Interessi debitori capitalizzati – Tasso di mora – Provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo.
Non deve essere concessa la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo per l’intera somma richiesta qualora dalla documentazione in atti emerga la possibilità che, sul conto corrente oggetto di pretesa monitoria, siano state addebitate delle rate di mutuo in costanza di saldo passivo del conto corrente medesimo. Tali rate, infatti, risulterebbero gravate da interesssi debitori (: tasso di interesse di extrafido del conto corrente e commissione di massimo scoperto)  illegittimamente capitalizzati e, per di più, non necessariamente in linea con il tasso di mora pattuito, con inevitabili conseguenze sulla misura del saldo debitorio preteso. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Giugno 2015.


Conto corrente bancario - Procedimento di ingiunzione - Giudizio di opposizione - Produzione di perizia econometrica - Gravi motivi ex art. 649 c.p.c. che giustificano la sospensione della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione concessa ex art. 642 c.p.c...
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell'art. 649 c.p.c. le specifiche contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di usura ed anatocismo, con illegittima capitalizzazione degli interessi ed indeterminatezza degli stessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c), qualora supportate da conteggi contenuti in una perizia econometrica di parte. (Domenico Beraldi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 14 Aprile 2015.


Procedimento di ingiunzione - Esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo - Sospensione - Revoca - Esclusione - Competenza del giudice istruttore dell'opposizione

Procedimento di ingiunzione - Esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo - Sospensione - Gravi motivi - Periculum - Probabile fondatezza dell'opposizione - Valutazione della legittimità della concessione del decreto e della provvisoria esecutività - Ammissibilità
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Secondo l’orientamento della Cassazione, meritevole di essere condiviso, l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo disposta ai sensi dell’art. 642 c.p.c. può essere oggetto di sospensione e non di revoca, e unico funzionalmente competente a emanare il relativo provvedimento a mente dell’art. 649 c.p.c. è il giudice istruttore della causa di opposizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

I “gravi motivi” possano attenere non soltanto al periculum, qualora si ritenga che l’esecuzione forzata del decreto ingiuntivo opposto possa danneggiare in modo grave il debitore, senza garanzia di risarcimento, in caso di accoglimento dell’opposizione ma anche, a prescindere dalla sussistenza di tale presupposto, alla probabile fondatezza dell’opposizione e finanche alla legittimità della concessione del decreto o della provvisoria esecutività dello stesso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 07 Luglio 2014.


Fallimento - Accertamento del passivo - Formazione dello stato passivo - Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo - Dichiarazione di fallimento dell'ingiunto in pendenza del giudizio di opposizione - Opponibilità alla curatela del decreto e dell'ipoteca giudiziale - Esclusione - Fondamento.
Nel caso in cui la dichiarazione di fallimento del debitore sopravvenga nelle more dell'opposizione da lui proposta contro il decreto ingiuntivo, il curatore non è tenuto a riassumere il giudizio, poiché il provvedimento monitorio, quand'anche provvisoriamente esecutivo, non è equiparabile ad una sentenza non ancora passata in giudicato, che viene emessa nel contraddittorio delle parti, ed è, come tale, totalmente privo di efficacia nei confronti del fallimento, al pari dell'ipoteca giudiziale iscritta in ragione della sua provvisoria esecutività. Né può trovare applicazione l'art. 653 cod. proc. civ., norma che si giustifica unicamente nell'ambito di un procedimento monitorio ormai divenuto inefficace. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 27 Maggio 2014.


Conto corrente bancario – Procedimento di ingiunzione – Giudizio di opposizione – Gravi motivi ex art. 649 c.p.c. che giustificano la sospensione della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione concessa ex art. 642 c.p.c...
A fronte della contestazione del credito, oggetto di ingiunzione, in base ad un atto di opposizione cui è stata allegata una relazione contabile di parte e quindi eccepita, sia la violazione di normativa imperativa per applicazione di tassi di interessi usurari, che l’illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi (in fattispecie in cui l’inizio dei rapporti bancari risale a periodo antecedente rispetto alla delibera CICR 09/02/2000, sicché si dovrà verificare l’eventuale adeguamento da parte della Banca alla disciplina introdotta da tale delibera), sussistono gravi motivi, ai fini della sospensione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, ex art. 649 c.p.c.. (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 28 Gennaio 2014.


Conto corrente bancario – Prova – Procedimento di ingiunzione – Giudizio di opposizione – Prova del credito della banca – Gravi motivi ex art. 649 c.p.c. che giustificano la sospensione della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione concesse ex art. 642 c.p.c. – Relazione contabile di parte opponente..
L'eccezione di illegittima applicazione di interessi anatocistici o di tasso usurario può in determinate circostanze giustificare la sospensione, ai sensi dell'articolo 649 c.p.c., della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto. (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa Carrara, 19 Giugno 2013.


Provvisoria esecutività concessa con il decreto ingiuntivo – Richiesta di sospensione – Art. 649 c.p.c. – Nullità della  clausola ex art. 642 c.p.c. per erroneo avvertimento all’ingiunto dei tempi dell’esecuzione – Sussiste..
E’ nulla la clausola della provvisoria esecutività, apposta ex art. 642 c.p.c. al decreto ingiuntivo, dove il provvedimento contenga l’avvertimento agli ingiunti della facoltà per il creditore di procedere ad esecuzione coattiva solo in caso di mancata opposizione nel termine di quaranta giorni dalla notifica: lo scopo dell’avvertimento al debitore prescritto dall’art. 641 c.p.c., infatti, è quello di consentire all’ingiunto - che riceve personalmente la notifica del provvedimento monitorio - di esercitare in maniera consapevole le proprie prerogative difensive, sicché l’ingenerazione, in quest’ultimo, di un errore sui tempi dell’esecuzione forzata e sulla subordinazione di quest’ultima alla mancata opposizione nel termine di legge deve considerarsi causa di nullità per mancato raggiungimento dello scopo (art. 156 c.p.c.), anche in analogia con quanto stabilito dall’art. 164 c.p.c. per il caso di mancato avvertimento al destinatario dell’atto di citazione delle decadenze in cui può incorrere in caso di mancata tempestiva costituzione. La verosimile nullità della clausola ex art. 642 c.p.c. - almeno a livello di delibazione sommaria - permette di ritenere sussistenti i gravi motivi richiesti dall’art. 649 c.p.c. per la sospensione della provvisoria esecutività concessa dal giudice del monitorio, in conformità a quell’orientamento giurisprudenziale che dà rilievo, ai fini della delibazione sulle istanze di cui agli artt. 648 e 649 c.p.c. anche alle irregolarità procedurali rinvenibili nella fase monitoria (Cass., Sez. Lav., 8 febbraio 1992, n. 1410), che pure non precludono, nel giudizio a cognizione piena, l’esame della pretesa creditoria sottesa al ricorso per ingiunzione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 20 Settembre 2011.