Massimario di Diritto Bancario


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Responsabilità della Banca, apocrifia della firma di un ordine di bonifico ed onere della prova. Procedimento civile – Disconoscimento nell’atto di citazione – Onere della prova apocrifia grava sull’attore – Inversione onere della prova per il caso di responsabilità contrattuale – Insussistenza.
A prescindere dal fatto che l’invocata responsabilità della Banca sia di natura contrattuale, qualora una parte agisca in via principale per fare accertare la non autenticità di una firma in calce ad un ordine di bonifico troveranno applicazione le ordinarie regole probatorie ex art. 2697 c.c. senza alcuna inversione dell’onere della prova (Cfr. Cass., Sez. III, 23 luglio 2014, n. 16777; Cass., Sez. I, 18 gennaio 2008, n. 974). (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Appello Milano, 11/06/2018.


Fallimento - Anteriorità o posteriorità di operazione bancaria - Bonifico o bancogiro - Data contabile.
Nei casi di versamento mediante bonifico o bancogiro, il quale consiste nell'accreditamento di una somma di denaro da parte di una banca a favore del correntista beneficiario e nel contemporaneo addebitamento della stessa somma sul conto del soggetto che ne ha fatto richiesta, al fine di verificare l'anteriorità o la posteriorità dell'operazione bancaria rispetto alla dichiarazione di fallimento del beneficiario stesso (o come in questo caso della domanda di concordato), è rilevante la cosiddetta "data contabile" e cioè quella in cui è avvenuta l'annotazione dell'accredito sul conto (Cass. 24 marzo 2000, n. 3519). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20/12/2017.


Prova dell’apocrifia della firma di un ordine di bonifico. Procedimento civile – Disconoscimento nell’atto di citazione – Onere della prova apocrifia grava sull’attore – Conseguenze.
Il disconoscimento della firma di un ordine di bonifico posto in essere nell’atto di citazione, integra una domanda diretta volta ad accertare la non autenticità della firma del documento prodotto dall’attrice, sulla quale grava il relativo onere probatorio secondo le ordinarie regole ex art. 2697 cod. civ. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14/07/2016.


Imputabilità all’intermediario del ritardo nell’esecuzione del bonifico. Bonifico – Esecuzione – Ritardo – Imputabilità all’intermediario.
Il ritardo nell’esecuzione del bonifico è imputabile all’intermediario se l’ordinante, pur non avendo utilizzato la dizione «valuta compensata», ha chiaramente indicato che il bonifico doveva avere identità di valuta ordinante/beneficiario. Non si può infatti pretendere che l’espressione «valuta compensata» sia linguaggio conosciuto dal cliente della Banca. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08/04/2015.


Utilizzo non autorizzato di c/c on line. Sistemi avanzati di protezione e «non responsabilità» della banca. Carta di credito con sistema di sicurezza «a due fattori» - Disconoscimento di un’operazione di addebito - Presunzione di colpa grave del cliente. .
La circostanza che l’operazione sia stata compiuta nonostante la presenza di un sistema di sicurezza di autenticazione a due fattori è un indice per sé sufficiente a indicare la mancanza di diligenza del cliente nella gestione degli strumenti atti a preservare la sicurezza delle operazioni da compiersi on line. Invero, l’adozione di adeguati dispositivi da parte dell’intermediario soddisfa l’onere di diligenza esigibile dal bonus argentarius e riversa pertanto sull’utente l’onere di somministrare la prova dell’asserita clonazione. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci e Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19/04/2013.


Bonifico relativo fatture detraibili ai sensi della legge n. 296/2006, incompleta indicazione della causale e responsabilità concorrente della banca. Conto corrente - Bonifico - Mancato rispetto delle forme imposte dalla legge n. 296/2006 - Responsabilità della banca..
Nel caso in cui il cliente chieda alla banca di effettuare un bonifico depositando fatture riferite alla legge n. 296/2006, ma senza indicare nella causale che trattasi di bonifico idoneo a conseguire i benefici di cui alla legge medesima, la banca è responsabile in concorrenza (pari al 50%) della perdita subita dal cliente, allorchè non effettui il bonifico nelle forme idonee a ottenere le detrazioni previste dalla legge n. 296/2006. (Alessandro Botti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 31/10/2012.


Home banking, rispetto da parte del cliente delle norme di sicurezza e obbligo della banca di adottare misure atte ad impedire intrusioni indebite. Conto corrente - Servizio di home banking - Intrusioni indebite da parte di terzi - Necessarie cautele da parte del cliente - Mancata dimostrazione da parte della banca di aver adottato misure di sicurezza adeguate - Negligenza - Sussistenza..
Nell'ambito del servizio di home banking, il rispetto da parte del cliente delle norme di sicurezza sulla custodia delle credenziali per accedere al servizio è condizione necessaria ma non sufficiente per escludere la possibilità di intrusioni indebite da parte di terzi, intrusioni che possono essere causate da un insufficiente grado di protezione del servizio offerto dalla banca, a prescindere da comportamenti negligenti del cliente. In base a tale principio, la banca deve essere condannata alla rifusione delle somme sottratte al cliente in seguito ad una illecita intrusione nel servizio qualora la banca stessa non dimostri che il cliente abbia violato le norme di custodia delle credenziali di accesso e non offra dimostrazione di aver adottato adeguati accorgimenti tecnici volti a tutelare la sicurezza del correntista o particolari cautele doverose in presenza di un ordine di bonifico con caratteristiche insolite rispetto alla normale operatività del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 03/09/2012.


Tardiva disponibilità del bonifico e violazione dell’art. 23 comma 2 d.lgs. n. 11/2010. Servizi di pagamento – Bonifico – Data contabile di accredito – Necessaria coincidenza con la data di regolamento del bonifico – Non sufficienza di accredito in tarda serata, dopo la fine della «giornata lavorativa»..
Posta la norma dell’art. 23 comma 2 d.lgs. n. 11/2010, non può dirsi corretto il comportamento della banca che provvede a rendere disponibile al beneficiario l’importo del bonifico solo in tarda serata (nella specie, tra le 21.30 e le 22.45), comunque dopo la «fine della giornata lavorativa» (:ordinario orario lavorativo) del giorno in cui in cui l’operazione è stata regolata. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 14/10/2011.


Revoca di bonifico, responsabilità della banca indicataria e dovere di correttezza e buona fede. Adempimento di obbligazioni pecuniarie - Bonifico bancario - Rapporto tra la banca del debitore e quella del creditore - Distinzione tra soggetto indicatario di pagamento e delegato alla riscossione.

Esecuzione di pagamento tramite bonifico bancario - Dovere della banca destinataria di comportarsi secondo correttezza e buona fede - Revoca dell'ordine di pagamento - Dovere della banca di attivarsi con il cliente al fine di ottenere informazioni - Dovere di impedire l'erogazione di somme palesemente non dovute - Excepio doli..
In tema di adempimento delle obbligazioni pecuniarie mediante bonifico bancario, qualora l’ordine di bonifico sia eseguito con il sistema di remote banking e nessun incarico di effettuazione del pagamento sia stato conferito dalla banca presso la quale il debitore è correntista alla banca del creditore, quest’ultima opera in qualità di intermediario o indicatario di pagamento ai sensi dell’art. 1188 cod. civ., in buona sostanza di soggetto delegato alla riscossione da parte del creditore, e perciò in rapporto soltanto con quest’ultimo. (Tiziana Montagno) (riproduzione riservata)

La banca destinataria di un ordine di pagamento impartito da altro istituto bancario su un conto corrente acceso presso di essa è tenuta a comportarsi in conformità ai fondamentali principi di correttezza e buona fede, con la conseguenza che, pur non essendo la banca tenuta a vagliare nel merito il contenuto di ogni singola operazione economica, a fronte di circostanze del tutto peculiari che possano legittimamente giustificare apprezzabili dubbi sulla legittimità dell'operazione richiesta, non può limitarsi ad un esame meramente formale della situazione, mediante il solo controllo della correttezza delle coordinate indicate nell'ordine di bonifico. Essa è, infatti, tenuta a fornire al soggetto con cui entra in contatto e che eventualmente richieda la revoca dell'ordine di pagamento già inoltrato, ogni possibile collaborazione, ovviamente nel rispetto dei limiti imposti dal rapporto contrattuale con il proprio correntista e ad attivarsi nei confronti di questi al fine di ottenere tutte le informazioni necessarie atte ad impedire l'eventuale erogazione in suo favore di somme palesemente non dovute, riservandosi, se del caso, la facoltà di paralizzare l'accredito mediante l'esercizio della excepio doli, astenendosi perciò dal fornire collaborazione nell'esecuzione di attività illecite o scorrette. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 15/07/2010.