Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 179 ∙ (Mancata approvazione del concordato)


Mutamento delle condizioni di fattibilità
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Mutamento delle condizioni di fattibilità

Concordato preventivo – Modifiche di cui al DL 83 del 2015 – Sindacato del tribunale – Fattibilità economica – Sussistenza
A seguito dell’introduzione, nel concordato liquidatorio, della percentuale minima di pagamento del venti per cento dell’ammontare complessivo dei creditori chirografari (art. 160, comma 4, legge fall.) e, con riferimento a tutti i tipi di concordato, dell’obbligo di assicurare un’utilità specifica ed economicamente valutabile (art. 161, comma 2, lett. e), la valutazione del giudice in ordine alla fattibilità del concordato preventivo  non è più limitata alla verifica della incompatibilità del piano con norme inderogabili (cd. fattibilità giuridica) od alla assoluta e manifesta inettitudine dello stesso a raggiungere gli obiettivi prefissati (cd. fattibilità economica); con le modifiche di cui al decreto legge n. 83 del 2015, sono stati, infatti, attribuiti al tribunale più penetranti poteri di indagine tra i quali, quello di verificare la fattibilità tout court del piano valutando tutti gli elementi a disposizione, senza alcun vincolo che non sia quello del canone del prudente apprezzamento di cui all’art. 116 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 26 Aprile 2017.


Concordato preventivo - Espressione del voto - Principio di non modificabilità del voto precedentemente espresso - Possibilità di esprimere un voto favorevole successivamente all’adunanza - Eccezioni
La modifica apportata dalla legge 6 agosto 2015 n. 132 all’art. 178, comma 4, legge fall. da una parte comporta l’impossibilità di computare le adesioni al concordato di coloro che hanno modificato il voto negativo dato precedentemente e, dall’altra parte, consente di esprimere per la prima volta un voto sfavorevole dopo la chiusura del verbale relativo all’adunanza dei creditori.

In tal modo, è stato introdotto il principio della non modificabilità del voto, il quale subisce come unica eccezione quella conseguente all’applicazione dell’articolo 179, comma 2, legge fall. (così come modificato dalla novella del 2012) per l’ipotesi che nel lasso di tempo che va dall’approvazione del concordato all’omologa vengano a mutare le condizioni di fattibilità del piano e quindi di adempimento della proposta, mutamento a fronte del quale il commissario giudiziale ha l’onere di avvisare i creditori, i quali hanno la possibilità di modificare il voto precedentemente espresso costituendosi nel giudizio di omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 04 Novembre 2016.


Concordato preventivo - Approvazione - Mutamento delle condizioni di fattibilità - Facoltà del creditore di modificare il proprio voto
La nuova formulazione dell'art. 179, comma 2, l.f. porta ad escludere l'esigenza di procedere a nuove votazioni ma affida alla responsabilità ed alla volizione di ciascun creditore la decisione se modificare o meno il proprio voto. Si tratta di un diritto personale ed individuale, non surrogabile, che non può consentire a chi aveva già votato in senso negativo (così mostrando in realtà di ritenere irrilevante il fatto sopravvenuto) di imporre agli altri votanti la propria volontà. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Mutamento delle condizioni di fattibilità del piano - Avviso ai creditori ex articolo 179, comma 2, L.F. - Applicazione anche nel caso di modificazioni migliorative della proposta.
Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., secondo il quale "Quando il commissario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne da avviso al creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto." introduce la possibilità di esaminare e sottoporre ai creditori non solo modifiche peggiorative, ma anche migliorative. Deve, pertanto, considerarsi corretto il comportamento del commissario giudiziale che abbia ritenuto di sottoporre eventuali miglioramenti alla proposta ai creditori dissenzienti, per consentire loro di rimeditare la scelta di voto in funzione delle migliorie introdotte al piano, ovvero alle sue condizioni di fattibilità, come la citata norma testualmente recita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Mutamento delle condizioni di fattibilità del piano - Previsione del secondo comma dell'articolo 179 L.F. - Informazione al tribunale del mutamento delle condizioni - Esclusione - Interpretazione della disposizione - Effetti.
Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., secondo il quale "Quando il commissario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne da avviso al creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto." esclude che il tribunale debba avere notizia dell'eventuale mutamento delle condizioni di fattibilità del piano, il che lascia implicitamente intendere che l'organo giudiziario di tali aspetti non debba occuparsene nemmeno in precedenza, solo così potendosi giustificare la sua indifferenza rispetto al mutamento di dati altrimenti potenzialmente rilevanti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Modifiche di carattere migliorativo alla proposta - Nuova attestazione - Necessità - Esclusione.
Qualora alla proposta di concordato vengano apportate modifiche di carattere migliorativo, in tal senso valutate dal commissario giudiziale, non è necessario produrre una seconda relazione di attestazione ex articolo 161, comma 3, ultima parte L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - Indipendenza dell’attestatore - Previsione di sua autonoma responsabilità penale - Accentuazione dell'aspetto contrattualistico.
L'aspetto contrattualistico del concordato preventivo appare accentuato dalle modifiche apportate dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, la quale ha ribadito l’indipendenza dell’attestatore anche con la previsione di una sua autonoma responsabilità penale (articolo 236 bis), ed ha modificato l'articolo 179, con la previsione, al secondo comma, di un nuovo voto dei creditori nell'ipotesi in cui, tra l'approvazione e l'omologa del concordato, vengano a mutare le condizioni di fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 26 Ottobre 2012.