Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-ter ∙ (Transazione fiscale)


Pagamento parziale di Iva e ritenute: divieto
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Dopo la l. 11 dicembre 2016, n. 232
Falcidia Iva e ritenute
Proposta contestuale al deposito della domanda di concordatoPagamento dilazionato di crediti tributari e previdenzialiDegrado dei crediti privilegiatiRispetto ordine delle cause di prelazioneConfronto fra la soluzione concordataria e lo scenario liquidatorio


Pagamento parziale di Iva e ritenute: divieto

Concordato preventivo - Transazione fiscale - Obbligo del pagamento integrale dell'IVA e delle ritenute non versate - Formazione delle classi - Falcidia di crediti con grado di privilegio anteriore ai tributi
Nel concordato preventivo con transazione fiscale ai sensi dell'art. 182-ter legge fall. - nel testo vigente prima della novella introdotta dalla L. 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 81, -, il proponente, fermo restando l'obbligo del pagamento integrale dell'IVA e delle ritenute non versate, ricorrendo i presupposti dell'art. 160, comma 2, legge fall., può inserire i restanti crediti in classi diverse, applicando una falcidia anche a quelli muniti di privilegio di grado anteriore rispetto ai suddetti tributi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Marzo 2018, n. 5906.


Concordato preventivo con transazione fiscale - Cd. infalcidiabilità del credito IVA - Disciplina "ratione temporis" vigente ex art. 182 ter l.fall. - Applicabilità alle proposte formulate nel periodo dal 16 luglio al 28 novembre 2008 - Fondamento
In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, la regola della cd. infalcidiabilità dell’IVA trova applicazione anche nelle proposte ex art. 182 ter l.fall. nel testo originario, prima della novella operata dal d.l. n. 105 del 2008, conv. con modif. in l. n. 2 del 2009 e dunque in relazione al periodo decorrente dal 16 luglio 2008 al 28 novembre 2008. Ciò in applicazione delle Decisioni del Consiglio dell’Unione europea 2000/597/CE, 2000/436/CE, 2014/335/UE, Euratom e del disposto degli artt. 2, 250, paragrafo 1, e 273 della Direttiva del Consiglio dell’UE n. 2006/112/CE, secondo le quali tutti gli Stati membri devono adottare le misure legislative e amministrative atte a garantire il prelievo integrale dell’IVA nei loro territori, essendo dunque ammissibile solo ed esclusivamente una mera dilazione nel pagamento di tale imposta, proprio perché già rappresentava risorsa dell’Unione Europea. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Settembre 2017, n. 21474.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Applicazione alla sola ipotesi di proposta con transazione fiscale
La previsione dell'infalcidiabilità del credito IVA di cui all'art. 182-ter legge fall. trova applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato accompagnata da una transazione fiscale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Gennaio 2017, n. 760.


Concordato preventivo - Falcidia dell’Iva - Effetti della decisione CGUE del 7 aprile 2016 - Falcidia delle ritenute - Ammissibilità
Con la sentenza CGUE del 7 aprile 2016 (causa C-546/14) è venuto meno l’argomento principale posto a fondamento della sentenza della Cassazione 25 giugno 2014, n. 14447, la quale aveva affermato l’intangibilità dell’Iva sul presupposto che la stessa costituisse un tributo di interesse comunitario vincolato, con la conseguenza che nel concordato preventivo il divieto di falcidia dell’Iva rimane confinato nell’ambito della transazione fiscale.

Lo stesso ragionamento deve valere per le “ritenute” menzionate nell’articolo 182-ter legge fall. le quali, tra l’altro, non hanno nemmeno quel rilievo di carattere europeo che aveva portato la cassazione ad escludere la falcidia dell’Iva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Imposta sul valore aggiunto - IVA - Falcidia - Ammissibilità - Presupposti
L’articolo 4, paragrafo 3, TUE nonché gli articoli 2, 250, paragrafo 1, e 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, non ostano a una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, interpretata nel senso che un imprenditore in stato di insolvenza può presentare a un giudice una domanda di apertura di una procedura di concordato preventivo, al fine di saldare i propri debiti mediante la liquidazione del suo patrimonio, con la quale proponga di pagare solo parzialmente un debito dell’imposta sul valore aggiunto attestando, sulla base dell’accertamento di un esperto indipendente, che tale debito non riceverebbe un trattamento migliore nel caso di proprio fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 07 Aprile 2016.


Concordato preventivo – Falcidia IVA – Transazione fiscale – Risorse dell'Unione Europea – Fattibilità giuridica
Il diritto dell’imprenditore ad ottenere un concordato preventivo, volto ad evitare il fallimento, deve ragionevolmente contemperarsi con l’obbligo di riscossione dello Stato membro. In detto giudizio di comparazione degli opposti interessi, le esigenze economiche e finanziarie dell'Unione Europea vanno ritenute senz’altro prevalenti rispetto all’interesse del ceto creditorio di vedere ammesso un concordato con apporto di nuove finanze, anche proveniente da terzi, o all’interesse dell’imprenditore  di evitare la declaratoria di fallimento.

Sulle predette esigenze può prevalere solo un diritto fondamentale dell’individuo, e tale non è il diritto di cui agli artt. 160 e ss. L. Fall., poiché in capo all'imprenditore non è possibile configurare un diritto di evitare il fallimento come esplicazione della libertà d’impresa. Né, riguardo ai creditori, le ragioni di stretta convenienza economica, come il pagamento inferiore ma certo in caso di concordato con apporto di finanza terza, a fronte di un pagamento incerto in caso di fallimento, possono prevalere sulle predette ragioni comunitarie. (Edoardo Postacchini) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 01 Giugno 2015.


Concordato preventivo – Crediti per IVA e per ritenute d'acconto operate e non versate – Falcidia – Ammissibilità
Sulla base di quanto ha statuito la Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la recentissima sentenza ECLI:EU:C:2016:206 del 7 aprile 2016 non è incompatibile con l'ordinamento italiano una falcidia dell'IVA in sede concordataria ed a maggior ragione, lo stesso ragionamento deve valere per le "ritenute" citate nell'art. 182-ter, non avendo esse neppure quel rilievo Europeo che aveva portato la Cassazione a escludere la falcidiabilità concordataria dell'IVA. Da ciò consegue che la non falcidiabilità di IVA e ritenute deve essere confinata nell'ambito della transazione fiscale, e dunque la legittimità della falcidia in assenza di transazione fiscale che è solo facoltativa. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Pagamento integrale di Iva e ritenute - Violazione - Questione attinente la fattibilità giuridica della proposta - Sindacato del tribunale - Sussistenza
La violazione della norma che prescrive il pagamento integrale dei crediti per iva e ritenute operate e non versate è questione che attiene non alla convenienza economica ma alla fattibilità giuridica della proposta di concordato e, come tale, rientra nel sindacato demandato al tribunale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 17 Marzo 2015.


Concordato preventivo - Falcidia dei crediti per Iva e ritenute in assenza di transazione fiscale - Diversità di trattamento rispetto all'esecuzione fallimentare, a quella individuale ed al concordato preventivo - Giustificazione
In tema di falcidia dei crediti per Iva e ritenute nell'ambito del concordato preventivo senza transazione fiscale, la diversità di trattamento di detti crediti rispetto all'esecuzione fallimentare ed a quella individuale trova giustificazione nel fatto che in queste ipotesi si è in presenza di un'esecuzione di natura coattiva, imposta al debitore, il quale risponde nei limiti di capienza del proprio patrimonio, mentre nel concordato preventivo si è in presenza di una procedura esecutiva preventiva su base negoziale ove l'imprenditore può accedere alla soluzione di composizione della crisi soltanto nell'ipotesi in cui, per determinati crediti, sia garantito l'integrale soddisfacimento. Nel concordato fallimentare, nell'ambito del quale la falcidia dei crediti è consentita e dove pure si ha una forma di composizione negoziale della crisi, la situazione non è perfettamente equiparabile a quella del concordato preventivo, in quanto, nonostante le innegabili analogie tra le due procedure - soprattutto dopo i recenti interventi legislativi del 2006 e del 2007 che ne hanno accentuato il carattere privatistico -, permangono significative differenze. Il concordato fallimentare, infatti, si inserisce in una procedura fallimentare già in atto ed è un modo alternativo di chiusura del fallimento, mentre il concordato preventivo persegue la finalità di evitarlo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 20 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia di Iva e ritenute - Adeguamento alla linea interpretativa della Corte di cassazione - Necessità
Allo scopo di adeguarsi alla linea interpretativa della Corte di cassazione, va ribadito il principio per cui la domanda di concordato preventivo non può contenere alcuna falcidia concordataria dei crediti dell’erario per Iva e ritenute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 30 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Inammissibilità in assenza di transazione fiscale - Questione pregiudiziale sottoposta alla decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea
Se i principi e le norme contenuti nell'art. 4 paragrafo 3° del TUE e nella direttiva 2006/112/CE del Consiglio, così come già interpretati nelle sentenze della Corte di Giustizia 17.8.2008, in causa C-132/06, 11.12.2008 in causa n° C-174/07 e 29.3.2012 in causa C-500/10, debbano essere altresì interpretati nel senso di rendere incompatibile una norma interna (e, quindi, per quanto riguarda il caso qui in decisione un'interpretazione degli artt. 162 e 182ter legge fall.) tale per cui sia ammissibile una proposta di concordato preventivo che preveda, con la liquidazione del patrimonio del debitore, il pagamento soltanto parziale del credito dello Stato relativo all'IVA qualora non venga utilizzato lo strumento della transazione fiscale e non sia prevedibile per quel credito — sulla base dell'accertamento di un esperto indipendente e all'esito del controllo formale del Tribunale — un pagamento maggiore in caso di liquidazione fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 30 Ottobre 2014.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Voto negativo delle Agenzie fiscali – Voto positivo della maggioranza dei creditori in sede di adunanza – Perfezionamento della transazione fiscale – Esclusione – Allocazione del credito fiscale a carico della massa altrimenti destinata ai creditori chirografari – Affermazione
Con riferimento alla falcidia del credito erariale, prospettata entro il piano e la proposta concordatari quale conseguenza di una proposta di transazione fiscale, là dove il credito troverebbe capienza nella liquidazione del patrimonio sociale, il voto favorevole dei creditori chirografari, in sede di adunanza, non potrebbe superare il voto negativo espresso dall'erario quanto al perfezionamento della transazione fiscale medesima, sì che dall'eventuale voto negativo discenderà la revisione al ribasso della percentuale offerta ai creditori chirografari. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Inammissibilità
La proposta concordataria che assegna al credito IVA e per ritenute un trattamento pari a quello previsto per i chirografari non può essere ritenuta ammissibile, in quanto si pone in netto contrasto con il disposto dell’art. 182 ter l. fall. quale norma inderogabile, che non permette la falcidia di tali crediti ma solo una dilazione del pagamento. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Inammissibilità - Natura sostanziale della norma
L’art. 182 ter l. fall., ove prevede che la proposta di concordato preventivo, quanto all’IVA, può configurare solo la dilazione del pagamento, ha natura sostanziale ed esclude la falcidia concordataria di detto credito speciale in qualsiasi forma di concordato, ancorchè proposto senza ricorrere all’istituto della transazione fiscale, attenendo allo statuto concorsuale del credito IVA. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito per Iva e ritenute -  Inammissibilità
A seguito dell’intervento legislativo attuato con legge n. 122 del 30 luglio 2010, la medesima disciplina valevole per il credito IVA deve ritenersi estesa anche alle ritenute operate e non versate, rinvenendosi la ratio di tale assimilazione non già nella natura del tributo quanto nel meccanismo della titolarità del rapporto d’imposta, che fa capo a soggetti diversi, rispetto ai quali l’imprenditore è mero sostituto d’imposta. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Controllo di legittimità in tutte le fasi del concordato - Contenuto - Sindacato sulla fattibilità giuridica - compatibilità con le norme inderogabili - Attitudine del piano a realizzare la causa concreta del concordato
Nel concordato preventivo, il controllo di legittimità da parte del giudice, che deve svolgersi in tutte le fasi del concordato, non è limitato alla completezza, alla congruità logica ed alla coerenza complessiva della relazione del professionista, ma si estende alla fattibilità giuridica della proposta, la cui valutazione implica un giudizio in ordine alla sua compatibilità con le norme inderogabili e con la causa in concreto dell'accordo, il quale ha come finalità il superamento della situazione di crisi dell'imprenditore, da un lato, e l'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori, da un altro.(Redazione IL CASO.it - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Aprile 2014, n. 9541.


Nel concordato preventivo, il debito IVA deve essere sempre pagato per intero, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, poiché la norma che lo stabilisce va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale.
Costituisce diritto vivente il principio (espresso da ultimo da Cass. civ., 16 maggio 2012, n. 7667; ma nello stesso senso anche da Cass. civ, 4 novembre 2011, n. 22931) secondo cui "In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, secondo l'istituto di cui all'art. 182 ter L.F., anche per le procedure cui non sia applicabile "ratione temporis" l'art. 32 del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2), che ha modificato il primo comma dell'art. 182 ter l.f., prevedendo espressamente che la proposta, quanto all'IVA, può configurare solo la dilazione del pagamento, sussiste l’intangibilità del predetto debito d'imposta. Le entrate derivanti dall'applicazione di un'aliquota uniforme, valida per tutti gli Stati membri, agli imponibili relativi a detto tributo, costituiscono, infatti, risorse proprie iscritte nel bilancio dell'Unione europea, con la conseguenza che il relativo credito, il quale attiene comunque a tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, non può essere oggetto di accordo per un pagamento parziale neppure ai sensi dell'art. 182 ter nella versione introdotta dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5." (Franco Benassi - Riproduzione riservata) Cassazione penale, 31 Ottobre 2013.


Transazione fiscale - Interpretazione della norma che determina l'intangibilità del credito Iva - Portata sostanziale - Inderogabilità in ogni forma di concordato anche in assenza di transazione fiscale.
L'articolo 182 ter L.F., nella parte in cui prevede che la proposta relativa al credito Iva possa configurare solo la dilazione di pagamento, determina l'intangibilità di tale credito di imposta, in quanto la disposizione che ne esclude la falcidia concordataria ha natura eccezionale ed attribuisce al credito un trattamento peculiare ed inderogabile di portata sostanziale che si applica ad ogni forma di concordato, ancorché proposto senza ricorrere all'istituto della transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 13 Settembre 2013.


Concordato preventivo - Falcidia dei crediti Iva e per ritenute - Inammissibilità.
È inammissibile la proposta di concordato preventivo che prevede la falcidia del credito Iva e per ritenute in violazione dell'articolo 182 ter L.F., il quale esprime un principio di carattere generale e comunque applicabile ad ogni proposta concordataria con o senza transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 11 Giugno 2013.


Concordato preventivo – Obbligo di pagamento integrale del credito IVA e ritenute – Falcidia dei crediti IVA e ritenute – Indebita appropriazione da parte dell’imprenditore di risorse dell’erario – Art. 182 ter l. fall. – Art. 7 l. 27/01/2012 n. 3.
Il mancato pagamento dell’IVA o delle ritenute comporta un’indebita appropriazione da parte dell’imprenditore di risorse proprie dell’erario nel momento in cui le stesse, verificatosi il presupposto impositivo, avrebbero dovuto essere tempestivamente versate: in caso di domanda di concordato preventivo, ciò giustifica un trattamento differenziato del fisco rispetto agli altri creditori, in modo da metterlo a riparo dal rischio di insolvenza, non ritenendo meritevole di tutela l’imprenditore che, essendosi consapevolmente appropriato di somme che avrebbe dovuto versare come imposte erariali, intenda invece falcidiare detti crediti nella stessa misura in cui ciò sarebbe avvenuto secondo la disciplina di diritto comune. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 30 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Obbligo di pagamento integrale del credito IVA e ritenute – Falcidia dei crediti IVA e ritenute – Inammissibilità della proposta concordataria – Art. 182 ter l. fall. – Art. 7 l. 27/01/2012 n. 3.
Può affermarsi l’esistenza nel nostro ordinamento del principio secondo cui chi intende presentare un piano concordatario deve necessariamente prevedere l’integrale pagamento dei debiti erariali per IVA e ritenute operate e non versate, costituendo tale integrale pagamento condizione di ammissibilità della proposta concordataria, restando invece indifferente se a ciò si provveda con i beni facenti parte del patrimonio del debitore o con finanza esterna. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 30 Maggio 2013.


Fallimento – Concordato preventivo – Debito per IVA – Obbligo di pagamento integrale – Sussistenza – Ordine pubblico economico internazionale – Transazione fiscale – Irrilevanza.
Il debito per IVA va sempre pagato per intero nel concordato preventivo, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, atteso che la norma che lo prevede va considerata di natura inderogabile, come è confermato dalla disciplina della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, e ciò anche con finanza di terzi, posto che il pagamento al 100% dell’IVA deve integrare una previsione del piano concordatario, restando perciò indifferente alla provenienza della finanza occorrente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18 Aprile 2013.


Fallimento – Concordato preventivo – Debito per IVA – Obbligo di pagamento integrale – Sussistenza – Ordine pubblico economico internazionale – Transazione fiscale – Irrilevanza.
Il debito per IVA va sempre pagato per intero nel concordato preventivo, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, atteso che la norma che lo prevede va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale, come confermato dalla recentissima disciplina della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 27 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Pagamento integrale delle ritenute previdenziali operate e non versate - Necessità.
Nel concordato preventivo, devono considerarsi legittime, perché consentite dall’art. 182 ter,  comma 1, le clausole della proposta di concordato senza transazione che prevedono la rateazione dei crediti IVA e previdenziali; sono, invece, da reputarsi illegittime e tali da comportare l’inammissibilità della proposta quelle clausole che prevedono la falcidia di tali crediti non ammessa nemmeno nell’ambito della transazione. In tale evenienza, infatti, il piano contrasterebbe con il chiaro dettato di cui all’art. 182 ter l. fall. che esclude ab imis, finanche mediante transazione fiscale, la riduzione di tali peculiari crediti, ferma restando la natura eccezionale della disposizione (e la sua irrilevanza in ordine all’obbligo del rispetto delle cause legittime di prelazione). (Ambrogio Colombo) (riproduzione riservata) Tribunale Rossano , 31 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Omessa previsione del pagamento integrale delle ritenute previdenziali operate e non versate - Inammissibile.
Laddove la proposta concordataria abbia previsto il pagamento solo parziale del debito per ritenute previdenziali operate e non versate va dichiarata inammissibile la domanda di concordato. (Ambrogio Colombo) (riproduzione riservata) Tribunale Rossano, 31 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Pagamento dell'Iva - Ricorso avverso la pretesa del fisco - Ammissibilità - Obbligo di pagamento dell'imposta definitivamente accertata.
L'obbligo, nell'ambito del concordato preventivo, dell'integrale pagamento dell'Iva non comporta di per sé l'accettazione della pretesa fiscale, in quanto nel concordato senza transazione fiscale il contribuente ha facoltà di opporsi a detta pretesa, con la conseguenza che l'obbligo di pagamento riguarda esclusivamente l'imposta definitivamente accertata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011.


Concordato preventivo – Crediti erariali e previdenziali – Applicazione delle norme sulla transazione fiscale – Necessità. (22/06/2010)
Qualora la proposta di concordato preventivo riguardi anche crediti (e relativi accessori) relativi a tributi amministrati dalle agenzie fiscali o a contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, per tali crediti dovranno trovare applicazione anche le disposizioni contenute nell’art. 182 ter, legge fallimentare, nonché, per quanto riguarda i crediti contributivi, quelle di cui al D.M. 4 agosto 2009; ne consegue che la transazione fiscale deve essere considerata parte integrante ed indefettibile, a pena di inammissibilità, della proposta di concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Riduzione e rateazione dei crediti erariali e previdenziali – Ammissibilità – Rateazione degli altri crediti privilegiati – Esclusione. (22/06/2010)
Mentre sono legittime, perché consentite dall’art. 182 ter, le clausole della proposta di concordato che prevedono la riduzione o la rateazione dei crediti tributari e previdenziali a prescindere dalla quantificazione della soddisfazione realizzabile sul ricavato in caso di liquidazione sulla base di relazione giurata (art. 160, comma 2, legge fallimentare), sono, invece, da reputarsi illegittime e tali da comportare l’inammissibilità della proposta quelle clausole che prevedono una dilazione di pagamento degli altri creditori privilegiati (banche e fornitori), posto che i creditori muniti di cause legittime di prelazione hanno sempre diritto al pagamento immediato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Voto dell’Erario – Presentazione della transazione fiscale – Necessità – Pagamento integrale dell’IVA – Obbligatorietà.
Nell’ambito del concordato preventivo, la presentazione dell’istanza di transazione fiscale è indispensabile perché l’Erario possa partecipare al meccanismo del voto accettando una falcidia del proprio credito, fermo restando l’obbligo del pagamento integrale del credito relativo all’IVA. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 23 Dicembre 2009.


Concordato preventivo – Trattamento dei crediti fiscali previdenziali e assistenziali – Presupposto di ammissibilità della proposta – Discrezionalità della p.a. – Limiti.
Il primo comma dell’art. 182 ter legge fallimentare, in tema di condizioni dell’offerta concordataria, stabilisce i limiti di autonomia negoziale con riguardo al trattamento del credito fiscale, previdenziale e assistenziale, limiti che concernono sia l’offerta concordataria, sia lo spazio determinativo della p.a., la quale mai potrebbe acconsentire a proposte irrispettose dei limiti conformativi di tali crediti (in applicazione di questo principio, il Tribunale ha ritenuto inammissibile una proposta concordataria che prevedeva il pagamento in misura percentuale del credito IVA laddove esso può essere assoggettato esclusivamente a dilazione). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Dicembre 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Disciplina del credito Iva – Pagamento integrale – Natura eccezionale della norma – Obbligo di pagamento integrale dei creditori con privilegio poziore – Insussistenza – Eccezione di incostituzionalità – Manifesta infondatezza.
La regola contenuta nell’art. 182 ter legge fallimentare che impone il pagamento integrale del credito IVA ha natura eccezionale, per cui la sua applicazione non comporta necessariamente che la proposta di concordato preveda il pagamento integrale di tutti gli altri crediti assistiti da privilegio poziore. E’ quindi manifestamente infondata l’eccezione di incostituzionalità dell’art. 182 ter legge fallimentare concernente la disciplina del credito IVA, sollevata in relazione agli artt. 3 e 97 Costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Dicembre 2009, n. 0.


Transazione fiscale – Nuove disposizioni normative – Trattamento del credito IVA e degli accessori – Regime transitorio – Credito tributario chirografario e classi di creditori.
L’Agenzia delle Entrate conferma che anche nell’ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti la proposta di transazione fiscale può prevedere il pagamento parziale o anche dilazionato del credito tributario (cfr. circolare 40/E/2008).
Quanto all’IVA, in seguito alle modifiche da ultimo apportate all’art. 182 ter legge fallimentare, in vigore dal 29 novembre 2008, l’Agenzia delle Entrate precisa che:
- Non è ammessa la falcidia del credito tributario relativo all’IVA;
- E’ ammessa la proposta di pagamento dilazionato dell’IVA;
- E’ammessa la falcidia degli accessori (sanzioni ed interessi) dell’IVA;
- Nella certificazione di cui al secondo comma dell’art. 182 ter legge fallimentare, gli Uffici territoriali debbono comunque indicare il debito tributario relativo all’IVA.
Con riferimento al regime transitorio, ovvero alle procedure pendenti alla data del 29 novembre 2008, l’Agenzia specifica che anche nell’ambito delle procedure di concordato preventivo a tale data pendenti è possibile prospettare il pagamento dilazionato dell’IVA purchè a tal fine venga formulata nuova proposta di transazione fiscale prima dell’inizio delle operazioni di voto (art. 175 legge fallimentare).
Le medesime considerazioni valgono con riferimento al regime transitorio applicabile agli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis legge fallimentare.
Quanto alle modifiche apportate dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, di conversione del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, l’Agenzia precisa che, in sede di valutazione dei requisiti formali e sostanziali della transazione, nel caso in cui venga proposta la suddivisione in classi dei creditori chirografari, l’Ufficio deve riscontrare che il trattamento del credito tributario chirografario non sia diverso da quello previsto per i creditori chirografari ai quali sia riservato il trattamento più favorevole (ferme restando le indicazioni di cui alla circolare 40/E/2008).
Si rileva, infine, che l’estensione della transazione ai crediti contributivi richiede l’attivazione di procedure differenti, trattandosi di crediti facenti capo a diverse amministrazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Agenzia delle Entrate, 10 Aprile 2009, n. 14/E.


Transazione fiscale – Oggetto e limiti – IVA – Esclusione.
Non possono formare oggetto di transazione fiscale le somme dovute all’erario a titoli di IVA in quanto tale tributo costituisce risorsa propria dell’Unione Europea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 01 Luglio 2008, n. 0.