Art. 337-quater

Affidamento a un solo genitore e opposizione all'affidamento condiviso (1).
TESTO A FRONTE

I. Il giudice può disporre l'affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l'affidamento all'altro sia contrario all'interesse del minore.

II. Ciascuno dei genitori può, in qualsiasi momento, chiedere l'affidamento esclusivo quando sussistono le condizioni indicate al primo comma. Il giudice, se accoglie la domanda, dispone l'affidamento esclusivo al genitore istante, facendo salvi, per quanto possibile, i diritti del minore previsti dal primo comma dell'articolo 337-ter. Se la domanda risulta manifestamente infondata, il giudice può considerare il comportamento del genitore istante ai fini della determinazione dei provvedimenti da adottare nell'interesse dei figli, rimanendo ferma l'applicazione dell'articolo 96 del codice di procedura civile.

III. Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva, salva diversa disposizione del giudice, ha l'esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice. Salvo che non sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i genitori. Il genitore cui i figli non sono affidati ha il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.



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(1) Articolo inserito, con effetto dal 7 febbraio 2014, dall'art. 55, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154.

GIURISPRUDENZA

Procedimento civile – Azione ex art. 263 c.c. Impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità – Domanda relativa all'esercizio della responsabilità genitoriale – Inammissibile.
Deve dichiararsi inammissibile nel presente giudizio la domanda svolta dalla madre in relazione all’esercizio della responsabilità genitoriale paterna. Tale domanda è estranea al presente giudizio, come la difesa della madre non poteva non sapere e come evidenziato alla stessa dal Giudice Istruttore da ultimo all’udienza di precisazione delle conclusioni.  E' la stessa madre che dà atto di avere proposto ricorso ex artt. 316 c.c. e 337quater c.c. per ottenere l’affido esclusivo della figlia. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Maggio 2017.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Violenza fisica e psicologica alla compagna more uxorio - Affidamento esclusivo alla compagna - Sussiste.
Deve disporsi l'affidamento esclusivo dei minori alla madre quando il padre ha una capacità genitoriale gravemente compromessa. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Affidamento cd "superesclusivo" alla madre - Sussiste.
Deve disporsi l'affido "superesclusivo" dei minori alla madre ex art. 337 quater comma 3 c.c., anche in relazione alle scelte di maggior interesse per i figli relative alla salute, all'istruzione, all'educazione e alla scelta della residenza, quando il padre frappone delle difficoltà alla gestione dei bambini e quando lo stesso si trova in carcere. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Affidamento condiviso del minore - Interesse del figlio - Casi di esclusione

Esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale
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L’affido condiviso risulta pregiudizievole per l’interesse del minore, nel caso in cui il genitore non affidatario si sia reso totalmente inadempiente all’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento in favore del figlio minore ed abbia esercitato in modo discontinuo il suo diritto di visita, in quanto tali comportamenti sono sintomatici della sua inidoneità ad affrontare quelle maggiori responsabilità che l’affido condiviso comporta anche a carico del genitore con il quale il figlio non coabiti stabilmente. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata)

Il totale disinteresse e l’irreperibilità del padre giustificano l’attribuzione alla madre dell’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale anche con riferimento all’adozione delle decisioni di maggior interesse per il figlio relative alla salute, all’istruzione, all’educazione e alla scelta della residenza abituale. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata)
Tribunale Modena, 02 Marzo 2015.


Residenza Abituale del minore – Trasferimento unilaterale attuato da uno solo dei genitori contro la volontà dell’altro – Lasso di tempo trascorso dal trasferimento – Assenza di contestazioni da parte del genitore dissenziente – Competenza del foro del luogo di nuova dimora dei fanciulli – Sussiste.
La domanda del genitore diretta ad ottenere una modifica dei provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale deve essere qualificata come domanda ex art. 333 comma 2 c.c, posto che le limitazioni ex art. 333 c.c. sono sempre modificabili e revocabili ai sensi del secondo comma della citata norma. L’art. 38 disp. att. c.c come modificato dalla legge 219/2012 ha previsto in via generale la competenza del Tribunale dei Minori per i procedimenti di cui all’art. 333 c.c senza operare alcuna distinzione tra le ipotesi di cui al primo e al secondo comma dell’art. 333 c.c, con la sola eccezione per cui i provvedimenti di cui alla suddetta disposizione vengono attratti alla competenza del Tribunale Ordinario nell’ipotesi in cui sia in corso tra le stesse parti un giudizio di separazione o divorzio o un giudizio ai sensi dell’art. 316 c.c. In altri termini, l’azione ex art. 333 comma 2 c.c. proposta in via autonoma non rientra nella competenza del Tribunale Ordinario, ipotizzabile sempre soltanto nel caso in cui penda un procedimento di separazione, divorzio o ex art. 316 c.c.c tra le stesse parti (v. art. 38, comma I, disp. att. c.c.) e la competenza del Tribunale per i Minorenni si estende anche al provvedimento di modifica o revoca delle limitazioni genitoriali, trovando la sua disciplina normativa in seno all’art. 333 comma 2 c.c., come richiamato anche in parte qua dall’art. 38 disp. att. c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Febbraio 2015.


Inidoneità temporanea dei genitori ad occuparsi del minore -  Collocamento presso terzi non legati da vincolo di parentale - Sussiste.
Nel caso di temporanea inidoneità dei genitori ad occuparsi del figlio minore, il tribunale può disporne il collocamento provvisorio presso terzi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 05 Febbraio 2015.


Affidamento dei minori – Affidamento esclusivo – Decisioni di maggiore interesse per i figli – Da assumere di concerto da parete di entrambi i genitori – Necessità – Sussiste – Deroga – Affidamento esclusivo cd. rafforzato o superesclusivo

Provvedimenti amministrativi di protezione del minore – Art. 403 c.c. – Efficacia limitata nel tempo – Chiarimenti e Funzione
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Nel caso di affidamento esclusivo della prole a uno solo dei genitori, le decisioni di maggior interesse per i figli devono essere adottate da entrambi i genitori in aderenza al citato art. 337 quater c.c., a meno che il giudice non ravvisi i rigorosi presupposti per disporre un affidamento esclusivo c.d. rafforzato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

In materia di protezione dei minori, un provvedimento di natura amministrativa – come quello ex art. 403 c.c. - che va ad incidere su diritti di rango costituzionale (art. 30) in tanto può ritenersi consentito e compatibile con i principi del giusto processo (art. 111 comma secondo Cost.) in quanto l’efficacia di cui è dotato nel limitare la responsabilità genitoriale sia mantenuta in uno spazio temporale di assoluta urgenza, corrispondente ai “tempi tecnici” che occorrono per portare l’autorità giudiziaria a conoscenza dei fatti e consentire alla stessa di assumere con immediatezza, formato un collegio, le decisioni del caso, con provvedimento urgente e immediatamente esecutivo ex art. 333, 336 comma terzo c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 22 Gennaio 2015.


Separazione – Madre collocataria del minore – Comportamenti dalla stessa posta in essere di grave influenza negativa ai danni del figlio – Tentativo di escludere la figura paterna – Affidamento superesclusivo al padre – Sussiste.
Nel caso in cui la madre si sia rivelata del tutto inadeguata all’esercizio della responsabilità genitoriale, influenzando in modo negativo il figlio, nel tentativo di escludere la figura paterna, con gravi ricadute per lo sviluppo del bambino, deve disporsi l’affido cd. superesclusivo in favore del padre che, in tal modo, può assumere da solo ogni decisione, anche riguardo la salute del figlio, in particolare avviando un percorso di sostegno psicologico o psicoterapico per aiutarlo a superare la grave situazione in essere. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 29 Dicembre 2014.


Residenza Abituale del minore – Trasferimento unilaterale attuato da uno solo dei genitori contro la volontà dell’altro – Lasso di tempo trascorso dal trasferimento – Assenza di contestazioni da parte del genitore dissenziente – Competenza del foro del luogo di nuova dimora dei fanciulli – Sussiste.
La residenza abituale del minore, intesa come luogo in cui questi ha stabilito la sede prevalente dei suoi interessi e affetti, costituisce uno degli «affari essenziali» (arg., ex art. 145, comma II, cod. civ.) per la vita del fanciullo. Il luogo di residenza abituale dei minori, pertanto, deve essere deciso dai genitori «di comune accordo» (art. 316, comma I cod. civ.), anche in caso di disgregazione della unione familiare (art. 337-bis, comma III, cod. civ.) e ciò pure là dove sia stato fissato un regime di affidamento monogenitoriale (art. 337-quater, comma III, cod. civ.). In caso di disaccordo, è dato ricorso al giudice: non è, cioè, ammissibile una decisione unilaterale del singolo genitore, salvo il caso eccezionale dell’affidamento monogenitoriale con concentrazione delle competenze genitoriali (cd. affido super-esclusivo: art. 337-quater, comma III, c.c.: v., Trib. Milano, sez. IX civ., ordinanza 20 marzo 2014). In altri termini, il trasferimento unilaterale della prole realizzato da un genitore senza il consenso dell’altro integra un atto illecito (Trib. Milano, sez. IX, 16 settembre 2013, Pres. Servetti, est. Cosmai; Trib. Milano, sez. IX, 13 novembre 2013, Pres. Servetti, rel. Buffone; v. anche, Cass. Civ., sez. I, sentenza 20 giugno 2012, n. 10174). La tutela del genitore che subisce il trasferimento unilaterale è, in linea di principio, integra in quanto il suddetto trasferimento è inidoneo a modificare il criterio di collegamento della competenza territoriale (v. Trib. Milano, sez. IX civ., decreto 25 giugno 2013) e resta, dunque, dotato di potestas decidendi il Tribunale del luogo in cui il minore viveva abitualmente (Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 28 maggio 2014 n. 11915). Tali principi, tuttavia, cessano di avere rilevanza ove la nuova residenza abituale del minore – pur frutto di trasferimento unilaterale – si sia consolidata nel tempo per inerzia del genitore legittimato a dolersi del torto subito. In altri termini, la nuova residenza abituale del minore, frutto di scelta unilaterale, va contestata senza indugio dal genitore per potere evitare che la competenza territoriale del luogo di originario domicilio del fanciullo venga meno. In tempi recenti, la Suprema Corte di Cassazione ha precisato, in tal senso, che anche il trasferimento unilaterale di un genitore può radicare la competenza del tribunale del luogo di nuova dimora dei figli – nonostante il breve lasso di tempo – se deve ritenersi che già i minori abbiano realizzato una situazione di stabilità oggettiva (alla luce del lasso di tempo trascorso) e soggettiva (miglioramento della situazione materna, attesa la ragione dei trasferimento). Ne consegue che la competenza territoriale è del giudice del luogo di nuova dimora dei fanciulli: CASSAZIONE CIVILE, sez. VI-I, 5 settembre 2014 n. 7 – Pres. Di Palma, Est. Acierno – V.N. c M.C. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Dicembre 2014.


Residenza Abituale del minore – Trasferimento unilaterale attuato da uno solo dei genitori contro la volontà dell’altro – Inibitoria – Inammissibilità – Altri provvedimenti interlocutori dell’Ufficio, in attesa della decisione – Ammissibilità – Sussiste .
La residenza abituale del minore, intesa come luogo in cui questi ha stabilito la sede prevalente dei suoi interessi e affetti, costituisce uno degli «affari essenziali» (arg., ex art. 145, comma II, cod. civ.) per la vita del fanciullo. Il luogo di residenza abituale dei minori, pertanto, deve essere deciso dai genitori «di comune accordo» (art. 316, comma I cod. civ.). Trattandosi di una delle questioni di maggiore importanza per la vita del minore, anche in caso di disgregazione della unione familiare la scelta della residenza abituale deve essere assunta «di comune accordo» da padre e madre (art. 337-bis, comma III, cod. civ.) e ciò pure là dove sia stato fissato un regime di affidamento monogenitoriale (art. 337-quater, comma III, cod. civ.). In caso di disaccordo, è dato ricorso al giudice: non è, cioè, ammissibile una decisione unilaterale del singolo genitore, salvo il caso eccezionale dell’affidamento monogenitoriale con concentrazione delle competenze genitoriali (cd. affido super-esclusivo: art. 337-quater, comma III, c.c.: v., Trib. Milano, sez. IX civ., ordinanza 20 marzo 2014). In altri termini, il trasferimento unilaterale della prole realizzato da un genitore senza il consenso dell’altro integra un atto illecito (Trib. Milano, sez. IX, 16 settembre 2013, Pres. Servetti, est. Cosmai; Trib. Milano, sez. IX, 13 novembre 2013, Pres. Servetti, rel. Buffone; v. anche, Cass. Civ., sez. I, sentenza 20 giugno 2012, n. 10174). In caso di trasferimento illecito in itinere, il Tribunale, in via d’urgenza, può disporre che venga data notizia al Comune di destinazione dei minori della illiceità del trasferimento stesso, per i provvedimenti di sua competenza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Giugno 2014.


Affidamento esclusivo - Nuovo art 337 quater cc - Mancanza di coordinamento normativo..
Nel riscrivere la disciplina dell’affidamento esclusivo il nuovo testo dell’art 337 quater cc ha introdotto alcune modifiche rispetto al previgente art 155 bis cc che non paiono perfettamente coordinate. La norma prevede infatti che “Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva, salva diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice. Salvo che non sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i genitori. Il genitore cui i figli non sono affidati ha il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice”. Se è infatti comprensibile la riproduzione dell’ultimo periodo non si comprende come mai sia stato introdotto l’esercizio congiunto per le “decisioni di maggiore interesse”. Previsione che finisce per rendere sovrapponibile l’affidamento esclusivo con l’affidamento condiviso con esercizio separato delle questioni di ordinaria amministrazione,  e che non pare coordinata con  il nuovo art 316 cc (che all’ultimo comma prevede che “Il genitore che non esercita la responsabilità genitoriale vigila sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio”, senza alcun riferimento alla condivisione delle decisioni di maggiore interesse). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Febbraio 2014.