Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 169-bis ∙ (Contratti pendenti)


Contratti bancari
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Ratio e natura
I contratti pendentiDiritto potestativo del proponenteAbusoRuolo del professionistaContratti cessati prima del concordatoConcordato con riserva, scioglimento dei contrattiConcordato con riserva, sospensione dei contrattiDomanda di concordato e deposito delle scritture contabiliLa prosecuzione dei contratti in corso di esecuzioneRisoluzione dei contratti pendentiPattuizioni volte a regolare il recesso unilaterale o la sospensione del rapportoNatura cautelare della sospensioneDecorrenza degli effettiEffetti sul rapporto contrattualeTutela del terzo contraenteIndennizzo al terzo contraenteNatura concorsuale o prededotta dei crediti generati dai contratti in corso di esecuzioneMantenimento delle linee di credito autoliquidantiValutazione della condotta decettiva del debitoreAvviso ai creditori

Procedimento
Autorizzazione subordinata al deposito della proposta di concordato
Richiesta della autorizzazioneAnnotazione di avvio della proceduraTermine per la presentazione della richiestaSindacato del tribunaleValutazione del tribunaleAccertamento dei creditiVoto anteriore all'adunanzaContraddittorio con il terzo contraenteRichiesta di informazioni alla P.A. ex art. 213 c.p.cRicorso per cassazione

Fattispecie
Gruppo di imprese
Contratti di durataAccordi di ristrutturazione dei debitiContratti a prestazioni continuativeRapporti di lavoro subordinatoContratto di trasporto di gasContratto di consorzioContratti pubbliciContratto di appaltoContratto di affitto di aziendaContratti bancariPatto di compensazione e mandato all'incassoDelegazione di pagamentoPagamento di cambiale trattaContratto di mutuoFideiussione e rapporti di garanziaCessione di creditoContratto di leasingContratto di swapContratto di factoringContratto preliminareContratto preliminare di compravenditaTitoli di creditoAccantonamento degli incassiCompenso del commissario giudiziale


Contratti bancari

Concordato preventivo – Contratti in corso di esecuzione ex art. 169-bis l.f. – Distinzione dalla fattispecie di cui all’art. 72 l.f.

Concordato preventivo – Contratti in corso di esecuzione ex art. 169-bis l.f. – Scioglimento – Ambito applicativo

Concordato preventivo – Contratti bancari di conto corrente – Condizioni

Concordato preventivo – Contratti bancari – Patto di compensazione – Compensazione ex at. 56 legge fall. – Esclusione

L'art. 169-bis legge fall. ha portata più ampia dell'art. 72 legge fall. in considerazione: i) del dato letterale che parla di "contratti in corso di esecuzione", concetto, questo, diverso da quello espresso dall'art. 72 (che menziona il "contratto ... ancora ineseguito o non compiutamente eseguito da entrambe le parti") e non richiede che entrambe le parti debbano ancora adempiere alle proprie obbligazioni, ma solo che almeno una delle parti debba completare la propria; ii) la combinazione del primo e dell'ultimo comma dell'art. 169-bis, da cui si ricava che tutte le categorie di contratti ad eccezione di quelli esclusi possono essere oggetto di richiesta di risoluzione; iii) il mancato richiamo, da parte dell'art. 169 legge fall., dell'art. 72 legge fall. che impedisce di utilizzare in via di interpretazione sistematica la seconda disposizione per limitare l'area dei contratti oggetti della prima. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Lo scioglimento dal contratto ex art. 169-bis legge fall. può essere richiesto per tutti i contratti non espressamente esclusi dalla norma in cui almeno una parte debba adempiere alle proprie obbligazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nei contratti oggetto di possibile sospensione o scioglimento ex art. 169-bis legge fall. rientrano i contratti bancari di conto corrente, di anticipo su fatture o su ricevute bancarie, anche se la banca (che non ha ancora provveduto all'incasso) abbia già erogato il credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I contratti bancari autoliquidanti possono essere oggetto di sospensionescioglimento e ex art. 169-bis legge fall. e con essi anche la relativa clausola o patto di "compensazione" con conseguente impossibilità da parte della banca di incamerare i pagamenti ricevuti da terzi compensandoli ex at. 56 legge fall. con lo scoperto di conto corrente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 18 Luglio 2018.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Contratti bancari - Applicazione - Mandato in rem propriam e patto di compensazione

Concordato preventivo - Contratti pendenti - Sospensione - Effetti Contratti bancari - Applicazione - Mandato - Clausola di compensazione e mandato per l'incasso

Tra i contratti pendenti sono da annoverare anche i contratti bancari formati da negozi giuridici complessi, caratterizzati dall'anticipazione di denaro e dall'obbligo della banca ad incassare i crediti presso terzi, per poi eventualmente consentire la compensazione di partite contrapposte; in tali rapporti, la banca non ha, infatti, esaurito le proprie obbligazioni mediante l'anticipazione all'imprenditore dell'importo di un credito, perché deve ancora completare la prestazione di incasso in virtù del mandato in rem propriam e del patto di compensazione (ex multis, Trib. Bergamo, 28 gennaio 2016 e Trib. Como, 3 ottobre 2016). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La sospensione dei contratti pendenti nel concordato preventivo non opera per una sola parte del rapporto, né limitatamente ad alcune clausole del mandato, ma integralmente, impedendo non solo l'applicazione della clausola di compensazione (trovano, infatti, piena applicazione i precetti tipici della cristallizzazione del patrimonio e del credito di cui agli artt. 45 e 55 legge fall., per come richiamati dall'art. 169 legge fall.) ma nel suo complesso l'esecuzione del mandato per l'incasso (Trib. Milano, 28 maggio 2014). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 05 Giugno 2018.


Concordato preventivo – Contratti pendenti – Sospensione e scioglimento – Pegno su conti correnti – Cessione crediti da contratti di progetto e assicurazione – Cessione crediti GSE
Non può qualificarsi come “pendente” ai sensi dell’art. 169-bis legge fall. il contratto di garanzia che abbia natura accessoria rispetto a contratti di finanziamento che siano stati dalle parti integralmente eseguiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09 Marzo 2017.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Conto corrente, anticipazione fatture Italia, Finimport e Finexport - Mandato all’incasso e patto di annotazione in conto corrente ed elisione del passivo del cliente - Incasso di somme susseguenti ad anticipazioni integralmente erogate prima del deposito della domanda di concordato - Esclusione
Nel concordato preventivo, lo scioglimento dei contratti pendenti previsto dall’art. 169-bis l. fall. (nella specie, contratto di conto corrente, anticipazione fatture Italia, Finimport e Finexport), non può consentire al debitore l’incasso di somme susseguenti ad anticipazioni integralmente erogate prima del deposito della domanda di concordato preventivo con riserva nella esecuzione dei contratti di anticipazione, cui acceda mandato all’incasso e patto di annotazione in conto corrente ed elisione del passivo del cliente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 02 Marzo 2017.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Contratti bancari - Anticipazione di denaro e incasso di crediti - Mandato in rem propriam - Patto di compensazione
I contratti bancari formati da negozi giuridici complessi, caratterizzati dall'anticipazione di denaro e dall'obbligo della banca ad incassare i crediti presso terzi, per poi eventualmente consentire la compensazione di partite contrapposte, rientrano nel novero dei contratti pendenti di cui all’articolo 169-bis legge fall., in quanto, in tali rapporti, la banca non ha esaurito le proprie obbligazioni mediante l'anticipazione all'imprenditore dell'importo di un credito, perché deve ancora completare la prestazione di incasso in virtù del mandato in rem propriam e del patto di compensazione.

Il rapporto non può dunque ritenersi esaurito con la mera messa a disposizione del denaro, con la conseguenza che rientrano nell’ambito di applicazione dell'art 169-bis legge fall. sia il contratto principale di servizio sia i patti accessori, quali il mandato in rem propriam ed il patto di compensazione.

Del resto, l'efficacia del patto di compensazione è ostacolato, oltre che dal generale principio della par condicio creditorum, anche dal divieto ricavabile dall'art. 56 legge fall., applicabile al concordato ex art. 169 legge fall., non potendo dunque la banca invocare la compensazione tra il credito derivante dall'anticipazione del credito e il debito restitutorio conseguente all'incasso, in quanto il primo viene ad esistenza prima dell'apertura della procedura di concordato ed il secondo dopo, mentre la compensazione ex art. 56 cit. può operare solo quando entrambi i crediti siano venuti ad esistenza prima dell'apertura della procedura concorsuale, anche nel caso in cui divengano esigibili successivamente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 03 Ottobre 2016.


Concordato preventivo – Contratti pendenti – Scioglimento – Contratti bancari – Conseguenze sui patti accessori e collegati – Mandato all'incasso in rem propriam con patto di compensazione
Lo scioglimento del contratto principale, invero, ha quale ineludibile conseguenza anche quella di tutti i patti accessori ad esso collegati, sicché, nel momento in cui si scioglie il rapporto di credito bancario, anche il patto di compensazione, a quello accessorio, viene meno.

(Nel caso di specie, le banche avevano assicurato le linee di eredito autoliquidanti con una combinazione di negozi collegati, ossia previa anticipazione di parte della somma oggetto del credito dietro presentazione di fattura, nell'ambito di un contratto di apertura di credito con conferimento, da parte del cliente alla banca, di un mandato all'incasso in rem propriam del credito oggetto di anticipazione, mandato assistito da un patto di compensazione.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 01 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Contratti pendenti ex articolo 169-bis l.f. - Contratti bancari
La regola della prosecuzione dei contratti pendenti alla data dei presentazione della domanda di concordato preventivo si applica anche ai contratti bancari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 05 Aprile 2016.


Concordato preventivo – Scioglimento dei contratti pendenti – Contratti bancari di conto corrente, di affidamento con apertura di credito e di servizio di incasso e accettazione di effetti, documenti ed assegni
Può essere autorizzato, ai sensi dell'articolo 169-bis legge fall., lo scioglimento di contratti bancari non funzionali alla continuità aziendale così come delineata nel piano concordatario. (Nel caso di specie, è stato autorizzato lo scioglimento di contratti di conto corrente, di affidamenti con apertura di credito e di servizio di incasso e accettazione di effetti, documenti ed assegni). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 08 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Scioglimento dei contratti pendenti - Linee di credito auto liquidanti - Natura dei contratti pendenti - Sussistenza - Combinazione di negozi collegati - Anticipazione dietro presentazione di fattura - Apertura di credito - Conferimento alla banca di mandato all'incasso in rem propriam - Patto di compensazione
Rientrano a pieno titolo nel novero dei contratti pendenti di cui all'articolo 169-bis legge fall. la concessione di linee autoliquidanti ove la banca abbia assicurato dette linee di credito autoliquidanti con una combinazione di negozi collegati, cioè previa anticipazione di parte della somma oggetto del credito dietro presentazione di fattura, nell’ambito di un contratto di apertura di credito, dietro conferimento, da parte del cliente alla banca, di un mandato all’incasso in rem propriam del credito oggetto dell’anticipazione, mandato assistito da un patto di compensazione. (Nel caso di specie, il tribunale ha ritenuto che la autorizzazione allo scioglimento fosse coerente con i contenuti del piano, che non si impernia sulla prosecuzione delle linee autoliquidanti in essere al momento dell’apertura del concorso, e quindi da ritenersi pienamente rispondente all’interesse della massa dei creditori alla tenuta del piano stesso). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Mantenimento delle linee autoliquidanti - Irrilevanza della disposizione - Principio generale della prosecuzione dei contratti pendenti
La disposizione contenuta nell'articolo 182-quinquies legge fall., per cui il debitore può chiedere di essere autorizzato al mantenimento di linee di credito autoliquidanti in essere al momento del deposito della domanda, appare superflua alla luce del principio generale della regolare prosecuzione dei contratti pendenti, in mancanza istanza di sospensione o di scioglimento ai sensi dell'articolo 169-bis legge fall. (Nel caso di specie, il tribunale ha autorizzato il mantenimento delle linee di credito autoliquidanti con riconoscimento della prededuzione ai relativi crediti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 26 Novembre 2015.


Art. 169 bis Contratti in corso di esecuzione – Sospensione e scioglimento di contratti bancari – Contratti non compiutamente eseguiti – Applicabilità

Operazioni commerciali riferibili ad un unico rapporto di conto corrente – Inapplicabilità della compensazione

Pur volendo accedere all'interpretazione che ha equiparato l'oggetto degli articoli 72 e 169 bis L.F., con ciò escludendosi la sospensione o lo scioglimento dei contratti integralmente eseguiti da una delle parti, è evidente come la preclusione non possa operare allorché la prestazione non sia stata eseguita totalmente dall'istituto di credito, circostanza che ricorre, in particolare, quando l'imprenditore non abbia acceduto all'intero ammontare accordato: in queste ipotesi, poiché l'imprenditore, nella vigenza del contratto (sul punto il legislatore è stato lapalissiano con l'introduzione del superfluo ultimo periodo del terzo comma dell'articolo 182 quinquies L.F.) può accedere alle somme accordate e non ancora riscosse, è consentito al tribunale concedere l'autorizzazione alla sospensione o allo scioglimento del contratto.

Nell'ipotesi di operazioni commerciali riferibili ad un unico rapporto di conto corrente non può operare la compensazione - la quale presuppone la alterità dei rapporti giuridici - ma si verifica un mero effetto contabile di elisione delle poste attive e passive; ciò determina una illegittima acquisizione delle somme pagate dai terzi debitori in data successiva alla pubblicazione della domanda di concordato, poiché non vi è alcuna compensazione e si tratta di un pagamento vietato riferibile all'imprenditore in forza di una delegazione di pagamento fatta al terzo. (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 28 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Contratti bancari - Scioglimento - Anticipazione con conferimento di mandato irrevocabile all'incasso e patto di compensazione - Cristallizzazione del passivo - Compensazione - Esclusione - Contratti di anticipazione pro solvendo - Opponibilità la procedura - Distinzione - Contratti di garanzia
Non vi sono i presupposti di cui all'articolo 169 bis L.F. per autorizzare lo scioglimento dei contratti bancari di anticipazione con conferimento alla banca di mandato irrevocabile all'incasso e patto di compensazione, ciò in ragione della cristallizzazione del passivo che si produce con la domanda di concordato ai sensi degli articoli 168 e 169 L.F. con richiamo agli articoli 45 e 56 L.F., in forza dei quali le somme versate dai terzi dopo la domanda non possono essere incamerate dalla banca a compensazione di quanto anticipato, effetto, questo, che si produce automaticamente per effetto del deposito della domanda di concordato e della sua pubblicazione nel registro delle imprese.

Allo stesso modo, non vi è motivo di autorizzare lo scioglimento dei contratti di anticipazione pro solvendo in quanto: se i contratti non sono opponibili alla procedura, non si pone la necessità di ottenerne lo scioglimento, mentre se sono opponibili, gli stessi dovranno considerarsi a garanzia delle anticipazioni, garanzie che non possono essere escusse a causa della pendenza della procedura di concordato, salva l'ipotesi dei contratti di garanzia finanziaria di cui al decreto legislativo n. 170 del 2004, per i quali è espressamente prevista la deroga alle disposizioni di cui all'articolo 168 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 23 Settembre 2015.


Concordato Preventivo – Contratti bancari – Mandato all’incasso – Compensazione – Operatività
Nel caso in cui la banca, prima dell’apertura della procedura concorsuale, anticipi all’imprenditore l’importo di un credito, assumendo il mandato al relativo incasso nell’ambito di un rapporto di conto corrente o di apertura di credito o di sconto bancario o di “anticipazione sbf”, il rapporto contrattuale, al momento dell’apertura della procedura concorsuale deve considerarsi ancora non compiutamente eseguito da entrambe le parti, posto che la banca deve ancora completare la prestazione di incasso e comunque è tenuta a prestare il servizio continuativo di cassa o a mettere a disposizione le somme concordate.

La banca non può ritenere l’incasso invocando la compensazione tra il credito derivante dall’anticipazione del credito e il debito restitutorio conseguente all’incasso, in quanto il primo viene ad esistenza prima dell’apertura della procedura di concordato ed il secondo dopo, mentre la compensazione ex art. 56 l.f. operante anche nel concordato preventivo, può operare solo quando entrambi i crediti siano venuti ad esistenza prima dell’apertura della procedura concorsuale, anche se divengano esigibili dopo.

In caso di mandato all’incasso conferito dall’imprenditore alla banca prima dell’apertura di una procedura concorsuale, nell’ambito di un rapporto di conto corrente o di apertura di credito o di sconto bancario o di “anticipazione sbf” (che rappresenta una forma di finanziamento atipico), qualora l’incasso avvenga dopo l’apertura della procedura concorsuale, deve escludersi la possibilità per la banca di ritenere il pagamento per il principio generale per cui l’accredito su conto corrente con saldo passivo dell’imprenditore soggetto a procedura concorsuale, di un pagamento proveniente da terzi debitori, nella misura in cui riduce il saldo passivo, diviene pagamento dell’imprenditore nei confronti della banca, inefficacie ai sensi dell’art. 44 in caso di fallimento e non consentito in caso di concordato preventivo, fermo il diritto della banca ad ottenere in prededuzione il pagamento del corrispettivo (commissioni e spese). (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 31 Agosto 2015.


Concordato preventivo – Richiesta di scioglimento di contratto accessorio a contratto già interamente eseguito da uno dei contraenti – Inammissibilità
E’ inammissibile l’istanza volta ad ottenere lo scioglimento di un contratto di cessione di crediti pro solvendo ove questo sia adietto ad un finanziamento bancario già interamente erogato prima della domanda di concordato preventivo e sia finalizzato a garantirne il rimborso (fattispecie relativa a contratto di finanziamento delle spese relative alla realizzazione di impianto per la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica da fonte solare con previsione dell’ obbligo in capo al mutuatario di cedere pro solvendo alla banca mutuante, a garanzia del finanziamento, tutti i crediti presenti o futuri dal medesimo vantato nei confronti del gestore dei servizi energetici). (Matteo Tassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 23 Luglio 2015.


Concordato preventivo – Istanza di sospensione ex articolo 169 bis dei contratti bancari pendenti di anticipazione
L’istanza di sospensione ex articolo 169-bis L.F. dei contratti bancari di apertura di credito in conto corrente non produce la sospensione delle cessioni di credito opponibili, né dei mandati all’incasso con patto di compensazione già conclusi tra banca e cliente a fronte delle anticipazioni ricevute. (Luciano Varotti) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 08 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Prosecuzione dei rapporti bancari - Patto di compensazione - Operatività
L'esistenza di una procedura di concordato preventivo con prosecuzione dell'operatività dei rapporti bancari configura come legittima la facoltà della banca di compensare, in presenza di apposita pattuizione ai sensi degli articoli 1853 c.c. e 1252 c.c., le somme confluite sui conti con i crediti dalla stessa vantati nei confronti del cliente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 19 Maggio 2015.


Contratti in corso di esecuzione - Contratti bancari con concessione di credito - Obbligazione della banca di mettere a disposizione del cliente le somme fino al limite pattuito - Applicazione della disciplina di cui all'articolo 169 bis L.F.
Nei contratti di apertura di credito in conto corrente, così come in tutti gli altri rapporti di concessione di linee di credito, la banca si obbliga a mettere a disposizione del cliente determinati importi fino ad un limite contrattualmente pattuito e fino alla eventuale revoca delle linee stesse. Fino a che tale limite non sia stato raggiunto o le linee di credito revocate il contratto è ancora in corso di esecuzione e come tale assoggettabile alla disciplina di cui all'articolo 169 bis L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 20 Gennaio 2015.


Concordato preventivo - Disciplina dei contratti in corso di esecuzione di cui all'articolo 169 bis L.F. - Applicazione ai rapporti bancari ove la banca ha già eseguito la propria prestazione - Esclusione
La disciplina che attribuisce al proponente la facoltà di ottenere lo scioglimento o la sospensione dei contratti in corso di esecuzione nel concordato preventivo non è applicabile a quei rapporti bancari, quali le linee di fido per smobilizzo crediti, ove la banca ha già interamente eseguito la propria prestazione ed ineseguita è soltanto la prestazione a carico del debitore, la quale trova esecuzione con il patto di compensazione o il mandato all'incasso conferito alla banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 26 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Contratti bancari - Somme derivanti da cessione di credito - Autonoma sospensione - Ammissibilità
Il mandato irrevocabile a versare le somme derivanti da contratto di cessione di credito su specifico conto corrente bancario, pur facendo parte di una complessa fattispecie contrattuale, può essere oggetto di autonoma sospensione quando, dall’interpretazione complessiva dei documenti negoziali, non solo appare dotato non solo di struttura e causa autonoma, ma anche quando risulta qualificabile come mera pattuizione di assistenza (non determinante)del complesso accordo negoziale in essere. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 24 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Rapporti pendenti - Rapporti bancari con anticipazioni e cessioni di credito - Applicazione dell'articolo 169 bis L.F. - Esclusione
Non può dirsi pendente e, quindi, assoggettabile alla disciplina di cui all'articolo 169 bis L.F., il rapporto bancario nel quale la banca abbia concesso anticipazioni non a fronte di mera girata per l'incasso o altro forma di mandato, ma dietro espressa cessione del credito vantato dalla cliente nei confronti di terzi. In tal caso, infatti, la banca risulta aver concretamente erogato la propria prestazione mediante l'accredito dell'anticipazione ed il cliente finanziato ha operato da parte sua la cessione del credito corrispondente, cosicché il rapporto non può dirsi pendente o parzialmente ineseguito da entrambe le parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Patto di compensazione contenuto nei contratti bancari - Caducazione
L’applicazione della disciplina di cui all’articolo 169 bis L.F., la quale consente lo scioglimento o la sospensione dei contratti in corso di esecuzione alla data di presentazione della domanda di concordato preventivo comporta la caducazione del patto di compensazione eventualmente contenuto del contratto stipulato con la banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 07 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Sospensione dei contratti di anticipazione bancaria - Anticipazioni già effettuate e anticipazione da effettuare - Distinzione
In tema di sospensione dei contratti in corso di esecuzione ex articolo 169 bis L.F. dei contratti di anticipazione bancaria, non può predicarsi alcuna sospensione alle anticipazioni effettuate in epoca precedente il deposito della domanda, posto che la singola anticipazione genera solo un debito del cliente verso la banca e deve ritenersi operazione esaurita all'atto dell'erogazione della anticipazione, non diversamente dal contratto di mutuo per il quale la sospensione non è applicabile. Per quanto attiene, invece, la sospensione dei mandati all'incasso in corso di esecuzione, quei mandati che andrebbero a chiudere l'operazione di anticipazione con la riscossione del credito, può essere disposta la sospensione, la quale opererà non per una sola parte, né limitatamente ad alcune clausole del rapporto di mandato, ma integralmente, impedendo non solo l'applicazione della clausola di compensazione, ma nel suo complesso l'esecuzione del mandato all'incasso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28 Maggio 2014.


Sospensione e scioglimento dei rapporti pendenti nel concordato con riserva.
Lo scioglimento dei contratti pendenti nel concordato preventivo può essere autorizzato anche con riferimento a contratti di anticipo fatture nei quali la banca abbia già eseguito pressochè interamente la propria prestazione. (Marco Capecchi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 10 Febbraio 2014.


Contratti in corso di esecuzione - Contratti bancari - Effetti dell'autorizzazione alla sospensione o allo scioglimento dei contratti di credito - Caducazione del patto di compensazione - Ordine ex articolo 700 c.p.c. alla banca di restituire le somme trattenute.
La sospensione o lo scioglimento dei contratti bancari in corso di esecuzione disposta ai sensi dell'articolo 169 bis L.F. comporta la caducazione del patto di compensazione tra crediti e debiti, con la conseguenza che le somme trattenute dalla banca in data successiva al provvedimento di autorizzazione alla sospensione o allo scioglimento debbono essere restituite all'impresa in concordato. (Nel caso di specie, il provvedimento che ordina alla Banca di restituire le somme trattenute è stato pronunciato ai sensi dell'articolo 700 c.p.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 27 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Scioglimento dei contratti in corso di esecuzione - Contratti bancari - Opponibilità del patto di compensazione - Verifica del tribunale in ordine alla funzionalità dello scioglimento rispetto alla realizzazione del piano concordatario - Previsione da parte del tribunale dell'indennizzo a favore del contraente in bonis.
Nel concordato preventivo, in caso di richiesta di scioglimento ex art. 169 bis l.f. di contratti di anticipazione di fatture in cui la convenzione di affidamento della linea di credito prevede espressamente il patto di compensazione a favore della banca il tribunale è chiamato alla verifica della funzionalità dello scioglimento rispetto alla realizzazione del piano concordatario e della previsione di un indennizzo in favore del contraente in bonis ai sensi del secondo comma dell’art. 169-bis. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 14 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Scioglimento dei contratti in corso di esecuzione - Contratti bancari di anticipo fatture - Scioglimento funzionale alla migliore soddisfazione dei creditori.
Lo scioglimento ex art. 169 bis l.f. di contratti di anticipazione di fatture è funzionale alla migliore soddisfazione dei creditori, posto che la riduzione, nel piano concordatario, dell’attivo per la parte relativa alle fatture oggetto di anticipazione, pur accompagnata da contestuale riduzione del passivo concorsuale, è più penalizzante, in termini di percentuale di soddisfacimento dei creditori chirografari, rispetto all’ipotesi di un mantenimento di tali crediti, con appostazione dell’intero debito, comprensivo dell’equo indennizzo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 14 Novembre 2013.


Concordato preventivo con riserva - Scioglimento contratti pendenti.
Lo scioglimento dei contratti pendenti nel concordato preventivo può essere autorizzato anche con riferimento a contratti di anticipo fatture nei quali la banca abbia già eseguito pressochè interamente la propria prestazione. (Marco Capecchi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 04 Novembre 2013.


Procedure concorsuali - Rapporti bancari - Compensazione degli incassi ricevuti da terzi successivamente all'apertura della procedura su un portafoglio presentato all'incasso - Ammissibilità.
Deve considerarsi legittima la compensazione effettuata dalla banca dei pagamenti ricevuti da terzi in relazione al portafoglio presentatole dalla debitrice ed oggetto di anticipazione qualora il credito anticipato al cliente sia anteriore alla ammissione alla procedura concorsuale e la riscossione del relativo credito sia invece posteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 19 Giugno 2013.


Concordato preventivo con riserva - Sospensione dei contratti bancari - Scopo di evitare la compensazione dei crediti degli istituti con le somme versate sui conti correnti - Ammissibilità.
A fronte della presentazione di una domanda di concordato preventivo con riserva è possibile disporre la sospensione dei contratti bancari allo scopo di evitare che gli istituti di credito pongano in compensazione i propri crediti verso la ricorrente con le somme che affluiscono sui relativi conti correnti, con conseguente lesione della par condicio creditorum ed in contrasto con i principi stabiliti dagli articoli 168 e 169, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 11 Febbraio 2013.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Scioglimento di contratti di swap e di anticipazione bancaria - Ammissibilità.
Qualora venga proposta domanda di concordato "in bianco", il tribunale, ove richiesto ai sensi dell'articolo 169 bis, legge fallimentare, può disporre la sospensione dei contratti di swap stipulati con istituti bancari nonché dei contratti di anticipazione bancaria, questi ultimi allo scopo di evitare che gli istituti di credito possono opporre in compensazione i crediti maturati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 16 Gennaio 2013.


Concordato preventivo con riserva - Scioglimento dei contratti in corso di esecuzione - Fattispecie in tema di contratti bancari.
A fronte di domanda di concordato preventivo con riserva, può essere autorizzato, su richiesta del debitore, lo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione con gli istituti di credito e ciò al fine di evitare il pregiudizio che dalla loro prosecuzione deriverebbe in capo ai creditori sociali qualora le somme incassate dalla banca successivamente alla data di pubblicazione del ricorso per concordato fossero dalla stessa definitivamente trattenute in violazione della par condicio creditorum. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 05 Novembre 2012.


Concordato preventivo - Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione - Anticipo e sconto di fatture con sottostante cessione dei crediti - Carattere di ordinaria amministrazione.
Alla luce dei principi enunciati dalla giurisprudenza di legittimità, allo scopo di distinguere gli atti di ordinaria da quelli di straordinaria amministrazione, e tenendo presente che nell'ambito del concordato preventivo l'articolo 169 bis enuncia la regola della continuazione dei contratti in corso di esecuzione, è possibile affermare che le operazioni di anticipo o sconto di fatture effettuate presso istituti bancari o di factoring, con sottostante cessione dei crediti anticipati, che siano in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso per concordato, siano da ritenersi atti di ordinaria amministrazione e ciò non solo per l'uso pregresso che ne abbia eventualmente fatto l'impresa, ma anche perché si tratta del tipo di operazioni più diffuso nella prassi commerciale e che consentono lo smobilizzo dei crediti d'impresa in funzione cd. “autoliquidante”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 12 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione - Contratti in corso di esecuzione - Compensazione dei crediti vantati dalla banca mandataria all'incasso - Condizioni - Patto di compensazione anteriore all'apertura della procedura di concordato - Necessità.
Posto che le operazioni di anticipo o sconto di fatture presso istituti bancari o di factoring che siano in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso per concordato preventivo, sono normalmente da ritenersi atti di ordinaria amministrazione, occorre tener presente che la giurisprudenza di legittimità, in applicazione del combinato disposto degli articoli 169 e 56, legge fallimentare, ha ritenuto non compensabili i crediti vantati dalla banca mandataria all'incasso verso il debitore concordatario con le somme riscosse dopo il deposito della domanda di concordato, salva l'ipotesi in cui vi sia uno specifico patto di compensazione anteriore all'apertura della procedura relativo alla cessione del credito, patto in base al quale la banca sia legittimata a riscuotere il credito cedutole anteriormente non già come mandataria (ossia per conto del mandante), ma come vera è propria cessionaria. Infatti, a differenza della cessione del credito, il mandato all'incasso non determina il trasferimento del credito in favore del mandatario, ma comporta l'obbligo di costui di restituire al mandante la somma riscossa, obbligo che sorge non al momento del conferimento del mandato, ma all'atto della riscossione del credito medesimo, con la conseguenza che, se avvenuto in epoca successiva al deposito della domanda di concordato preventivo, non è idoneo a soddisfare il presupposto della preesistenza di entrambi i crediti contrapposti alla procedura, presupposto, questo, necessario (unitamente a quello della reciprocità, ossia al fatto di riguardare gli stessi soggetti) ai fini della compensazione in sede concorsuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 12 Ottobre 2012.


Conto corrente - Cosiddetto patto di compensazione - Meccanismo di funzionamento del rapporto - Compensazione in senso tecnico - Esclusione

Concordato preventivo - Conto corrente bancario - Prosecuzione del rapporto - Cosiddetto patto di compensazione - Inscindibilità della pattuizione dal contratto di conto corrente - Diritto del correntista di ottenere la restituzione delle somme incassate dalla banca successivamente all’inizio della procedura di concordato preventivo - Esclusione

Qualora il contratto di conto corrente preveda il cosiddetto patto di compensazione in forza del quale la banca ha facoltà di incassare i crediti oggetto di anticipazione, il meccanismo di funzionamento del conto corrente bancario porta ad escludere che possa darsi compensazione in senso proprio tra i risultati di operazioni di segno opposto registrate nello sviluppo attuativo del rapporto, rimanendo l’effetto di compensazione, secondo il disposto dell’articolo 1853 c.c., limitato alla diversa fattispecie dei saldi attivi e passivi di più rapporti o più conti esistenti tra la banca ed il cliente. Il “patto di compensazione” previsto dal contratto non integra, pertanto, una compensazione in senso tecnico, ma un mero effetto contabile dell’esercizio del diritto, spettante al correntista, di variare continuamente la sua disponibilità. L’annotazione delle riscossioni dei pagamenti non fa, pertanto, sorgere crediti o debiti in senso giuridico, ma serve a rappresentare le modificazioni quantitative che il rapporto subisce nel suo svolgimento e, quindi, ad attuare un continuo regolamento contabile delle voci di segno opposto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora il contratto di conto corrente, il quale contenga anche il cosiddetto patto di compensazione, prosegua dopo l’ammissione del cliente alla procedura di concordato preventivo, si deve ritenere che il rapporto prosegua nella sua interezza e che il patto di compensazione, in quanto inscindibilmente connesso al contratto di conto corrente, mantenga la sua efficacia. In considerazione di ciò, non possono essere condivise quelle costruzioni giuridiche che vorrebbero mantenere in vigore il rapporto di conto corrente ed escludere l’operatività del cosiddetto “patto di compensazione” attuato attraverso il mezzo tecnico dell’annotazione in conto delle somme riscosse ad elisione delle partite di debito verso la banca. (Nel caso di specie, il Tribunale ha rigettato la domanda della società ammessa alla procedura di concordato preventivo volta ad ottenere la restituzione delle somme incassate dalla banca successivamente all’inizio della procedura in forza del patto di compensazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 19 Ottobre 2011.


Concordato preventivo - Anticipazioni su ricevute bancarie in conto corrente - Ricevute incassate dalla banca dopo l'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata - Compensazione con altri crediti della banca verso il correntista poi fallito - Legittimità - Condizioni e limiti.
In tema di anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto corrente, se le relative operazioni siano compiute in epoca antecedente rispetto all'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata, è necessario accertare, qualora il correntista - successivamente ammesso al concordato preventivo - agisca per la restituzione dell'importo delle ricevute incassate dalla banca, se la convenzione relativa all'anticipazione su ricevute regolata in conto contenga una clausola attributiva del "diritto di incamerare" le somme riscosse in favore della banca (cd. patto di compensazione o, secondo altra definizione, patto di annotazione ed elisione nel conto di partite di segno opposto); solo in tale ipotesi, difatti, la banca ha diritto a "compensare" il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito, verso lo stesso cliente, conseguente ad operazioni regolate nel medesimo conto corrente, a nulla rilevando che detto credito sia anteriore alla ammissione alla procedura concorsuale ed il correlativo debito, invece, posteriore, poiché in siffatta ipotesi non può ritenersi operante il principio della "cristallizzazione dei crediti", con la conseguenza che nè l'imprenditore durante l'amministrazione controllata, nè gli organi concorsuali - ove alla prima procedura ne sia conseguita altra - hanno diritto a che la banca riversi in loro favore le somme riscosse (anziché porle in compensazione con il proprio credito) (1). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Settembre 2011, n. 17999.


Concordato preventivo - Rapporto di conto corrente bancario - Prosecuzione - Effetto su tutte le clausole che lo regolano - Diritto della banca di incamerare le somme riscosse per conto del correntista - Sussistenza
Poiché l’ammissione al concordato preventivo non determina lo scioglimento del rapporto di conto corrente bancario e di quelli in esso confluenti, deve ritenersi che la prosecuzione investe il rapporto nella sua interezza estendendosi a tutte le clausole che lo regolano, ivi inclusa quella con la quale le parti abbiano attribuito alla banca il diritto di incamerare le somme riscosse per conto del correntista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Aprile 2010.


Credito bancario - Potere conferito alla banca in forza di mandato o cessione di credito di riscuotere il credito del correntista - Regolamentazione della modalità di satisfazione del credito della banca
Il negozio di credito bancario è strutturalmente collegato al potere conferito alla banca in forza di mandato o di una cessione di credito di riscuotere il credito del correntista, in quanto configura la regolamentazione delle modalità di satisfazione del credito della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Aprile 2010.


Contratto bancario - Patto di elisione in conto corrente delle partite di segno opposto - Potere della banca di compensare il suo debito derivante dalle somme riscosse per conto del cliente - Sussistenza - Concordato preventivo - Opponibilità
La presenza di un patto di elisione in conto delle partite di segno opposto, in virtù del quale la banca ha il diritto di compensare il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito nei confronti dello stesso per operazioni regolate sul conto corrente, autorizza la banca stessa ad incamerare ed a trattenere le somme riscosse anche qualora il cliente venga ammesso alla procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Aprile 2010.


Concordato preventivo - Compensazione - Ammissibilità - Condizioni - Preesistenza dei crediti reciproci - Necessità - Fattispecie in tema di mandato all'incasso
In caso di ammissione del debitore al concordato preventivo, la compensazione tra i suoi debiti ed i crediti da lui vantati nei confronti dei creditori postula, ai sensi dell'art. 56 della legge fall. (richiamato dall'art. 169 della medesima legge), che i rispettivi crediti siano preesistenti all'apertura della procedura concorsuale; essa, pertanto, non può operare nell'ipotesi in cui il debitore abbia conferito ad una banca un mandato all'incasso di un proprio credito, attribuendole la facoltà di compensare il relativo importo con lo scoperto di un conto corrente da lui intrattenuto con la medesima banca; a differenza della cessione di credito, infatti, il mandato all'incasso non determina il trasferimento del credito in favore del mandatario, ma l'obbligo di quest'ultimo di restituire al mandante la somma riscossa, e tale obbligo non sorge al momento del conferimento del mandato, ma soltanto all'atto della riscossione del credito, con la conseguenza che, qualora quest'ultima debba aver luogo dopo la presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, non sussistono i presupposti per la compensazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Maggio 2009, n. 10548.


Fallimento - Compensazione - Anticipazione su ricevute bancarie regolate in conto corrente - Ricevute incassate dalla banca dopo l'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata - Compensazione con altri crediti vantati dalla banca nei confronti del correntista poi dichiarato fallito - Legittimità - Condizioni e limiti - Preesistenza di una convenzione di compensazione o di annotazione ed elisione di partite di segno opposto rispetto alle procedure concorsuali - Necessità
In tema di anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto corrente, se le relative operazioni siano compiute in epoca antecedente rispetto all'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata, è necessario accertare, qualora il fallimento (successivamente dichiarato) del correntista agisca per la restituzione dell'importo delle ricevute incassate dalla banca, se la convenzione relativa all'anticipazione su ricevute regolata in conto contenga una clausola attributiva del diritto di "incamerare" le somme riscosse in favore della banca (cd. "patto di compensazione" o, secondo altra definizione, patto di annotazione ed elisione nel conto di partite di segno opposto). Solo in tale ipotesi, difatti, la banca ha diritto a "compensare" il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito, verso lo stesso cliente, conseguente ad operazioni regolate nel medesimo conto corrente, a nulla rilevando che detto credito sia anteriore alla ammissione alla procedura concorsuale ed il correlativo debito, invece, posteriore, poiché in siffatta ipotesi non può ritenersi operante il principio della "cristallizzazione dei crediti", con la conseguenza che ne' l'imprenditore durante l'amministrazione controllata, ne' il curatore fallimentare - ove alla prima procedura sia conseguito il fallimento - hanno diritto a che la banca riversi in loro favore le somme riscosse (anziché porle in compensazione con il proprio credito). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 1998, n. 2539.


Anticipazione su ricevute bancarie regolate in conto corrente - Ricevute incassate dalla banca successivamente all'ammissione alla procedura di amministrazione controllata del correntista - Compensazione con altri crediti nei confronti del correntista successivamente fallito - Ammissibilità - Condizioni - Originario patto di compensazione o di annotazione ed elisione di partite di segno opposto - Necessità
In relazione ad un'operazione di anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto corrente, effettuata prima dell'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata, qualora il fallimento del correntista agisca per la restituzione dell'importo delle ricevute incassate dalla banca, occorre accertare se la convenzione relativa all'operazione di anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto preveda o meno una clausola che attribuisca alla banca il diritto di "incamerare" le somme riscosse, ossia il cosiddetto patto di compensazione o, secondo altra definizione, il patto di annotazione ed elisione nel conto di partite di segno opposto, in quanto solo in tale ipotesi la banca ha diritto a "compensare" il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito verso la stesso cliente conseguenti ad operazioni regolate nel medesimo conto corrente, a nulla rilevando che il suo credito sia anteriore all'ammissione alla procedura di amministrazione controllata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Agosto 1997, n. 7194.


Fallimento - Effetti - Per i creditori - Debiti pecuniari - Compensazione - Anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto corrente - Fallimento del correntista successivamente all'ammissione alla procedura di concordato preventivo - Somma incassata dalla Banca presso i terzi debitori dopo il deposito della istanza di concordato preventivo - Compensazione con crediti nei confronti del fallimento - Ammissibilità - Condizioni
La procedura di concordato preventivo inizia con l'emissione del decreto del Tribunale, che la dichiara aperta e nomina il giudice delegato ed il commissario giudiziale (art. 163 legge fall.), non già con il deposito del ricorso per l'ammissione all'indicata procedura, il quale è rilevante per i soli effetti previsti dagli artt. 168 e 169 legge fall., tra cui il divieto di compensazione, vigente, pertanto, per i creditori fin dalla presentazione della domanda di concordato (art. 56 legge fall.). Ne deriva che, in relazione ad operazione di "anticipazione su ricevute bancarie" regolata in conto corrente, qualora il fallimento del correntista agisca in giudizio per chiedere la restituzione dell'importo delle ricevute, incassate dalla banca presso i terzi debitori dopo il deposito dell'istanza di concordato preventivo del correntista medesimo, il giudice del merito deve accertare se la banca risulti incaricata della riscossione dei crediti indicati nelle ricevute in forza di un accordo comportante la cessione dei crediti stessi o, comunque, il diritto della banca d'incamerare le somme riscosse, ovvero sulla base di un mandato a riscuotere (con successivo obbligo di rimettere al cliente quanto riscosso, a norma dell'art. 1713 cod. civ.), in quanto solo in quest'ultima ipotesi la banca non avrebbe diritto a compensare il suo debito (di versamento al cliente delle somme riscosse) con i crediti da essa vantati verso lo stesso, ancorché sorti prima della presentazione della domanda di concordato operando il divieto di compensazione di cui al richiamato art. 56 legge fall.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Luglio 1994.