Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 169-bis ∙ (Contratti pendenti)


I contratti pendenti
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Ratio e natura
I contratti pendentiDiritto potestativo del proponenteAbusoRuolo del professionistaContratti cessati prima del concordatoConcordato con riserva, scioglimento dei contrattiConcordato con riserva, sospensione dei contrattiDomanda di concordato e deposito delle scritture contabiliLa prosecuzione dei contratti in corso di esecuzioneRisoluzione dei contratti pendentiPattuizioni volte a regolare il recesso unilaterale o la sospensione del rapportoNatura cautelare della sospensioneDecorrenza degli effettiEffetti sul rapporto contrattualeTutela del terzo contraenteIndennizzo al terzo contraenteNatura concorsuale o prededotta dei crediti generati dai contratti in corso di esecuzioneMantenimento delle linee di credito autoliquidantiValutazione della condotta decettiva del debitoreAvviso ai creditori

Procedimento
Autorizzazione subordinata al deposito della proposta di concordato
Richiesta della autorizzazioneAnnotazione di avvio della proceduraTermine per la presentazione della richiestaSindacato del tribunaleValutazione del tribunaleAccertamento dei creditiVoto anteriore all'adunanzaContraddittorio con il terzo contraenteRichiesta di informazioni alla P.A. ex art. 213 c.p.cRicorso per cassazione

Fattispecie
Gruppo di imprese
Contratti di durataAccordi di ristrutturazione dei debitiContratti a prestazioni continuativeRapporti di lavoro subordinatoContratto di trasporto di gasContratto di consorzioContratti pubbliciContratto di appaltoContratto di affitto di aziendaContratti bancariPatto di compensazione e mandato all'incassoDelegazione di pagamentoPagamento di cambiale trattaContratto di mutuoFideiussione e rapporti di garanziaCessione di creditoContratto di leasingContratto di swapContratto di factoringContratto preliminareContratto preliminare di compravenditaTitoli di creditoAccantonamento degli incassiCompenso del commissario giudiziale


I contratti pendenti

Concordato preventivo – Contratti in corso di esecuzione ex art. 169-bis l.f. – Distinzione dalla fattispecie di cui all’art. 72 l.f.

Concordato preventivo – Contratti in corso di esecuzione ex art. 169-bis l.f. – Scioglimento – Ambito applicativo

Concordato preventivo – Contratti bancari di conto corrente – Condizioni

Concordato preventivo – Contratti bancari – Patto di compensazione – Compensazione ex at. 56 legge fall. – Esclusione

L'art. 169-bis legge fall. ha portata più ampia dell'art. 72 legge fall. in considerazione: i) del dato letterale che parla di "contratti in corso di esecuzione", concetto, questo, diverso da quello espresso dall'art. 72 (che menziona il "contratto ... ancora ineseguito o non compiutamente eseguito da entrambe le parti") e non richiede che entrambe le parti debbano ancora adempiere alle proprie obbligazioni, ma solo che almeno una delle parti debba completare la propria; ii) la combinazione del primo e dell'ultimo comma dell'art. 169-bis, da cui si ricava che tutte le categorie di contratti ad eccezione di quelli esclusi possono essere oggetto di richiesta di risoluzione; iii) il mancato richiamo, da parte dell'art. 169 legge fall., dell'art. 72 legge fall. che impedisce di utilizzare in via di interpretazione sistematica la seconda disposizione per limitare l'area dei contratti oggetti della prima. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Lo scioglimento dal contratto ex art. 169-bis legge fall. può essere richiesto per tutti i contratti non espressamente esclusi dalla norma in cui almeno una parte debba adempiere alle proprie obbligazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nei contratti oggetto di possibile sospensione o scioglimento ex art. 169-bis legge fall. rientrano i contratti bancari di conto corrente, di anticipo su fatture o su ricevute bancarie, anche se la banca (che non ha ancora provveduto all'incasso) abbia già erogato il credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I contratti bancari autoliquidanti possono essere oggetto di sospensionescioglimento e ex art. 169-bis legge fall. e con essi anche la relativa clausola o patto di "compensazione" con conseguente impossibilità da parte della banca di incamerare i pagamenti ricevuti da terzi compensandoli ex at. 56 legge fall. con lo scoperto di conto corrente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 18 Luglio 2018.


Concordato preventivo – Contratti pendenti – Sospensione e scioglimento – Pegno su conti correnti – Cessione crediti da contratti di progetto e assicurazione – Cessione crediti GSE
Non può qualificarsi come “pendente” ai sensi dell’art. 169-bis legge fall. il contratto di garanzia che abbia natura accessoria rispetto a contratti di finanziamento che siano stati dalle parti integralmente eseguiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09 Marzo 2017.


Autorizzazione allo scioglimento di contratto pendente nel concordato preventivo - Contratto preliminare ad effetti anticipati - Ipotesi di contratto pendente
E’ qualificabile contratto pendente ai sensi dell’art. 169 bis l.f. il contratto preliminare di compravendita immobiliare anche quando le parti hanno concordato l'esecuzione anticipata di obbligazioni contrattuali, quali la consegna immediata del bene al promissario acquirente e il pagamento del prezzo, posto che l’effetto traslativo, per volontà delle stesse parti non si è ancora realizzato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Gennaio 2017.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Disciplina della risoluzione dettata dall'articolo 72 l.f. - Applicazione nell'ambito del concordato - Esclusione
Non è praticabile l'importazione dei limiti alla risoluzione del contratto dettati dall'art. 72., commi 5 e 6, legge fall. nella disciplina del concordato preventivo in quanto: i) l'art. 72 non è richiamato dall'art. 169 legge fall. tra le disposizioni applicabili al concordato preventivo; ii) i commi 5 e 6 dell'art. 72 si innestano nel quadro di una disposizione la cui vocazione è ispirata dal principio generale (antitetico alla continuazione) della temporanea quiescenza — orientata verso lo scioglimento — dei contratti pendenti (art. 72, commi 1 e 2); iii) solo per il concordato con continuità è prevista l'inefficacia di clausole che prevedano la risoluzione dei contratti in corso di esecuzione per effetto del deposito della domanda di concordato (art. 186-bis, comma 3, legge fall.), con la conseguenza che, a contrario, nel concordato liquidatorio non potrebbe negarsi l'efficacia di clausole risolutive espressive di un regime diametralmente opposto a quello apprestato dall'art. 72, comma 6, citato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 01 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Scioglimento dei contratti pendenti - Linee di credito auto liquidanti - Natura dei contratti pendenti - Sussistenza - Combinazione di negozi collegati - Anticipazione dietro presentazione di fattura - Apertura di credito - Conferimento alla banca di mandato all'incasso in rem propriam - Patto di compensazione
Rientrano a pieno titolo nel novero dei contratti pendenti di cui all'articolo 169-bis legge fall. la concessione di linee autoliquidanti ove la banca abbia assicurato dette linee di credito autoliquidanti con una combinazione di negozi collegati, cioè previa anticipazione di parte della somma oggetto del credito dietro presentazione di fattura, nell’ambito di un contratto di apertura di credito, dietro conferimento, da parte del cliente alla banca, di un mandato all’incasso in rem propriam del credito oggetto dell’anticipazione, mandato assistito da un patto di compensazione. (Nel caso di specie, il tribunale ha ritenuto che la autorizzazione allo scioglimento fosse coerente con i contenuti del piano, che non si impernia sulla prosecuzione delle linee autoliquidanti in essere al momento dell’apertura del concorso, e quindi da ritenersi pienamente rispondente all’interesse della massa dei creditori alla tenuta del piano stesso). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016.


Art. 169 bis Contratti in corso di esecuzione – Sospensione e scioglimento di contratti bancari – Contratti non compiutamente eseguiti – Applicabilità

Operazioni commerciali riferibili ad un unico rapporto di conto corrente – Inapplicabilità della compensazione

Pur volendo accedere all'interpretazione che ha equiparato l'oggetto degli articoli 72 e 169 bis L.F., con ciò escludendosi la sospensione o lo scioglimento dei contratti integralmente eseguiti da una delle parti, è evidente come la preclusione non possa operare allorché la prestazione non sia stata eseguita totalmente dall'istituto di credito, circostanza che ricorre, in particolare, quando l'imprenditore non abbia acceduto all'intero ammontare accordato: in queste ipotesi, poiché l'imprenditore, nella vigenza del contratto (sul punto il legislatore è stato lapalissiano con l'introduzione del superfluo ultimo periodo del terzo comma dell'articolo 182 quinquies L.F.) può accedere alle somme accordate e non ancora riscosse, è consentito al tribunale concedere l'autorizzazione alla sospensione o allo scioglimento del contratto.

Nell'ipotesi di operazioni commerciali riferibili ad un unico rapporto di conto corrente non può operare la compensazione - la quale presuppone la alterità dei rapporti giuridici - ma si verifica un mero effetto contabile di elisione delle poste attive e passive; ciò determina una illegittima acquisizione delle somme pagate dai terzi debitori in data successiva alla pubblicazione della domanda di concordato, poiché non vi è alcuna compensazione e si tratta di un pagamento vietato riferibile all'imprenditore in forza di una delegazione di pagamento fatta al terzo. (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 28 Ottobre 2015.


Concordato preventivo – Nozione di contratti in corso di esecuzione ex art. 169 bis legge fall. – Nozione contratti pendenti ex art. 72 legge fall. – Coincidenza – Art. 8 D.L. 83/2015
Secondo l’interpretazione preferibile i contratti in corso di esecuzione suscettibili di scioglimento o di sospensione ai sensi dell’art. 169-bis R.D. 16/03/1942 sono solo i contratti ineseguiti o non compiutamente eseguiti da entrambi i contraenti.

Il recente art. 8 del D.L. 27/06/2015, sostituendo la rubrica dell’art. 169-bis con l’espressione “contratti pendenti” nel concordato preventivo ha inteso confermare l’equiparazione di tale nozione con quella - omologa - dettata in ambito fallimentare dall’art. 72 legge fall.. (Matteo Tassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 23 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Definizione - Contratti ineseguiti o non integralmente eseguiti da entrambi i contraenti
Per contratto in corso di esecuzione di cui all'articolo 169 bis L.F. deve intendersi quel negozio che al momento della presentazione dell'istanza di sospensione o di scioglimento sia ancora ineseguito o non ancora integralmente eseguito da entrambe le parti contraenti, con la conseguenza che il contratto non può essere sciolto laddove il contraente in bonis abbia già interamente eseguito la propria prestazione e quello in concordato non abbia ancora adempiuto alle proprie obbligazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 11 Marzo 2015.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Contratto di cessione di crediti collegato a contratto di finanziamento - Prestazione di finanziamento interamente eseguita da una delle parti - Scioglimento - Inammissibilità
Non può essere autorizzato lo scioglimento ai sensi dell'articolo 169 bis L.F. del contratto di cessione di crediti che sia indissolubilmente collegato al contratto di finanziamento in modo tale che il nesso sinallagmatico tra le parti possa essere ravvisato soltanto considerando il contratto di cessione in uno con quello di finanziamento. In detta ipotesi, la richiesta di scioglimento è inammissibile in quanto la parte in bonis, in forza del contratto di finanziamento, ha già interamente eseguito la propria prestazione negoziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 11 Marzo 2015.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Nozione - Contratti pendenti ex articolo 72 L.F. - Contratti sinallagmatici non eseguiti o non compiutamente eseguiti da entrambi le parti - Contratti unilaterali - Esclusione
La nozione di contratti in corso di esecuzione di cui all'articolo 169 bis L.F. è riconducibile a quella di contratti pendenti di cui all'articolo 72 L.F. I contratti in corso di esecuzione sono, pertanto, tutti contratti sinallagmatici non eseguiti o non compiutamente eseguiti da entrambi le parti, mentre i contratti unilaterali con obbligazioni a carico di una sola delle parti non possono essere ricompresi in tale nozione, in quanto, nell'ambito di tali rapporti, la controparte ha già compiutamente eseguito la sua prestazione prima della presentazione del ricorso per concordato preventivo di cui all'articolo 161 L.F. ed al contraente in bonus residuerà esclusivamente un credito mentre, nel caso in cui sia il contraente concordatario ad aver adempiuto completamente l'obbligazione, sarà quest'ultimo a vedersi riconosciute il relativo credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 29 Gennaio 2015.


Concordato preventivo - Anticipazione in conto corrente di crediti - Applicazione della disciplina sui rapporti in corso di esecuzione di cui all'articolo 169 bis L.F. - Esclusione
Nell'ambito del rapporto, regolato in conto corrente, dove la banca si presta all'anticipazione dei crediti vantati dal cliente, l'unica prestazione che può dirsi ineseguita dopo l'anticipazione di credito è quella che concerne il pagamento da parte del debitore, la quale si attua mediante l'esecuzione del mandato all'incasso conferito alla banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 23 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Nozione - Coincidenza con quella dei contratti pendenti nel fallimento - Contratti nei quali è inadempiuta la prestazione di uno solo dei contraenti - Esclusione
Posto che la nozione di "contratti in corso di esecuzione" di cui all'articolo 169 bis L.F. tende a coincidere con quella di "contratti pendenti" di cui all'articolo 72 L.F., va esclusa la applicabilità di questa disciplina, con particolare riferimento a quella dettata per il concordato preventivo, alle ipotesi in cui gli effetti del contratto si sono già tutti verificati ad eccezione della prestazione di uno dei contraenti e comunque a quelle situazioni ove residua unicamente un debito o un credito a carico di una delle parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 26 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Disciplina dei contratti in corso di esecuzione di cui all'articolo 169 bis L.F. - Ratio - Liberazione dell'imprenditore da un rapporto contrattuale divenuto superfluo o eccessivamente oneroso - Efficacia esclusivamente per le prestazioni future
La ratio ispiratrice della disciplina che consente lo scioglimento o la sospensione dei contratti in corso di esecuzione nel concordato preventivo rappresenta un'equilibrata soluzione di compromesso fra le esigenze dell'imprenditore in crisi e il sacrificio imposto al contraente in bonis; essa è, infatti, individuabile nella volontà di attribuire al debitore che propone il concordato la facoltà di far venir meno un rapporto contrattuale per il prosieguo del rapporto, in modo da liberarlo dall'esecuzione della prestazione divenuta superflua o eccessivamente onerosa a fronte della rinuncia alla prestazione a suo favore. La disciplina può, pertanto, trovare applicazione solamente con riferimento alle prestazioni future e non alle pregresse, poiché, diversamente opinando, si consentirebbe all'imprenditore un beneficio indiscriminato e privo di ragionevolezza, soprattutto avuto riguardo all'interesse di una controparte che ha già adempiuto agli obblighi derivanti dal rapporto contrattuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 26 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Disciplina dei contratti in corso di esecuzione - Oggetto - Rapporti non ancora completamente eseguiti per il mancato raggiungimento dell'effetto finale
La disciplina di cui all’art. 169-bis l. fall. riguarda i contratti in corso di esecuzione ovvero rapporti giuridici obbligatori che hanno perfezionato il proprio iter formativo in epoca antecedente alla data di presentazione della domanda, ma non sono ancora completamente eseguiti per il mancato raggiungimento del loro effetto finale. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 24 Novembre 2014.


Concordato preventivo in continuità – Rapporti pendenti – Art. 72 l. fall. – Applicazione
Possono considerarsi pendenti nel concordato preventivo con continuità i soli contratti che potrebbero essere considerati pendenti anche nel fallimento e, quindi, i soli contratti a prestazioni corrispettive in cui le reciproche prestazioni siano ineseguite anche parzialmente da entrambe le parti ai termini dell’art. 72 l. fallimentare. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 30 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Contratti pendenti nel fallimento - Coincidenza
La categoria dei contratti in corso di esecuzione di cui agli articoli 169 bis e 186 bis, comma 3, L.F. coincide con quella dei rapporti pendenti (cioè dei contratti ancora ineseguiti o non compiutamente eseguiti da entrambe le parti) di cui all'articolo 72, comma 1, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 29 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Nozione - Contratti pendenti nel fallimento
L’espressione “contratti in corso di esecuzione” deve essere interpretata coerentemente a quanto previsto negli artt. 72 e ss. L.F., ove si fa riferimento a “contratti non ancora eseguiti o non compiutamente eseguiti da entrambe le parti”. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione ex articolo 169 bis L.F. - Distinzione dall’ambito applicativo dei contratti pendenti di cui all’articolo 72 L.F.
L’ambito applicativo della disposizione relativa ai contratti in corso di esecuzione di cui all’articolo 169 bis L.F. differisce da quello della disposizione contenuta nell’articolo 72 L.F. e legittima, pertanto, lo scioglimento (e non la risoluzione) anche di contratti unilaterali o parzialmente adempiuti. Depongono in questo senso il mancato richiamo all’articolo 72 citato, il tenore letterale dell’articolo 169 bis, il quale fa riferimento a contratti in corso di esecuzione e non ai rapporti pendenti, nonché la espressa indicazione, al comma 4, delle ipotesi di deroga alla disciplina in questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 07 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Nozione sovrapponibile a quella dei contratti pendenti nel fallimento
La nozione di contratti in corso di esecuzione di cui all'articolo 169 bis L.F. è sovrapponibile a quella dei contratti pendenti nel fallimento di cui agli articoli 72 e seguenti L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Contratti con prestazioni unilaterali in cui una delle parti ha già eseguito la propria prestazione - Applicazione dell'istituto di cui all'articolo 169 bis L.F. - Esclusione
Non sono “pendenti” ai sensi dell'articolo 169 bis L.F. i contratti a prestazioni unilaterali in cui una delle parti abbia già eseguito la propria prestazione laddove del contratto residuino solo crediti e debiti, come nel caso dei contratti di mutuo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Contratti cessati in epoca precedente alla domanda di concordato - Inapplicabilità della disciplina di cui all'articolo 169 bis L.F.
Non possono considerarsi pendenti ai sensi dell'articolo 169 bis L.F. i contratti che in epoca precedente alla presentazione della domanda di concordato preventivo si siano risolti, siano stati oggetto di recesso unilaterale o di scioglimento per mutuo consenso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Rapporto di conto corrente bancario - Prosecuzione - Effetto su tutte le clausole che lo regolano - Diritto della banca di incamerare le somme riscosse per conto del correntista - Sussistenza
Poiché l’ammissione al concordato preventivo non determina lo scioglimento del rapporto di conto corrente bancario e di quelli in esso confluenti, deve ritenersi che la prosecuzione investe il rapporto nella sua interezza estendendosi a tutte le clausole che lo regolano, ivi inclusa quella con la quale le parti abbiano attribuito alla banca il diritto di incamerare le somme riscosse per conto del correntista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Aprile 2010.


Contratto bancario - Patto di elisione in conto corrente delle partite di segno opposto - Potere della banca di compensare il suo debito derivante dalle somme riscosse per conto del cliente - Sussistenza - Concordato preventivo - Opponibilità
La presenza di un patto di elisione in conto delle partite di segno opposto, in virtù del quale la banca ha il diritto di compensare il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito nei confronti dello stesso per operazioni regolate sul conto corrente, autorizza la banca stessa ad incamerare ed a trattenere le somme riscosse anche qualora il cliente venga ammesso alla procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Aprile 2010.


Concordato preventivo - Compensazione - Ammissibilità - Condizioni - Preesistenza dei crediti reciproci - Necessità - Fattispecie in tema di mandato all'incasso
In caso di ammissione del debitore al concordato preventivo, la compensazione tra i suoi debiti ed i crediti da lui vantati nei confronti dei creditori postula, ai sensi dell'art. 56 della legge fall. (richiamato dall'art. 169 della medesima legge), che i rispettivi crediti siano preesistenti all'apertura della procedura concorsuale; essa, pertanto, non può operare nell'ipotesi in cui il debitore abbia conferito ad una banca un mandato all'incasso di un proprio credito, attribuendole la facoltà di compensare il relativo importo con lo scoperto di un conto corrente da lui intrattenuto con la medesima banca; a differenza della cessione di credito, infatti, il mandato all'incasso non determina il trasferimento del credito in favore del mandatario, ma l'obbligo di quest'ultimo di restituire al mandante la somma riscossa, e tale obbligo non sorge al momento del conferimento del mandato, ma soltanto all'atto della riscossione del credito, con la conseguenza che, qualora quest'ultima debba aver luogo dopo la presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, non sussistono i presupposti per la compensazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Maggio 2009, n. 10548.


Fallimento - Compensazione - Anticipazione su ricevute bancarie regolate in conto corrente - Ricevute incassate dalla banca dopo l'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata - Compensazione con altri crediti vantati dalla banca nei confronti del correntista poi dichiarato fallito - Legittimità - Condizioni e limiti - Preesistenza di una convenzione di compensazione o di annotazione ed elisione di partite di segno opposto rispetto alle procedure concorsuali - Necessità
In tema di anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto corrente, se le relative operazioni siano compiute in epoca antecedente rispetto all'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata, è necessario accertare, qualora il fallimento (successivamente dichiarato) del correntista agisca per la restituzione dell'importo delle ricevute incassate dalla banca, se la convenzione relativa all'anticipazione su ricevute regolata in conto contenga una clausola attributiva del diritto di "incamerare" le somme riscosse in favore della banca (cd. "patto di compensazione" o, secondo altra definizione, patto di annotazione ed elisione nel conto di partite di segno opposto). Solo in tale ipotesi, difatti, la banca ha diritto a "compensare" il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito, verso lo stesso cliente, conseguente ad operazioni regolate nel medesimo conto corrente, a nulla rilevando che detto credito sia anteriore alla ammissione alla procedura concorsuale ed il correlativo debito, invece, posteriore, poiché in siffatta ipotesi non può ritenersi operante il principio della "cristallizzazione dei crediti", con la conseguenza che ne' l'imprenditore durante l'amministrazione controllata, ne' il curatore fallimentare - ove alla prima procedura sia conseguito il fallimento - hanno diritto a che la banca riversi in loro favore le somme riscosse (anziché porle in compensazione con il proprio credito). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 1998, n. 2539.


Anticipazione su ricevute bancarie regolate in conto corrente - Ricevute incassate dalla banca successivamente all'ammissione alla procedura di amministrazione controllata del correntista - Compensazione con altri crediti nei confronti del correntista successivamente fallito - Ammissibilità - Condizioni - Originario patto di compensazione o di annotazione ed elisione di partite di segno opposto - Necessità
In relazione ad un'operazione di anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto corrente, effettuata prima dell'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata, qualora il fallimento del correntista agisca per la restituzione dell'importo delle ricevute incassate dalla banca, occorre accertare se la convenzione relativa all'operazione di anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto preveda o meno una clausola che attribuisca alla banca il diritto di "incamerare" le somme riscosse, ossia il cosiddetto patto di compensazione o, secondo altra definizione, il patto di annotazione ed elisione nel conto di partite di segno opposto, in quanto solo in tale ipotesi la banca ha diritto a "compensare" il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito verso la stesso cliente conseguenti ad operazioni regolate nel medesimo conto corrente, a nulla rilevando che il suo credito sia anteriore all'ammissione alla procedura di amministrazione controllata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Agosto 1997, n. 7194.


Fallimento - Effetti - Per i creditori - Debiti pecuniari - Compensazione - Anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto corrente - Fallimento del correntista successivamente all'ammissione alla procedura di concordato preventivo - Somma incassata dalla Banca presso i terzi debitori dopo il deposito della istanza di concordato preventivo - Compensazione con crediti nei confronti del fallimento - Ammissibilità - Condizioni
La procedura di concordato preventivo inizia con l'emissione del decreto del Tribunale, che la dichiara aperta e nomina il giudice delegato ed il commissario giudiziale (art. 163 legge fall.), non già con il deposito del ricorso per l'ammissione all'indicata procedura, il quale è rilevante per i soli effetti previsti dagli artt. 168 e 169 legge fall., tra cui il divieto di compensazione, vigente, pertanto, per i creditori fin dalla presentazione della domanda di concordato (art. 56 legge fall.). Ne deriva che, in relazione ad operazione di "anticipazione su ricevute bancarie" regolata in conto corrente, qualora il fallimento del correntista agisca in giudizio per chiedere la restituzione dell'importo delle ricevute, incassate dalla banca presso i terzi debitori dopo il deposito dell'istanza di concordato preventivo del correntista medesimo, il giudice del merito deve accertare se la banca risulti incaricata della riscossione dei crediti indicati nelle ricevute in forza di un accordo comportante la cessione dei crediti stessi o, comunque, il diritto della banca d'incamerare le somme riscosse, ovvero sulla base di un mandato a riscuotere (con successivo obbligo di rimettere al cliente quanto riscosso, a norma dell'art. 1713 cod. civ.), in quanto solo in quest'ultima ipotesi la banca non avrebbe diritto a compensare il suo debito (di versamento al cliente delle somme riscosse) con i crediti da essa vantati verso lo stesso, ancorché sorti prima della presentazione della domanda di concordato operando il divieto di compensazione di cui al richiamato art. 56 legge fall.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Luglio 1994.